
Un Patto nazionale per il trasporto delle merci in Sicilia, con misure straordinarie per sostenere le imprese, garantire gli approvvigionamenti e tutelare il potere d’acquisto delle famiglie. È la proposta che Codacons e ASSOTIR (Associazione Italiana Imprese di Trasporto) rivolgono alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alla luce della protesta degli autotrasportatori siciliani contro il caro gasolio e delle crescenti difficoltà economiche del settore.
A lanciare l’appello sono Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons, e Giuseppe Bulla, Vicepresidente Nazionale ASSOTIR, che chiedono al Governo di affrontare la crisi attraverso un’iniziativa di rilievo nazionale, capace di coniugare interventi immediati e soluzioni strutturali agli svantaggi economici derivanti dall’insularità.
Le due associazioni propongono l’apertura di un tavolo straordinario a Palazzo Chigi, con la partecipazione dei ministeri competenti, della Regione Siciliana, delle rappresentanze dell’autotrasporto, degli operatori marittimi, della committenza e delle associazioni dei consumatori, per definire un programma di interventi accompagnato da risorse adeguate, responsabilità e tempi di attuazione verificabili.
Al centro del Patto figura la proposta di azzerare temporaneamente, attraverso compensazioni pubbliche mirate, i sovraccosti marittimi documentati che gravano sugli autotrasportatori siciliani, con particolare attenzione agli oneri aggiuntivi riconducibili al sistema europeo ETS e agli adeguamenti tariffari applicati dagli operatori marittimi. Una misura da definire nel rispetto della normativa europea, evitando duplicazioni con gli incentivi esistenti e salvaguardando gli obiettivi ambientali.
Codacons e ASSOTIR chiedono inoltre di accelerare l’erogazione degli incentivi del Sea Modal Shift effettivamente spettanti alle imprese, verificare l’adeguatezza delle risorse disponibili e assicurare tempi certi per i pagamenti, affinché il sostegno al trasporto combinato strada-mare produca benefici concreti.
Sul fronte del caro carburante, le associazioni propongono un meccanismo temporaneo di protezione delle imprese dagli aumenti eccezionali del prezzo del gasolio, il rafforzamento delle risorse destinate ai crediti d’imposta e l’effettiva applicazione dei meccanismi di adeguamento dei corrispettivi di trasporto alle variazioni del costo del carburante. In particolare, chiedono di rendere obbligatoria la clausola di adeguamento automatico anche nei rapporti contrattuali non formalizzati per iscritto, attraverso gli interventi normativi necessari.
“Non possiamo permettere che le difficoltà degli autotrasportatori si trasformino in una nuova emergenza economica per le famiglie – afferma Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons – Il trasporto delle merci è indispensabile per la vita economica e sociale della Sicilia. Quando aumentano i costi della logistica, il rischio è che le conseguenze si trasferiscano sui prezzi dei prodotti alimentari e dei beni di prima necessità. Occorre sostenere le imprese, garantire la continuità degli approvvigionamenti e vigilare affinché il caro carburante non diventi il pretesto per rincari ingiustificati. Il Patto nazionale che proponiamo nasce proprio dalla necessità di tutelare contemporaneamente chi trasporta le merci e chi le acquista. Difendere la sostenibilità economica dell’autotrasporto significa anche proteggere il potere d’acquisto dei cittadini.” – conclude Tanasi.
Particolare attenzione viene richiesta per le piccole e medie imprese, sulle quali gravano costi immediati per carburante, collegamenti marittimi, manutenzione e personale, spesso accompagnati da condizioni contrattuali e tempi di pagamento che possono comprometterne la liquidità.
“Le imprese siciliane non chiedono privilegi, ma condizioni economiche che consentano loro di continuare a lavorare e competere – sottolinea Giuseppe Bulla, Vicepresidente Nazionale ASSOTIR – L’insularità comporta costi aggiuntivi che incidono sulla competitività, mentre il caro gasolio mette a rischio la sostenibilità delle attività. Servono interventi sui sovraccosti marittimi, incentivi realmente accessibili, un aggiornamento tempestivo dei valori di riferimento dei costi di esercizio e meccanismi efficaci di adeguamento delle tariffe. Occorre inoltre affrontare le distorsioni del mercato del gasolio extrarete, dal quale si riforniscono numerose imprese, e garantire il diritto di continuare a lavorare a chi non aderisce alle proteste. Il settore ha bisogno di risposte concrete e durature, non di ulteriori rinvii.” – conclude Bulla.
Il Patto dovrebbe prevedere anche un Osservatorio straordinario sui costi della logistica e sull’andamento dei prezzi dei beni essenziali in Sicilia, con il coinvolgimento delle istituzioni competenti e delle rappresentanze delle imprese e dei consumatori. L’obiettivo è favorire la trasparenza lungo la filiera distributiva, individuare eventuali anomalie e distinguere gli aumenti effettivamente giustificati dai costi di trasporto da possibili rincari speculativi.
Codacons e ASSOTIR sollecitano inoltre una verifica sull’attuazione delle misure di sostegno già annunciate dalla Regione Siciliana, con particolare riferimento all’accessibilità dei contributi, ai tempi di erogazione e all’eventuale necessità di integrare le risorse disponibili.
Le associazioni richiamano infine l’esigenza di assicurare la continuità dei rifornimenti alimentari, farmaceutici e degli altri beni essenziali, nel rispetto del diritto di manifestare e della libertà delle imprese di proseguire regolarmente le proprie attività. Il Patto dovrà affrontare anche le criticità infrastrutturali che interessano i collegamenti tra porti, rete stradale e principali poli produttivi dell’Isola.
“Alla Presidente Meloni rivolgiamo una richiesta precisa: promuovere un Patto nazionale per il trasporto delle merci in Sicilia, attraverso un tavolo straordinario a Palazzo Chigi e un programma di interventi immediati e strutturali – dichiarano congiuntamente Tanasi e Bulla – La Sicilia non chiede privilegi, ma condizioni che consentano alle imprese di competere senza trasferire sulle famiglie il peso degli svantaggi dell’insularità. Autotrasportatori e consumatori non rappresentano interessi contrapposti: senza imprese economicamente sostenibili non può esistere una distribuzione efficiente delle merci, così come senza prezzi accessibili viene compromesso il benessere dei cittadini. Chiediamo risorse adeguate, tempi certi e impegni verificabili. È necessario affrontare insieme il caro gasolio, i costi marittimi, la continuità territoriale e la tutela del potere d’acquisto, perché il futuro economico della Sicilia dipende anche dall’efficienza del suo sistema di trasporto.”
Codacons e ASSOTIR auspicano che il confronto annunciato dal Governo con le rappresentanze dell’autotrasporto possa costituire il primo passo verso una risposta istituzionale più ampia, capace di affrontare le specificità della Sicilia e trasformare l’attuale crisi in un’occasione di riforma strutturale del settore.


