Riforma ordinamento commercialisti, Frasca(Anc Ragusa): “Serve intervento coraggioso per il futuro”

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Ragusa, 26 settembre 2026 – Il presidente provinciale dell’Associazione nazionale commercialisti di Ragusa, Giovanni Frasca, interviene sul dibattito aperto attorno alla riforma dell’ordinamento professionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, condividendo le riflessioni emerse nel corso dell’incontro pubblico promosso, a livello nazionale, da Anc e dal presidente Marco Cuchel sul percorso di revisione del decreto legislativo 139/2005.
«Non stiamo discutendo una semplice modifica normativa», afferma Frasca. «Il decreto legislativo 139 del 2005 rappresenta la carta fondamentale della nostra professione. Per questo motivo la domanda non può essere se la riforma venga approvata o meno, ma se sarà davvero in grado di accompagnare la professione dei commercialisti nei prossimi vent’anni».
Secondo il presidente dell’Anc Ragusa, il mondo delle professioni, dell’economia e delle imprese è profondamente cambiato rispetto al 2005. La digitalizzazione, le nuove esigenze delle aziende, la riforma fiscale e l’evoluzione tecnologica stanno trasformando il ruolo del commercialista, rendendo indispensabile un ordinamento moderno, chiaro e capace di valorizzarne l’identità professionale.
«Il primo tema da affrontare riguarda proprio l’identità della professione», sottolinea Frasca. «Prima ancora di elencare le attività che svolgiamo, occorre definire chi siamo. Il commercialista è un professionista esperto nelle materie economiche, finanziarie, giuridiche, contabili e fiscali. Questa identità va riconosciuta e tutelata, perché rappresenta il fondamento del nostro rapporto con le imprese, i cittadini e la pubblica amministrazione».
Altro punto centrale riguarda la necessità di garantire certezza delle regole, una rappresentanza equilibrata della categoria e il mantenimento di un forte legame con i territori. «Gli Ordini territoriali continuano a rappresentare un presidio fondamentale di prossimità per i professionisti. Ogni intervento di riforma deve preservare questo valore e rafforzare la partecipazione della categoria alle scelte che la riguardano».
Frasca richiama inoltre l’attenzione sui temi della rappresentanza dei giovani professionisti, dell’equilibrio di genere e della valorizzazione delle competenze, aspetti che dovranno trovare un adeguato riconoscimento nel nuovo assetto ordinistico.
«L’Anc ha partecipato al percorso riformatore con spirito costruttivo, avanzando proposte e osservazioni. Alcune sono state accolte, altre no. Ma una questione resta fondamentale: gli emendamenti possono essere respinti, i problemi che intendono affrontare no. Per questo chiediamo che il confronto prosegua e che il legislatore completi il lavoro avviato valutando nel merito le criticità ancora aperte». Per il presidente provinciale dell’Anc, la riforma rappresenta un’occasione storica che la categoria non può permettersi di sprecare. «Dopo vent’anni di attesa abbiamo l’opportunità di costruire un ordinamento moderno, capace di rafforzare la professione, dare certezza alle regole e rispondere alle sfide del futuro. I commercialisti meritano una riforma vera, non una semplice manutenzione dell’esistente. Serve una visione che consenta alla professione di affrontare con forza e credibilità i prossimi vent’anni».

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