
ISPICA, 04 Marzo 2026 – Non è stata una semplice conferenza stampa, ma un atto di riaffermazione politica e personale. Questa mattina, nell’aula consiliare del Comune di Ispica, il sindaco Innocenzo Leontini è tornato a parlare alla città dopo la sentenza del Tar che ha annullato la mozione di sfiducia votata lo scorso novembre. Un incontro che ha segnato il “secondo tempo” della sua amministrazione, mostrata come l’esempio di chi, dopo una caduta — politica e persino fisica — sa rialzarsi con una determinazione ancora più ferma.
Al suo fianco, a fare quadrato, gli assessori di Forza Italia Massimo Dibenedetto e Kett Roccasalva, insieme al consigliere Carmelo Denaro. Il primo pensiero del primo cittadino è andato. Con un pizzico di ironia e molta fermezza, Leontini ha ricordato i mesi difficili appena trascorsi: “Ho messo la faccia in tutti i sensi”, ha dichiarato, riferendosi alla sua resilienza nonostante le pressioni e gli attacchi. Una scelta dettata, a suo dire, da un profondo senso di responsabilità verso Ispica, contrapposto a un’opposizione accusata di non aver garantito la stessa continuità e serietà istituzionale.
La mozione, la seconda tentata in due anni, è naufragata tecnicamente e giuridicamente. Se la prima era caduta per mancanza di voti, questa è stata giudicata irricevibile. Il Tar ha confermato quanto già sostenuto dal Segretario Generale Bella, dal Prefetto e dall’Assessorato alle Autonomie Locali: la mozione è stata depositata oltre il limite dei 180 giorni che precedono la scadenza del mandato elettivo.
Il tribunale ha chiarito un punto fondamentale: la scadenza del mandato e la data delle elezioni non coincidono. Il periodo di prorogatio è un meccanismo tecnico e non può essere usato per estendere i tempi della sfiducia. “È stata una battaglia di legalità vinta contro un progetto politico fondato sull’illegalità”, ha sentenziato Leontini.
Il sindaco non ha risparmiato critiche durissime ai vertici del Consiglio. Ha invitato formalmente il Presidente Titta Genovese a valutare le dimissioni, accusandolo di aver agito come “uomo di parte” e di aver trascinato l’aula verso un voto palesemente illegittimo.
Leontini ha poi collegato questa gestione alla paralisi amministrativa che ha colpito la città, citando la mancata approvazione del Piano Triennale (sbloccato solo da un commissario) e il rischio concreto di perdere importanti finanziamenti regionali a causa dei ritardi accumulati durante la crisi.
“Chi ha sostenuto questa mozione non ha i titoli per governare la città. Hanno agito per contrapposizione personale, e la loro finta unità si è già dissolta ora che si avvicina la campagna elettorale.”
Nonostante la vittoria legale, Leontini guarda al futuro con pragmatismo. Ha confermato la sua disponibilità a fare un passo indietro se questo servirà a mantenere unita la coalizione in vista delle prossime elezioni. Tuttavia, il messaggio ai naviganti è chiaro: resterà nel pieno delle sue funzioni di sindaco fino all’ultimo giorno utile del mandato, per onorare l’impegno preso con i cittadini.




