
RAGUSA/ VITTORIA, 12 Febbraio 2026 – Si chiude con una condanna esemplare la vicenda della violenta aggressione ai danni di un anziano di novant’anni, un episodio che lo scorso anno aveva scosso profondamente l’opinione pubblica di Vittoria. Il Tribunale ha inflitto cinque anni di reclusione a un cinquantenne, ritenuto colpevole di aver rapinato l’anziano all’interno della sua stessa abitazione.
I fatti risalgono a un pomeriggio in cui l’aggressore, approfittando della vulnerabilità della vittima, era riuscito a introdursi nella sua casa. L’anziano era stato sorpreso alle spalle e immobilizzato con forza; un’azione fulminea e violenta finalizzata a sottrargli il portafoglio, che conteneva appena 195 euro. Dopo il colpo, il malvivente si era dato alla fuga, lasciando la vittima sotto shock.
L’identificazione del responsabile è stata possibile grazie a un minuzioso lavoro investigativo, basato principalmente sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza della zona.
Durante il processo, la difesa – sostenuta dall’avvocato Santino Garufi – ha tentato di scardinare l’impianto accusatorio: la vittima, data l’età e la dinamica dell’assalto, non era stata in grado di identificare con certezza l’imputato. Sempre secondo la difesa, i filmati non offrivano una nitidezza tale da garantire l’identità certa del colpevole.
Nonostante la richiesta di assoluzione o, in subordine, la riqualificazione del reato in furto aggravato, i giudici hanno confermato l’impostazione della Procura.
Il Tribunale ha riconosciuto la sussistenza della rapina aggravata. Pur concedendo le attenuanti generiche, la pena inflitta è stata di cinque anni di carcere. L’uomo è stato inoltre condannato al pagamento di 1.300 euro per le spese processuali e di custodia cautelare.
La sentenza ribadisce un principio di fermezza contro i reati predatori commessi ai danni delle fasce più fragili della popolazione, specialmente quando la sicurezza delle mura domestiche viene violata in modo così brutale.





