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Marina di Modica, il molo si arrende alla mareggiata: danni ingenti e polemiche sulla sicurezza

Tempo di lettura: 2 minuti

MARINA DI MODICA, 14 Gennaio 2026 – Il mare non ha avuto pietà. Dopo giorni di violente mareggiate, il molo di Marina di Modica, cuore pulsante della frazione balneare, presenta oggi un bilancio pesantissimo. Nonostante i recenti e costosi lavori di restyling, la furia delle onde ha letteralmente sfigurato la struttura, sollevando seri dubbi sulla tenuta degli interventi eseguiti in passato.

Lo scenario che si presenta agli occhi dei residenti è desolante. La forza dell’acqua è riuscita a divellere la pavimentazione in pietra di Modica e a spostare pesantissime panchine, anch’esse in pietra dal peso di svariati quintali, trascinandole fino a schiantarsi contro le ringhiere. Queste ultime appaiono ora in più punti dissaldate e pericolanti, creando un’evidente situazione di rischio per i passanti.

Ma il pericolo non è solo strutturale: le infiltrazioni hanno colpito l’impianto di illuminazione. In diversi tratti sono visibili cavi elettrici fuori sede, un’insidia che rende l’intera area del moletto una zona critica sul piano della sicurezza pubblica. A farsi portavoce del malcontento è Marcello Sarta del gruppo “Sei di Marina di Modica se” (ma in passato alcuni cittadini avevano denunciato la questione), che punta il dito sulla progettualità degli interventi:

“Il moletto – spiega Sarta – è stato ristrutturato solo pochi anni fa con una spesa di decine di migliaia di euro, ma sembra che non si sia tenuto conto della realtà geografica di questo sito, esposto a forti correnti e al vento di ponente. Le mareggiate qui non sono un’eccezione, sono la norma.”

La critica è netta: ogni anno si assiste allo stesso copione. Ripristini parziali che vengono spazzati via alla prima tempesta, costringendo l’amministrazione a nuovi esborsi di denaro pubblico senza mai arrivare a una soluzione definitiva e duratura.

La comunità chiede ora un cambio di passo. “L’appello è rivolto direttamente al Comune di Modica e all’Assessore alle Manutenzioni: non serve un semplice “rammendo”, ma un intervento risolutivo che tuteli quella che viene definita la “perla” di Marina di Modica.

Sebbene l’Assessore si sia già attivato per monitorare la situazione, la cittadinanza resta in attesa di capire se, questa volta, verranno adottate soluzioni ingegneristiche capaci di resistere davvero alla forza del Mediterraneo. Senza un molo sicuro e decoroso, il rilancio turistico della zona rischia di rimanere solo un’intenzione sulla carta.

“Ho già effettuato il necessario sopralluogo – spiega l’assessore Piero Armenia -. Stiamo lavorando per individuare velocemente le modalità e i tempi di ripristino burocraticamente parlando. Di sicuro entro giorno tutto sarà risistemato”.

 

foto Marcello Sarta

© Riproduzione riservata
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27 commenti su “Marina di Modica, il molo si arrende alla mareggiata: danni ingenti e polemiche sulla sicurezza”

  1. Assessore Armenia, non si tratta di “ripristinare” semplicemente ciò che c’era prima. Occorre comprendere che quel moletto deve essere concepito come i moletti presenti ovunque nel mondo, oppure tornare alla sua configurazione originaria, adeguata al contesto marino.
    Non si realizzano ringhiere in acciaio inox, né in ferro o altri materiali inadatti; non servono basole né impianti di illuminazione in un’area soggetta a continue mareggiate; non si collocano panchine, nemmeno se pesanti, in luoghi costantemente esposti alla forza del mare.
    Il problema, infatti, non è la sicurezza. Il vero problema è che un moletto già distrutto decine di volte viene ricostruito sempre nello stesso modo, reiterando un errore evidente e, per di più, estremamente costoso.
    Si può sbagliare una volta; ricostruirlo dieci volte senza trarre alcuna lezione è francamente incomprensibile.
    Assessore Armenia, può spiegare perché un moletto come quello da voi realizzato non esiste in nessun altro luogo? È una domanda legittima. La sensazione è che manchi un approccio umile e autocritico, e che si continui ostinatamente a perpetuare errori di notevole gravità, i cui costi ricadono interamente sulla collettività.
    È preoccupante che la cittadinanza non reagisca di fronte a scelte di questo tipo.
    Il moletto deve essere liberato da tutti questi elementi superflui: via le ringhiere, via le panchine, via l’illuminazione sotto le basole. Occorre eliminare le basole oppure realizzare una pavimentazione con materiali realmente idonei all’ambiente marino e alle maree. Nient’altro.
    Se necessario, si possono installare uno o due lampioni aerei, ma certamente non collocati in mezzo all’acqua.
    È difficile comprendere come, all’interno dell’amministrazione, non vi sia nessuno che rilevi l’evidente incongruenza di tali scelte o che possieda una minima competenza specifica in materia di opere in ambiente marino.
    Ricordo che nella precedente amministrazione sedevano in giunta anche un architetto e un ingegnere; tuttavia, appare evidente che mancasse una reale conoscenza delle dinamiche costiere. Sarebbe stato sufficiente osservare i moletti delle province limitrofe per rendersi conto che soluzioni di questo tipo semplicemente non si adottano.

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  2. @Marcello Sarta del gruppo “Sei di Marina di Modica se”:
    ma voi anche negli anni passati non vi rendevate conto che non può esistere un moletto di quel tipo, non vi rendevate conto che non esistono moletti con ringhIere in acciaio inox? Eppure voi siete appassionati di mare, fate vela, i vostri hobbies sono legati al mare e non vi siete mai accorti della sciocchezza progettata nel Vostro moletto?
    Ma posso crederci?
    I moletti in ogni zona di mare sono realizzati in pietra strutturale, con l’aiuto di calcestruzzo per aumentarne la resistenza, bitte in ferro e nient’altro, ma quando mai si mettono luci annegate nella pavimentazione, oppure panche in cemento?
    Ma dove le avete viste queste cose? Il moletto è stato sempre e sempre sarà costantemente attaccato da agenti marini, fino alle tempeste.
    Andate a Sampieri, perchè quel moletto è realizzato in quel modo e resiste sempre? Pensate che a Sampieri sono fessi per non aver realizzato le ringhiere? No, semplicemente le ringhiere non si fanno. Veramente non riesco a capacitarmi.
    Spero vedere un gesto di umiltà.
    VI PREGO, NON SPENDETE ALTRI SOLDI PER RICREARE QUESTO DISASTRO, CHE NATURLMENTE VERREBBE DI NUOVO DISTRUTTO DALLA MAREGGIATA. BASTA!

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  3. Questo è il prezzo da pagare quando a fare politica sono degli ignoranti, incapaci e incompetenti. Oltre al moletto vorrei citare la mega fontanella-rotatoria, sovradimensionata e forse anche fuori contesto.

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  4. Secondo me deve essere più alto dal livello del mare e poi circondato di massi in maniera più abbondante.
    Così com’è ora le onde ci passano sopra e si portano via tutto .

  5. Cetto La Qualunque

    si vero, qualunque supposizione, qualunque poesia,……….ma i 220.000 euro unni su, i picciuli unni su mi sembra una somma a dir poco eccessiva per così pochi lavori, mi pare che sia finito come la tromba d’aria.

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  6. AMO MODICA, no, un moletto come questo è una totale assurdità, si informi con persone che se ne intendono di costruzioni marittime, quello che è stato realizzato si poteva fare in campagna o in qualsiasi altro posto, ma non in mezzo al mare. Se lei pagasse le tasse, comprenderebbe, ma siccome è un evasore non si interessa.

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  7. È la dimostrazione di totali incompetenze !!! Neanche quando c’era il pontile succedeva tanto! Ma tutti con una faccia di tolla senza la minima vergogna.

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  8. Finalmente i boccaloni modicani dovrenbero capire che spendere soldi a casaccio per cose che neppure comprendono, non è utile.
    Ora fatevi ancora i selfie sul moletto più sciocco del mondo e pagate.
    Modica è destinata al declino assoluto con queste teste.

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  9. Mammamia che strazio

    Anonimo sarebbe ora di finirla di ripetere sempre la solita minestra. Eravate all’ opposizione, ma su quei lavori non avete detto nulla. La mancanza di potere vi sta rodendo la vita. Alle prossime elezioni andate voi a governare, vedremo cosa saprete fare. Nulla.

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  10. E quindi se l’opposizione è addormentata oppure non c’è allora potete buttare i soldi all’infinito.
    Quello che manca sono i cittadini che vi hanno votati, ma si è finita la festa, qualcuno sta facendo i conti e poi ci darete conto, a tutti e non c’è ne frega niente dell’opposizione. Pagherete tutto voi, ricordatevi.

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  11. Lo strazio sta arrivando

    Anonimo, stia sereno: qualcosa si sta muovendo.
    Ma non si illuda che sia l’opposizione ad agire, perché, come ho già denunciato più volte, un’opposizione, di fatto, non esiste. E questo è ormai sotto gli occhi di tutti.
    Il consigliere Spadaro o la consigliera Castello devono immediatamente presentare un’istanza alla Corte dei Conti in modo almeno da tirarsi fuori, la guerra è iniziata.
    Non domani, non tra qualche mese si rivolgano alla Corte dei Conti: subito. Gli sperperi sono ormai così evidenti da non poter più essere nascosti sotto il tappeto dell’indifferenza.
    È indispensabile pretendere il progetto completo dell’opera realizzata e verificare se esistano tutti i visti obbligatori per legge:
    dalla Capitaneria di Porto, all’Agenzia delle Dogane e del Demanio Marittimo, fino al Genio Civile.
    Perché ciò che è stato realizzato non è solo in contrasto con le norme, ma sfida apertamente le leggi della fisica e dell’ingegneria.
    È risaputo che ogni opera pubblica deve attraversare un percorso rigoroso di autorizzazioni e approvazioni. Un percorso che deve essere tracciabile, documentabile, verificabile.
    Chi oggi si sente infastidito da queste osservazioni farebbe bene a ricordare che esiste un’istituzione, la Corte dei Conti, che può e deve chiedere il risarcimento del danno erariale.
    E se davvero questo mostro sul mare, con le sue continue ricostruzioni e senza l’eventuale attivazione delle garanzie previste per legge, non avesse prodotto alcun danno erariale, allora sì, saremmo di fronte a qualcosa di semplicemente assurdo.
    Intanto, qualcuno ha già fatto partire le segnalazioni a Le Iene, che, come spesso accade, porteranno tutto alla luce. Abbiate solo un po’ di pazienza:
    il vero strazio arriverà quando qualcuno sarà costretto a vendersi la casa per ripagare i danni.
    E poi verrà il tempo anche per alcune belle piazze di Modica.
    Perché certi portafogli si sono inspiegabilmente gonfiati, e forse è arrivato il momento di andarci a guardare dentro.
    Il silenzio non è pace.
    Il silenzio è il preludio della tempesta.
    Altro che strazio. 😏

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  12. @Amo Modica ma non riesci a trattenere le mani, per forza devi commentare? ma soprattutto che commenti scrivi? quelli che tu definisci massi sono frangiflutti ma siccome non hai cultura e studio di materie tecniche e di ingegneria ti improvvisi sempre e comunque a scrivere boiate allucinanti. Come ti ha suggerito qualcuno in qualche altro commento devi prenderti una lunga pausa da questo blog perché ti ha fatto andare il cervello in massa, non sei un opinion leader.

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  13. @lo strazio sta arrivando, ne abbiamo sentiti di cavalli e somari che volano. Mettetevi il cuore in pace perché nessuno pagherà nulla, e finirà a tarallucci e vino. Sono dieci anni che la Corte dei Conti Controlla il Comune di Modica. Alla festa parteciperete pure voi.

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  14. Lo strazio sta arrivando

    Al modicano, mi sembra che lei possa essere lo stesso commentatore noto per l’espressione “Mamma mia, che strazio”. Potrei sbagliarmi, e me lo auguro, ma ritengo che questa situazione sia diversa rispetto a quanto lei ha osservato in passato. Talvolta, infatti, le circostanze cambiano direzione. Vedremo chi parteciperà agli sviluppi futuri; nel frattempo, pare che per alcune persone siano già stati trasmessi degli avvisi di garanzia, anche se la cosa non è stata resa pubblica. Del resto, tutti hanno pari diritti.
    Non credo che la questione possa essere ricondotta a una semplice contrapposizione tra maggioranza e opposizione, anche perché, se l’opposizione avesse avuto un ruolo realmente incisivo, avrebbe potuto intervenire tempestivamente su alcune vicende. Così, però, non è stato.
    Colgo inoltre, da quanto lei scrive implicitamente, che ritenga possibile una certa connivenza da parte della Corte dei Conti. È una valutazione che alcuni condividono, ma ciò non implica necessariamente che le stesse dinamiche debbano ripetersi. Per ora osserviamo gli sviluppi, attendendo di capire se l’Assessore, molto attivo, intenda intervenire senza avviare le corrette procedure di autotutela; solo allora sarà possibile esprimere un giudizio più compiuto.
    Mi auguro che la Sindaca Monisteri, che presumibilmente potrebbe non essere a conoscenza di tutti i dettagli, venga pienamente informata su ciò che era necessario fare e su ciò che ora occorre fare in relazione a quest’opera.
    Sindaca, immagino che lei abbia certamente familiarità con concetti quali approvazioni, autorizzazioni e procedure amministrative. In definitiva, è noto che la responsabilità ricade su chi ricopre i ruoli apicali, e che eventuali conseguenze risultano più rilevanti per chi si trova ai vertici rispetto a un semplice cittadino che esprime un’opinione senza ruoli di responsabilità diretta.
    Spesso, gli eventi si verificano quando meno ce lo si aspetta, proprio come le mareggiate sul moletto.

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  15. Osservo qualche commento nervoso e di celata contrapposizione, tipo un modicano, o mammamia, chissà se sono interessati direttamente alla questione…
    “u bellu tiempu e u malu tiempu nunnè tuttu u tiempu”

  16. Credo di aver fatto centro
    Con la mia soluzione
    Il molo più alto di 2 metri
    E circondato di più massi per essere più naturale oppure di manufatti in cemento ma hanno un brutto impatto ambientale.
    Ho fatto centro visto che la banda mi si è lanciata contro .
    La corte dei conti si dovrebbe interessare per 2 soldi di rotonda sul mare ha ha ha

  17. Lo strazio sta arrivando

    Ci si chiede se l’Amministrazione comunale, e in particolare il Sindaco, ritenga di poter operare in piena autonomia senza la necessità di acquisire le autorizzazioni previste dagli organi competenti. Oppure se l’intervento sia stato deciso senza una piena conoscenza del quadro normativo di riferimento.
    A seguito di alcune “personali” verifiche effettuate, emerge che la realizzazione o la modifica di un moletto è strettamente legata alla sua ubicazione e alla titolarità della gestione; tuttavia, nella quasi totalità dei casi, è richiesta una specifica autorizzazione da parte della Pubblica Amministrazione.
    Nel caso in esame, il moletto ricade su area di demanio marittimo. Per interventi di realizzazione o modifica di opere insistenti su tale area risultano generalmente necessarie:
    – l’autorizzazione dell’ente competente alla gestione del demanio (Regione, nella maggior parte del territorio nazionale);
    – il parere obbligatorio della Capitaneria di Porto, in relazione alla sicurezza della navigazione;
    – l’autorizzazione paesaggistica, qualora l’area sia soggetta a vincolo, come appare essere Marina di Modica;
    – eventuali procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), Valutazione di Incidenza (VINCA) o altri pareri ambientali;
    – autorizzazioni o nulla osta da parte di ulteriori enti tecnici competenti (Genio Civile – Opere Marittime, uffici ambientali, ecc.).
    Per quanto concerne gli oneri economici, trattandosi di un moletto pubblico privo di concessione e destinato all’uso collettivo, i costi dovrebbero gravare sull’ente pubblico proprietario, generalmente la Regione o l’Autorità competente.
    Con riferimento specifico al Comune di Modica, sorgono pertanto alcune domande di natura amministrativa e procedurale che ABBIAMO IL DIRITTO DI CONOSCERE:
    – è stato nominato un Responsabile Unico del Procedimento (RUP) da parte dell’Amministrazione?
    – esiste un progetto formalmente approvato?
    – è stato individuato un progettista e un direttore dei lavori?
    – quali autorizzazioni sono state effettivamente rilasciate?
    – è stata incaricata una ditta esecutrice?
    – risultano acquisite tutte le autorizzazioni sopra richiamate?
    – dal punto di vista paesaggistico e ambientale, esistono una relazione paesaggistica e una valutazione di impatto ambientale?

    Infine, ma con maggiore importanza, considerando che il Comune versa in una situazione di dissesto finanziario con un debito di circa 200 milioni di euro, appare legittimo domandarsi: chi ha sostenuto i costi di questi lavori?

    Si invita chiunque disponga di informazioni utili a condividerle con la cittadinanza, affinché si possa contribuire in modo costruttivo a fare chiarezza su una vicenda di interesse pubblico, anche alla luce della limitata attività di controllo istituzionale.
    P.S. Opposizione dove siete, vi date da fare per favore?
    P.S. @Un modicano, lei pensa ancora che finirà a tarallucci e vino? Ma ne è sicuro?

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  18. Amo Modica ha fatto centro, la banda gli si è lanciata contro 😂
    bravo, tu si che scrivi le cose giuste, se ti presenti come Sindaco, caro Colombo, ti voto, anzi ti voteremo tutti, anche la banda🤣🤣🤣

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  19. ..dicono che Salvini ha in mente di fare un super moletto che colleghi marina a malta..dicono..buona camomilla a tutti

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  20. C’è poco da scherzare Hulk, da quello che apprendo, capisco che si sono buttati tanti soldi che poi ci chiederanno a noi.
    Questo non va bene e la Sindaca dovrebbe chiarire, esistono le garanzia in tutti i lavori sia privati che pubblici di dieci anni.

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  21. Non sanno niente sulle autorizzazioni
    Però sanno che il debito è 200milioni
    Si appellano all’opposizione
    Composta da un cucco e un panzuto ha ha ha
    Comi si dice in Sicilia
    Diciamo che hanno una fantasia evoluta
    Usano nik in base in base all’occasione ,
    Rovistano nella spazzatura in cerca di indizi
    Sperano che Gnaziu e un manuale mezzamanicola abbiano costruito il moletto di notte e notte senza autorizzazioni ha ha ha
    Loro sanno ma non sanno
    Troppo divertente .

  22. @ lo strazio sta arrivando, credo che per fare quel molo ci vogliono sicuramente autorizzazioni da organi da lei descritte. Quindi non tutta la colpa è dell’ amministrazione. E mi permetto di aggiungere anche dell’ opposizione da qualcuno osannata.Quindi alla festa gli invitati potrebbero essere in tanti.
    Aspetteremo gli eventi. Ma credo quando scritto precedentemente essendo in Italia, finirà a tarallucci e vino.

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  23. Volevo sommessamente suggerire all’assessore Piero Armenia di non intestarsi sfide contro la natura: le posso assicurare che le perderebbe, e noi dovremmo pagarne il conto.
    Ascolti i suggerimenti che gli vengono proposti e agisca con umiltà. In tanti la osserviamo e l’unica cosa che può fare è desistere, togliere tutto e mettere il moletto in sicurezza, rimuovendo tutte le cianfrusaglie non gradite alla natura.
    Tolga anche le basole, oltre alla ringhiera, alle panche e alle plafoniere incassate. Credo sia l’unica cosa sensata che potrà fare. Magari, se qualcuno gliene chiederà conto, potrà accusare la precedente amministrazione e uscirne pulito… forse.
    Ma sfidare la natura è davvero un grave errore. Mi riferisco alla sua dichiarazione al Domani Ibleo:
    “L’obiettivo immediato è circoscrivere il pericolo, ma la sfida a lungo termine sarà ben più complessa” (Armenia).
    Grazie.

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  24. Se esistono le autorizzazioni, sarebbe opportuno esibirle, perché, se si vuole attribuire la responsabilità a chi le ha concesse, queste devono essere mostrate.
    Se invece l’opera è abusiva, allora sussistono evidenti estremi di reato, oltre, naturalmente, a un possibile danno erariale, come qualcuno dei commentatori ha già osservato.
    Ora che i fatti sono venuti alla luce, sarebbe opportuno che l’amministrazione rendesse pubblica la documentazione; in caso contrario, di fatto, si autodenuncia o meglio si deve autodenunciare.
    Ora siamo ormai arrivati al dunque.
    Nel caso peggiore, io darei responsabilità anche all’opposizione, per non aver vigilato.

  25. Certo, che siamo ad un bivio. Occorre dimostrare la correttezza di tutte le autorizzazioni all’opinione pubblica.
    Altrimenti il Sindaco e l’amministrazione dovranno dare le dimissioni, il danno economico è troppo visibile.

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