
di Giannino Ruzza
Michel Houellebecq, tra i protagonisti della giornata conclusiva di Pordenonelegge, ha incontrato i giornalisti prima della presentazione di Tutte le poesie. Ad accoglierlo anche Michelangelo Agrusti, presidente della Fondazione Pordenonelegge, in una giornata segnata dal tema della libertà e dalla nuova onorificenza “Ambassador of Freedom”, istituita quest’anno dalla Fondazione.
Michel Houellebecq, uno degli scrittori francesi contemporanei più conosciuti e discussi, ha incontrato i giornalisti a Pordenonelegge prima della presentazione di Tutte le poesie, volume che raccoglie la sua produzione poetica e comprende l’inedita raccolta Si perde sempre. Letteratura, morte, società e politica sono entrate nelle risposte dello scrittore, che non ha rinunciato al tono diretto che da sempre lo caratterizza. A chi gli attribuisce una capacità quasi profetica per alcuni dei suoi romanzi, a cominciare da Sottomissione, Houellebecq ha risposto ridimensionando l’etichetta: “Come profeta sono stato un po’ sopravvalutato”. Ha ricordato come molti scrittori di fantascienza degli anni ’70 avessero anticipato trasformazioni della società oggi diventate realtà, compreso lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Ma è soprattutto una risposta sulla situazione politica europea ad attirare l’attenzione. Interpellato sull’avanzata delle destre e sul caso italiano, Houellebecq è stato netto: “Non ho la sensazione che l’Italia sia andata o stia andando verso il fascismo”. Una valutazione personale dello scrittore, espressa rispondendo alle domande dei giornalisti.
Più critico il suo giudizio sulla Francia e sull’evoluzione della sinistra, che secondo Houellebecq, perdendo parte della propria tradizionale egemonia culturale, sarebbe diventata meno tollerante nei confronti delle opinioni divergenti. Lo scrittore ha parlato anche di Sottomissione, il romanzo pubblicato nel 2015 che suscitò un acceso dibattito in Francia e all’estero. Alla domanda se oggi lo riscriverebbe, ha risposto affermativamente, osservando tuttavia che probabilmente incontrerebbe maggiori difficoltà nella pubblicazione. Il titolo della nuova raccolta, Si perde sempre, rimanda invece al tema più radicale della sua poesia: la battaglia dell’uomo contro la morte, destinata inevitabilmente a essere perduta. Ma Houellebecq respinge la rassegnazione e continua a scrivere, passando dalla poesia al romanzo e ancora alla poesia. Un Houellebecq fedele a se stesso, dunque: poche concessioni, risposte secche e uno sguardo disincantato sulla società contemporanea.



1 commento su “Houellebecq: “L’Italia non va verso il fascismo””
Il fascismo è ripartito con il pandemonio, grin pass e imposizioni contro le libertà varie.
A oggi tutto è conseguenza