
Santa Maria Capua Vetere, 11 Novembre 2025 – Cala il sipario su uno dei casi giudiziari più dibattuti degli ultimi anni in provincia di Ragusa: l’omicidio del cuoco modicano Peppe Lucifora.
L’ex carabiniere Davide Corallo, di Giarratana, si è costituito, recandosi al carcere militare di Santa Maria Capua Vetere (è un carabiniere), poche ore dopo la decisione della Prima sezione della Corte di Cassazione. Gli ermellini hanno rigettato il ricorso presentato dalla difesa, confermando di fatto la condanna a 15 anni di reclusione emessa in Appello.
Una sentenza, quella d’Appello (risalente al 20 gennaio scorso), che aveva ribaltato completamente l’esito del primo grado, quando, nel marzo del 2022, Corallo era stato assolto con formula piena e subito rimesso in libertà. La Procura di Ragusa e la parte civile (i tre fratelli di Lucifora, rappresentati dall’avvocato Ignazio Galfo) avevano appellato duramente quell’assoluzione.
L’omicidio risale al 10 novembre 2019, quando il corpo del cuoco, dipendente dell’Asp Ragusa, fu ritrovato all’interno della sua casa in Largo XI Febbraio a Modica.
Il collegio difensivo di Corallo, composto dagli avvocati Orazio Lo Giudice del Foro di Caltagirone e Michele Vaira del Foro di Foggia – che si è avvalso anche della consulenza del generale in pensione dei Ris, Luciano Garofano – attende ora di conoscere le motivazioni del rigetto del ricorso.













