
Modica, 30 gennaio 2026 – In vista dei solenni festeggiamenti in onore di San Giorgio Martire previsti ad aprile 2026, la Chiesa Madre di Modica annuncia un’iniziativa inedita che mette al centro la comunità: un convegno formativo nato dai risultati di un’indagine territoriale che ha coinvolto portatori, fedeli, studenti e cittadini.
Dopo tre anni dall’inizio del suo ministero come Preposto della parrocchia di San Giorgio, Padre Michele Fidone ha voluto promuovere un percorso di riflessione che non si fermi all’esteriorità della festa, ma ne indaghi le radici più profonde. Attraverso dei questionari anonimi distribuiti nelle scorse settimane, la parrocchia ha raccolto emozioni, pensieri e suggerimenti di chi vive la festa “dal di dentro”: dalla devozione dei portatori alle aspettative dei giovani delle scuole cittadine.
Il materiale raccolto sarà il cuore pulsante del prossimo convegno, volto ad analizzare la festa sotto tre lenti fondamentali: storica, antropologica e pastorale. L’iniziativa ha ricevuto il pieno sostegno dell’Ordinario diocesano, Mons. Salvatore Rumeo, e vedrà il contributo di due eccellenze del panorama culturale: il Prof. Giuseppe Barone, che curerà gli aspetti storico-culturali, e il Prof. Giovanni Salonia, che approfondirà la dimensione antropologica e pastorale.
“A tre anni dal mio insediamento come Preposto,” spiega Padre Michele Fidone, “sento crescere il desiderio di approfondire i temi legati a questa festa così partecipata, che è un intreccio inscindibile di fede, storia e folklore. La nostra festa non è solo un evento, ma una dimensione sociale che appartiene al territorio. Per questo ho voluto che fossero i fedeli, i portatori e i ragazzi a dirci cosa provano, cosa cercano e cosa vedono in San Giorgio. Il questionario è stato uno strumento di ascolto per permetterci di studiare direttamente l’evento e farlo crescere insieme, certi che lo Spirito benevolente guidi questa nostra collaborazione.”
Il convegno rappresenterà un momento di sintesi tra la tradizione secolare e le nuove generazioni, offrendo spunti di riflessione su temi emersi dai questionari: il senso della preghiera comunitaria, l’emozione dei portatori, il ruolo dei giovani e il valore delle soste di riflessione lungo il percorso processionale.
La Chiesa Madre di San Giorgio invita tutta la cittadinanza, i docenti, gli studenti e i devoti a partecipare a questo momento di crescita comune, per riscoprire insieme perché San Giorgio continui a essere, ancora oggi, un “modello di fede per tutti”.





1 commento su ““San Giorgio: modello di fede per tutti”. A Modica la festa si fa ascolto”
Encomiabile questa iniziativa !!! Tuttavia mi lascia perplesso come intellettuale e come uomo di chiesa . Mi si perdoni il pessimismo , spero vivamente di sbagliare , ma mi sembra soltanto una lodevole iniziativa che lascerà tutto come prima e anche peggio ; sono sicuro che di iniziative come questa non se ne vedranno più . È noto a molti di un altro giovane prete , che una volta propose un ripensamento e addirittura di non fare uscire “il santo ” ossia il simulacro di cartapesta , che dovette correre in sagrestia , probabilmente rischiando di essere malmenato. La festa 🥳 , nonostante il contributo della chiesa e gli sforzi di volenterosi preti succeduti negli anni , determinati a ricondurla nell ‘alveo del cristianesimo , in sostanza a mio avviso è sempre stata e rimane una festa di stampo folkloristico e pagano , di interesse antropologico culturale più che pastorale ; un momento di svago , di autoesaltazione esibizionistica a valenza identitaria e collettiva . Addirittura sembrerebbe esistere nel gergo un san Giorgio di Modica e uno di Ragusa e a quanto pare , nel passato i simpatizzanti e portatori di simulacri di santi diversi se le suonavano di santa ragione a riprova della valenza idolatrica e pagana , che le sublimazioni di forti spinte di rivalsa ancestrali
assumevano nelle processioni , solo apparentemente religiose e celebrative , ma in realtà rituali pagani di massa a scopo catartico , più di interesse antropologico culturale che religioso . Dove il santo , ma il personaggio mai esistito della leggenda medievale , non il martire decapitato per non aver rinnegato la fede nel Signore Gesù , di cui si possiedono molto scarse notizie storiche , viene idolatricamente incarnato nella statua di cartapesta . Come se non bastasse , la festa più dei modicani che di san Giorgio , il centurione romano
originario della Cappadocia , ha assunto sfacciatamente un ruolo di promozione della città e del turismo , dove non appare esagerato parlare di strumentalizzazione , della fede al turismo , di un martirio all’economia .La festa dovrebbe essere frugale e non dispendiosa , una festa di quartiere aperta alla città , per non lasciare dubbi , con valenza pastorale e religiosa , un momento di riflessione e di crescita cristiana , rivolto al santo martire della Cappadocia , più che al personaggio leggendario o peggio ancora alla statua di cartapesta , modellata da un artista napoletano , che raffigura un bel giovinetto , con un armatura fantastica , un misto tra l ‘armatura medievale e quella degli antichi romani . Come intellettuale mi piacerebbe intervenire , con un ampia relazione in una delle conferenze celebrative e di studio , soffermandomi , sull’aspetto pastorale e antropologico culturale , ma sono impegnato nella ricerca assidua di un adolescentofilo , con tutto me stesso , uomo e cittadino , lottando da solo contro ogni speranza . Orazio ispettore privato.