
di g.r.
Tra ieri e oggi le forze ucraine starebbero martellando con una serie incessante di attacchi la centrale idroelettrica di Kakhovka, nella provincia russa di Kherson che hanno provocato la distruzione della diga e causato l’allagamento della città di Nóvaya Kakhovka. Il sindaco Vladimir Leóntiev, ha definito l’attentato “un grave atto di terrorismo”, precisando che i bombardamenti hanno interessato la parte superiore della struttura e causato un innalzamento dell’acqua del fiume Dnepr di oltre dieci metri. Secondo il servizio di emergenza russo, le truppe ucraine avrebbero lanciato 37 obici, e altri ancora dal sistema Alder MLRS a Kakhovka, Nóvaya Kakhovka e altre località della regione. L’autorità territoriale ha sottolineato che la centrale è stata distrutta il che potrebbe aggravare la già difficile situazione attuale dopo l’apertura delle paratoie. In questo senso, il capo del governo di Kherson, Andrei Alekseenko, ha riferito che 24 comunità situate nelle vicinanze del fiume, dove risiedono più di 20.000 persone, sono tutte allagate. “I bombardamenti effettuati dall’esercito ucraino all’alba di oggi hanno causato gravi danni all’ambiente della regione. Il danno ambientale è gigantesco, sia a monte che a valle”, ha denunciato il sindaco della città V. Leóntiev. Anche la senatrice russa e rappresentante dell’Esecutivo della Repubblica di Crimea, Olga Kovitidi, prevede che la distruzione totale della diga provocherà danni “colossali” all’ecosistema, oltre all’economia e alla società della regione di Kherson.


