Ragusa, domiciliari per vice sindaco di Pachino e per assistente

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Ammessi agli arresti domiciliari il vice sindaco di Pachino, Aldo Russo, 56 anni, e il suo assistente Giuseppe Di Martino, 68 anni. Il Giudice per le Indagini Preliminari di Ragusa ha accolto la richiesta dei difensori dopo l’interrogatorio di garanzia e la convalida degli arresti. I due hanno lasciato, quindi, il carcere di Ragusa per raggiungere le rispettive abitazioni. La decisione del magistrato molto probabilmente è stata confortata dalla collaborazione dei due che, come detto in altro articolo, hanno risposto alle domande. I due sono accusati di concussione in concorso,  perchè avrebbero intascato a Pozzallo  una tangente di 25 mila euro da parte di un imprenditore modicano. Fu la Squadra Mobile a bloccarli in flagranza nel luogo stabilito per la consegna della somma, grazie alla collaborazione della vittima, contattata dal Russo dopo avere presentato istanza per una concessione edilizia a Pachino.  Russo, reintegrato pochi giorni prima dell’arresto nella sua carica istituzionale, aveva avuto anche le deleghe per Affari Generali-Legale- Contratti-Servizi Cimiteriali-Bilancio–Tributi–Entrate– Attività Culturali -Polizia Municipale.

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4 commenti su “Ragusa, domiciliari per vice sindaco di Pachino e per assistente”

  1. Giandomenico Fraccia

    Le inchieste giudiziarie della prima metà degli anni novanta , note con il nome di mani pulite, non c’entrano più niente e non potrebbero c’entrare di meno ormai, sembrano ormai giungere come un’ eco flebile e inane e molto lontano……..

  2. Ecco la sentenza che aspettavo. La giustizia italiana……preso con le mani nella marmellata, addirittura in concorso…..va ai domiciliari. Adesso tra prima sentenza, appello, e cassazione, finirà a tarallucci e vino. Però ogni cambio di governo fanno la riforma della giustizia. Adesso aspettiamo Gianni e Pinotto ( i compagni di merende) che diranno che è colpa dei cittadini, dei 5stelle, del reddito di cittadinanza, del bonus 110% ……bla……bla……bla. Se invece al governo ci fosse il Quinto pollo del Pifferaio di Firenze tutto a meraviglia.

  3. Si riesce a spiegare al cittadino di strada, onesto,il perché dei domiciliari al posto della galera? È stato preso con le mani nel sacco, con un malloppo di rispetto, e gli si dà il riguardo dei domiciliari!!!

  4. Qui c’è solo da imbastire un processo per direttissima e condannare senza perdere tempo a un pò di galera vera. Non succede perché i ladri di più alto bordo legiferano per proteggersi e di rimando proteggono anche i ladri di periferia.

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