
ISPICA, 26 Marzo 2026 – Un atto d’accusa durissimo quello lanciato dal consigliere comunale Salvatore Milana contro l’attuale amministrazione di Ispica. Al centro della polemica c’è la gestione del personale comunale e la cronica assenza di programmazione finanziaria in un ente già segnato dal dissesto.
Secondo Milana, mentre Ispica resta “ferma al palo”, realtà vicine con le stesse difficoltà economiche starebbero dimostrando che una via d’uscita è possibile.
Il consigliere punta il dito sul confronto con il Comune di Rosolini. Entrambi gli enti condividono criticità pesanti: dissesto finanziario, carenza di strumenti di programmazione e un ampio utilizzo di personale part-time.
“Rosolini ha scelto di agire — spiega Milana — aumentando temporaneamente l’orario dei dipendenti per avviare progetti mirati all’incremento delle entrate comunali. Una misura legittima e orientata al risanamento. A Ispica, invece, tutto resta immobile.”
Il consigliere non usa mezzi termini e solleva un dubbio inquietante sulle ragioni di questa inattività. Secondo Milana, mantenere i lavoratori in una condizione di precarietà e bisogno perenne potrebbe nascondere una strategia politica precisa.
“Viene il dubbio che questo immobilismo non sia casuale — prosegue il consigliere —. Tenere decine di lavoratori in uno stato di necessità può diventare uno strumento per elargire promesse al momento opportuno, magari sotto elezioni, quando serve il consenso.”
Per Salvatore Milana, la strada da seguire è chiara e si articola su due binari: copiare il modello operativo di Rosolini, integrando le ore del personale part-time per migliorare i servizi e la riscossione delle entrate, assumere la stabilizzazione definitiva del personale come priorità assoluta della prossima amministrazione.
Milana annuncia che porterà formalmente la proposta in Consiglio Comunale, chiedendo all’amministrazione di spiegare ai cittadini e ai lavoratori i motivi di questo prolungato silenzio.
“Non servono miracoli — conclude Milana — basta avere l’umiltà di copiare chi ha già iniziato a fare ciò che noi continuiamo a rimandare. Il tempo delle scuse è finito.”




