
POZZALLO, 24 Marzo 2026 – In un Paese che ha visto ricostruire il Ponte di Genova in un solo anno, la pulizia dei fondali di un porto turistico siciliano sembra essere diventata un’impresa titanica. La vicenda del dragaggio del porto di Pozzallo segna un nuovo capitolo di frustrazione amministrativa, con il Sindaco Roberto Ammatuna che punta il dito contro una macchina regionale definita “indegna di un paese civile”.
Lunedì 16 marzo 2026, la Commissione Tecnica Specialistica (CTS) regionale ha finalmente licenziato il provvedimento autorizzativo. Un passaggio obbligato che dovrebbe sbloccare un cantiere da 1,5 milioni di euro, già finanziato dall’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Orientale e con un’impresa già individuata e pronta a partire.
Tuttavia, l’autorizzazione porta con sé l’ennesimo ostacolo: l’obbligo di un nuovo monitoraggio dei sedimenti. Una prescrizione che farà slittare l’inizio dei lavori di almeno venti giorni, portando l’operazione a ridosso della stagione estiva e mettendo seriamente in pericolo l’indotto turistico della zona.
Il Sindaco Ammatuna non usa mezzi termini per descrivere le assurdità del provvedimento: “È incomprensibile lo sperpero di denaro pubblico imposto dalle prescrizioni: siamo costretti a trasportare la sabbia in discarica con costi enormi, quando la soluzione più logica e sostenibile sarebbe stata il ripascimento del litorale est, da Pozzallo fino a Santa Maria del Focallo e Cirica.”
Oltre al danno economico e d’immagine, il primo cittadino solleva una riflessione più profonda e inquietante. Secondo Ammatuna, l’eccessiva lentezza e i passaggi farraginosi della burocrazia regionale non sono solo un freno allo sviluppo, ma diventano il terreno fertile per fenomeni degenerativi. Il riferimento, neanche troppo velato, è agli episodi di corruzione che hanno colpito altre località dell’isola nei mesi scorsi: laddove la norma è un labirinto, il malaffare trova spesso una via d’uscita.
Entro la settimana è prevista la pubblicazione del Decreto Assessoriale definitivo. Da quel momento scatterà il countdown per il monitoraggio dei sedimenti. La speranza, seppur fioca, è che le operazioni possano iniziare prima che i turisti affollino le banchine, ma il sapore resta quello di un’occasione quasi sprecata per colpa di un sistema che sembra progettato per fermarsi, anziché correre.




