
RAGUSA – Non è bastata la pioggia a raffreddare gli animi. A Ragusa esplode il caso dei messaggi offensivi indirizzati al sindaco Peppe Cassì, vittima di una vera e propria tempesta digitale scatenata da numerosi studenti, molti dei quali minorenni. Il motivo? La mancata chiusura delle scuole a seguito di un’allerta meteo “gialla”.
Secondo i protocolli della Protezione Civile, l’allerta gialla non prevede la sospensione delle attività didattiche. Una decisione tecnica che, però, non è stata accettata da una fetta della popolazione studentesca. Il primo cittadino è stato raggiunto da decine di videochiamate e messaggi dai toni volgari e, in alcuni casi, apertamente minacciosi.
Il resoconto fatto dal Sindaco è inquietante: dalle prime ore del mattino sono arrivate sul suo profilo foto di scarpe e pantaloni bagnati, inviate come “prove d’accusa” contro l’amministrazione, quasi fosse sua la responsabilità delle condizioni meteorologiche.
A colpire maggiormente è stata la disinvoltura con cui i ragazzi hanno invaso la sfera privata di Cassì. Il Sindaco ha riferito di aver ricevuto fino a 27 videochiamate in tarda serata, un comportamento che travalica il confine della critica politica per sfociare nel disturbo e nella molestia.
“La situazione è inaccettabile”, ha dichiarato Cassì in un post pubblico. “Il confronto con le istituzioni non può mai trasformarsi in un pretesto per insultare o intimidire. Il fastidio di bagnarsi le scarpe non giustifica l’aggressività.”
L’episodio ha acceso un riflettore sulla profonda mancanza di educazione digitale e sulla perdita del senso del limite nel rapporto tra cittadini e istituzioni. Di fronte a questa deriva, Cassì ha lanciato una provocazione destinata a far discutere: il Sindaco ha invitato i genitori a dialogare con i figli per spiegare il significato del rispetto istituzionale.
«Credo sia arrivato il momento di interrogarci seriamente sulla possibilità di vietare l’accesso ai social ai minorenni», ha dichiarato, sottolineando che, sebbene le critiche siano legittime, gli insulti non possono essere tollerati.
Il caso di Ragusa diventa così lo specchio di un malessere più ampio: la difficoltà delle nuove generazioni nel comprendere che le azioni online hanno conseguenze reali e che lo schermo non è uno scudo dietro cui nascondere l’inciviltà. Il dibattito è aperto: è un problema di regole tecnologiche o di un fallimento educativo che parte dalle mura domestiche?






22 commenti su “Ragusa, il Sindaco sotto assedio digitale: insulti e stalking social per le scuole aperte”
Se fossimo al nord dovremmo chiudere ogni giorno per pioggia? Ieri tutti ci siamo bagnati per andare chi a lavoro chi a scuola a causa della pioggia mista a vento! Oggi siamo tutti qui vivi e vegeti. Ma che valore ha un eventuale ordinanza poi, ma davvero siete arrivati a questi livelli? Davvero non riuscite a prendere la decisione una volta alzati la mattina e guardando il tempo fuori, non riuscite a valutare esco esco, mando o non mando i figli a scuola? Se non vi ordinano non riuscite a decidere? Ecco i livelli dell’intelligenza umana estinta.
I livelli di intelligenza (sic!) umana si sono pienamente attestati durante il falsimonio: mascherati e pluriliquefatti.
Questa è la società costruita dagli attuali genitori, crescono figli smidolladi, delinquenti, è maleducati. D’altronde se erano svegli a Crans Montana’ non moriva nessuno.
Ieri una normale giornata di pioggia, quindi va benissimo che siano rimaste aperte le scuole. Li avete abituati male, adesso pagate le conseguenze.
@Gino SerGino dal mauto hai ragione, I genitori dovrebbero fare come tuo padre che quando non volevi andare a scuola ti ci portava lui a calci in culo e se la sera rientravi tardi ti prendeva a schiaffi e ti faceva dormire con le galline. Poi essendo tu ignorante e malvagio non hai capito che al crans hanno chiuso a chiave l’unica porta perché i gestori, bastardi, pensavano che i ragazzi fossero andati via senza pagare e inoltre il locale non rispettava nessuna normativa di sicurezza ma che te lo dico affare che hai la segatura dentro la testa al posto del cervello.
E io sono il caso vivente di cervello liquido.
( il lenzuolo dell ‘ispettore Orazio) Il rispetto verso i rappresentanti delle istituzioni è di fondamentale importanza . Ma anche verso tutti i rappresentanti dello stato , delle forze dell ‘ordine , gli impiegati dello stato , con funzioni di pubblici ufficiali , i rappresentanti religiosi , gli insegnanti e i genitori. Tutte le figure di prestigio e gli attori della società devono essere rispettati , dal canto loro devono onorare il loro prestigio e ruolo politico , amministrativo e educativo , con le loro scelte , i loro comportamenti e le loro azioni . In generale le nuove generazioni vengono profondamente plasmati e , direi confezionati e burattinati , più che educati dalle agenzie educative , dal sistema socioeconomico , da cui sembrano sottrarsi pochi e con fatica . Sembrerebbe che i più non solo appaiano e agiscono , ma anche siano come il sistema li vuole . In generale si sono perse per strada , nel passaggio di consegne da una generazione all’altra , la capacità e l ‘importanza eroica del sacrificio e la capacità di differimento delle gratificazioni , all ‘unisono con il rispetto verso le figure adulte di riferimento . L ‘ offerta non deve saturare la domanda e la domanda deve essere costante , Questa legge di mercato o problema del sistema , si traduce a livello della chimica cerebrale , in un bisogno costante e progressivo di stimoli intensi e diversificati per mantenere un ‘adeguata risposta dopaminica , uno degli ormoni della felicità , la massa o le masse vengono così condizionate a prestare attenzione alla forza e all ‘ intensita’ , dei piaceri , delle emozioni e sensazioni , che all’agire etico morale , in un circolo vizioso di strumentalizzazione e suscettibilità alla strumentalizzazione , dove i fatti “epstain ” somministrati a piccole dosi potrebbero diventare in un futuro prossimo , se non già adesso , non solo degni di considerazione , ma modelli di attrazione , con il crollo dei limiti del umano disgusto e dell ‘umana compassione. Noi intellettuali di elite dobbiamo essere sentinelle non solo del mattino e smascherare in anticipo tutte le subdole e raffinate iniziative diaboliche per rovinare definitivamente l ‘umanità. Per dirla in siciliano stiamo attenti e non facciamoci fottere . Vegliamo pedagogicamente sulle derive etico morali e sui nostri giovincelli . La pedagogia deve riprendere il primato sulle scienze psicologiche cliniche . Alla fine del lenzuolo un pensiero all ‘adolescentofilo di Modica Alta : ” Sono sulle tue tracce , non mi sfuggirai pezzo di gran maiale 🐖!!!!” .
Plasmati , educati …invece che Plasmate e educate … ahahaha!!! Lei è proprio un intellettuale di elite …ma mi faccia il piacere !!!!
Pippon,
Lei la pone come battuta, ma guardi che lo scopo era proprio questo…. Mettere in prova l’intelletto collettivo, non soggettivo. Infatti oggi basta un po’ di pioggia o maltempo per mettere in ansia migliaia di persone senza motivo.
Ogni qualvolta che piove e disgraziatamente ti cade qualche goccia di acqua in testa, diventa sistematicamente una tragedia. Ormai ci manca solo di chiuderci dentro una campana di vetro e vivere nel giardino fiorito.
@ Gino no party, ai miei tempi si andava in locali dove c’era una sola entrata che aveva la funzione anche di uscita, ma non si aspettava li a filmare un incendio.
E lei con la segatura in testa. Sarebbe ora di smetterla con questo film finito male per colpa di idioti.
Adesso noi vorremmo dare lezioni di efficienza agli altri, ma guardate in Italia quanti locali dovrebbero essere chiusi.
No Gino no party
Solo per precisare, perché un ignorante come lei non merita risposta. Io dai miei genitori non ho ricevuto neanche uno schiaffo, bastava solo lo sguardo per capire, stessa cosa io con i miei figli oggi.
Io andavo a scuola con maltempo peggiore di questo, e non mi accompagnavano i genitori, come fa un “intelligente” come lei adesso, addirittura in auto anche se la scuola è a 300m da casa. Capisco il suo risentimento perché lei da perfetto “intelligente” sarebbe rimasto lì a filmare anche lei. Non sono stati bastardi i gestori, sono stati imbecilli quei ragazzi. La verità fa male, pazienza! Se crescete imbecilli questi sono i risultati. Se i figli sono imbecilli, avete fallito come genitori. Lei ne è un esempio. Oggi gli ignoranti come lei si fanno anche insultare dai figli, e andate a picchiare i professori per un rimprovero al vostro figlio imbecille. Per questa volta gli ho risposto, ma non riceverà più risposte da me. Solitamente non rispondo a ignoranti come lei. Addio Ne’ 🤣🙋
No Gino no party
Ho dimenticato di scrivere che i figli vanno tolti a genitori come lei, non alla famiglia nel bosco. Quelli come lei non sono utili a crescere figli, ne alla società, e ne a voi stessi. Adesso può continuare a blaterare caciara da osteria tutto il tempo che vuole capra. Addio Ne’ 🤣🙋
Tonino Spinello, sono concorde.
Purtroppo ci stanno merde secche che piuttosto che lanciare saliva in alto, ammettendo quanto scroti prima, complici poi, preferiscono fare gli struzzi e gli stronzi.
Povero Gino bullizzato a scuola e schiaffegiato dal padre, i risultati si vedono Ginetto e come soprattutto quando da dell’idiota ai poveri ragazzi morti nel rogo. Crescili bene I tuoi figli perché frequenteranno anche loro I locali e poi ne riparliamo. Addio capra del mauto.
Carmelo F ai tuoi tempi non c’erano i telefoni cervello liquido🤣 🤣 🤣
Piuttosto che contestare imposizioni, in nome della loro presunta libertà i giovini (sic!) si sono accodati… mah!
Ma io no! Io mi sono messo a 90 come mio compare Gino.
Ci sono auto che vanno a 300 kmh, se vai a sbattere non è bastardo il costruttore, ma idiota chi non sa capire quant’è il momento di alzare il piede. Non è bastardo lo spacciatore, ma idiota chi consuma quella merda. Quindi spiace per quei ragazzi, ma sono stati idioti loro.
No Gino non party se ne faccia una ragione, la realtà è questa. Le famiglie oggi non esistono perché i genitori sono assenti. Il risultato sono scemi che riprendono invece di uscire.
Marion, nell’ anno 2000 i telefonini c’erano. E nel 2026 ci sono quelli come te.
Carmelo F con l’ultimo intervento hai dimostrato che sei ignorante tanto quanto il tuo Gino!!! Nel 2000 I cellulari non avevano fotocamera e oltre le telefonate potevi mandare sms e basta. Pur di fare polemica vi abbassate a farvi dire che siete peggio delle bestie. Salutami il tuo principale Gino
No Gino no party hai ragione chiedo umilmente scusa a tutti ma ho bisogno di di un TSO urgentemente😭 😭 😭
@ no Gino no party, io personalmente avevo un Motorola con fotocamera inclusa ed era anno 1999.
@Carmelo F da venditore di telefoni dal lontano 1996 ti garantisco che non esistevano telefoni con fotocamera, sono arrivati tra la fine del 2000 e l’inizio del 2001 pertanto mento spudoratamente.