BAPS risarcisce l’ex direttore Giuseppe Iemmolo della Filiale di Pozzallo: calcolo al centesimo e parola “fine” a 16 anni di liti

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POZZALLO / MODICA, 19 Febbraio 2026 – Il bonifico è arrivato, ed è un atto che pesa molto più del suo valore economico. La Banca Agricola Popolare di Ragusa (oggi BAPS) ha proceduto al risarcimento integrale nei confronti di Giuseppe (Peppe) Iemmolo, storico ex Direttore della filiale di Pozzallo. Un pagamento che non è stato immediato, ma il frutto di una sfibrante fase di solleciti e precisioni contabili, curata dall’Avvocato Giovanni Di Pasquale. La chiusura della vicenda non è stata priva di ulteriori ostacoli burocratici. Dopo la sentenza del Giudice del Lavoro del 15 dicembre scorso, è iniziata una fase di confronto serrato sulle cifre: una  serie di solleciti per “incomprensioni” riguardo tra interessi legali e rivalutazione, una correzione dell’errore: una discrepanza di 511 euro sulle somme legali che ha richiesto un ulteriore intervento formale. Solo in queste ore l’istituto ha versato quanto dovuto, calcolando con precisione chirurgica rivalutazione, interessi legali e i 2/3 delle spese legali stabiliti in sentenza.

Il risarcimento  è l’ultimo atto di quello che può essere definito un “poker” di successi giudiziari che hanno restituito a Iemmolo la sua onorabilità: l’assoluzione penale piena (2019) dalle infamanti accuse di usura e minacce, rivelatesi un castello di sabbia costruito da chi cercava di accedere ai fondi anti-usura. L’inammissibilità dell’appello penale, che ha reso definitiva la sua totale estraneità ai fatti. L’illegittimità della sospensione dal lavoro, con relativa condanna della banca. Il riconoscimento del demansionamento professionale subito dal 2011, considerato immotivato e illegale dal Tribunale e che il giudice lo fa terminare a maggio del 2015, momento in cui entra in vigore la riforma Renzi.

Nonostante il successo totale nelle aule di tribunale e l’avvenuto risarcimento, la ferita resta profonda. Giuseppe Iemmolo ha dovuto combattere per sedici anni contro un sistema che aveva tentato di macchiare la sua carriera e la sua vita personale.

“Finalmente soddisfatto”, commenta oggi Iemmolo, mettendo da parte la voglia di perseguire ulteriormente chi lo ha danneggiato – ” e parlo di  Carmelo Di Stefano, Marco Giacobbe,  Maria Catena Pitino e  altri 14-. L’obiettivo ora è solo uno: chiudere questa porta per sempre e ritrovare quella serenità che per troppo tempo gli è stata sottratta, dedicandosi agli affetti più cari in un momento di grande dolore familiare”.

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