Dopo il ciclone Harry: Legambiente scrive ai Sindaci per una gestione sostenibile della Cymodocea nodosa sulle coste ragusane

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RAGUSA, 12  febbraio 2026 – All’indomani del passaggio del ciclone Harry, che ha colpito duramente le infrastrutture e il litorale della provincia di Ragusa, i circoli di Legambiente (“Il Carrubo” di Ragusa, “Kiafura” di Scicli, “Sikelion” di Ispica e “Melograno” di Modica) hanno inviato una nota ufficiale ai Sindaci dei Comuni costieri. L’obiettivo è sollecitare una gestione lungimirante e scientificamente corretta dei massicci accumuli di Cymodocea nodosa depositati dalle mareggiate.

La Cymodocea nodosa è una pianta acquatica pioniera fondamentale per l’ecosistema marino. La sua presenza sulle spiagge non deve essere vista come un problema di decoro, ma come una protezione naturale contro l’erosione costiera. Legambiente avverte: trattare questi accumuli come semplici rifiuti organici da conferire in discarica o in impianti di biogas è l’opzione più costosa e meno sostenibile.

“Il conferimento in impianti di compostaggio comporta costi notevoli che finirebbero per gravare direttamente sulle tasche dei cittadini tramite l’aumento della TARI,” spiegano i rappresentanti dei circoli.

Per coniugare tutela del territorio e risparmio pubblico, Legambiente suggerisce ai primi cittadini di permettere alla biomassa di continuare a svolgere la sua funzione di barriera contro le onde, trasferire gli accumuli su spiagge soggette a forte erosione per rinforzarne la struttura e interramento in sito da Da effettuarsi senza trasporto, per stabilizzare il sedimento sabbioso.

“Prima di procedere con qualunque di queste opzioni, Legambiente sottolinea l’obbligo di effettuare una pulizia manuale o meccanica selettiva per rimuovere i rifiuti plastici e antropici rimasti impigliati tra le piante durante le mareggiate”.

I circoli ambientalisti restano a disposizione delle amministrazioni per un confronto tecnico, auspicando che la gestione post-emergenza del ciclone Harry diventi l’occasione per adottare buone pratiche di manutenzione costiera, evitando sprechi di denaro pubblico e danni agli ecosistemi fragili delle nostre spiagge.

 

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