
Scicli, 24 febbraio 2026 – A Scicli il Consiglio comunale aperto dedicato alle politiche giovanili si è trasformato in un momento di forte rilevanza politica e civile. Protagonisti gli studenti e i giovani della città, che hanno manifestato con compostezza ma con determinazione, portando in aula uno slogan destinato a lasciare il segno: “Il Comune tace, i giovani no”. Cartelli, interventi e richieste puntuali hanno fotografato un sentimento diffuso: la distanza tra le nuove generazioni e un’amministrazione percepita come lenta nelle risposte, soprattutto a poco più di un anno dalla conclusione del mandato. A garantire che la protesta si trasformasse in un confronto ordinato è stata la presidente del Consiglio comunale, Desirè Ficili, che attraverso un’interlocuzione condivisa anche con i consiglieri di opposizione ha riportato il dibattito entro un perimetro istituzionale. Un passaggio riconosciuto come significativo, perché ha consentito di trasformare la mobilitazione in dialogo democratico. Ma, come è stato sottolineato più volte nel corso dell’assise, il dialogo da solo non basta. Tra i temi centrali, la situazione dell’ex Geodetico. Si è parlato di un possibile avvio dei lavori nel mese di maggio, ma senza un cronoprogramma dettagliato pubblico né atti definitivi che possano offrire certezze alla comunità. Secondo quanto emerso, anche in caso di partenza dell’iter, potrebbero trascorrere mesi – se non anni – prima che la struttura sia effettivamente fruibile. Un quadro che molti hanno definito poco rassicurante e che alimenta il malcontento. Le richieste avanzate dai giovani riguardano interventi considerati concreti e realizzabili nel breve periodo: ampliamento degli orari della biblioteca comunale, piena fruibilità di Villa Penna, individuazione di spazi aggregativi accessibili, riattivazione della Consulta giovanile e della Consulta dello Sport, oltre a canali di comunicazione istituzionale più efficaci rispetto al solo albo pretorio. Misure pragmatiche che, secondo i promotori, potrebbero rappresentare un primo segnale di attenzione reale. Nel dibattito è emersa anche l’esigenza di una strategia più ampia per le nuove generazioni: una Cittadella dello Sport moderna e funzionale, la riqualificazione degli impianti esistenti, luoghi permanenti di aggregazione culturale e sociale, incubatori d’impresa e spazi pubblici di coworking per sostenere l’autoimprenditorialità. Il nodo politico resta quello della programmazione: a quasi quattro anni dall’insediamento dell’attuale amministrazione, viene evidenziata l’assenza di un piano organico dedicato ai giovani, mentre progetti e ipotesi di finanziamento – come il FUA – vengono citati senza certezze operative. Il Consiglio comunale aperto ha mostrato una generazione pronta a partecipare e ad assumersi responsabilità. Ora l’attenzione si sposta sull’amministrazione, chiamata a trasformare il confronto in atti concreti, con tempi certi e scelte chiare. Per molti dei presenti, il tempo degli annunci è finito. E la città non può permettersi di perdere le proprie energie migliori.





