
Quella di ieri è stata la giornata in cui un intero territorio ha manifestato nel profondo la propria identità. Anche stavolta tutti di corsa a ringraziare Maria Santissima di Gulfi. Un modo unico di esprimere un attaccamento che dura da secoli e che, ogni anno, si rinnova con trepidazione. Quella di ieri è stata infatti la 380esima Salita dal santuario di Gulfi sino ad arrivare in piazza Duomo. Tanti i fedeli. Una lunga fila di devoti ha animato, senza soluzione di continuità, un percorso lungo quasi quattro chilometri. La festa più attesa del centro montano non ha tradito le attese. Il tutto nel contesto di una domenica quasi estiva, con temperature elevate rispetto alla media stagionale. Dopo la concelebrazione presieduta da don Fabio Stracquadaini, è stato dato il via, alle dieci in punto, al momento più coinvolgente. Lungo i tornanti della strada provinciale n.7, che collega il santuario a piazza Duomo, i portatori a fare da battistrada, preceduti dai componenti della banda musicale ad intonare l’immancabile “N. 11”, la processione si è mossa, come sempre, con una velocità che non conosce paragoni rispetto ad altre manifestazioni religiose analoghe presenti nel circondario diocesano. Tutti si sono dati da fare grazie all’utilizzo delle apposite corde. Dagli uomini di Chiesa ai rappresentanti delle forze dell’ordine, dalla gente più semplice a studiosi di fama e imprenditori affermati. Non c’è stata distinzione. Tutti accomunati dal grido “Viva Maria”. Alternando tratti di corsa ad altri con passo comunque spedito, il simulacro, come succede sempre, ha raggiunto piazza Duomo nel giro di un’ora, alle undici in punto. Qui, poi, un altro momento suggestivo, quello delle entrate e delle uscite del simulacro dalla navata centrale dell’edificio di culto. Quindi la santa messa presieduta da padre Giovanni Piccione. Nel primo pomeriggio, il beltempo ha fatto da cornice al tradizionale “Cuncursu” lungo le vie principali della cittadina montana. Inoltre, la piccola statua di San Vito, patrono di Chiaramonte Gulfi, è stata portata in chiesa Madre. Dove, in serata, si è tenuta la celebrazione eucaristica presieduta dal predicatore, padre Francesco Narcisi da Messina dell’Ordine dei predicatori.