Blitz antidroga a Ragusa: tre arresti e sequestro di armi, droga e un drone

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Ragusa, 26 Febbraio 2026 – Vasto colpo allo spaccio nel centro storico di Ragusa. Un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica e condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile ha portato al fermo di un 23enne e all’arresto in flagranza di altri due giovani. L’indagine ha svelato un sistema di controllo del territorio avanzato, che includeva persino l’uso di tecnologia per eludere le forze dell’ordine.

L’operazione è scattata sabato scorso con un doppio dispositivo. Il primo obiettivo era C.O., un 23enne tunisino con precedenti, rintracciato nel gelese. Il giovane è gravemente indiziato di concorso in detenzione di sostanze stupefacenti e possesso di armi clandestine.

Mentre una squadra si occupava del fermo principale, un secondo gruppo di militari ha monitorato un appartamento nei pressi di piazza San Francesco d’Assisi. Dopo ore di osservazione, che hanno permesso di documentare diverse cessioni di hashish e cocaina, i Carabinieri sono intervenuti.

Gli occupanti, un uomo di 24 anni e una donna di 27 anni (entrambi tunisini), hanno tentato una resistenza disperata: i sono barricati in casa, costringendo i militari ad abbattere la porta d’ingresso, si sono rifugiati nel bagno, tentando la fuga attraverso un abbaino sul tetto.

Sono stati bloccati dai Carabinieri che avevano preventivamente circondato l’edificio.

La perquisizione ha portato al rinvenimento di materiale scottante, segno di un’attività organizzata e pronta allo scontro: quasi 200 grammi di droga mista (valore stimato: 6.000 euro); circa 2.000 euro in banconote di piccolo taglio, un’ascia, due tirapugni e diversi coltelli e un drone con radiocomando (usato probabilmente per avvistare le pattuglie dall’alto), una ricetrasmittente e un lampeggiante simile a quelli in uso alle forze di polizia.

Al termine delle operazioni, il  23enne destinatario del fermo è stato condotto nel carcere di Caltagirone.

I due giovani arrestati in flagranza sono stati posti ai domiciliari presso l’abitazione di un connazionale.

Tutti i provvedimenti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria. Resta ferma la presunzione di innocenza per gli indagati fino a sentenza definitiva.

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