Ragusa, 18 settembre 2026 – Il Movimento per l’Autonomia della provincia di Ragusa si schiera al fianco dei 60 ausiliari che da anni lavorano nelle strutture dell’ASP di Ragusa attraverso società esterne e che oggi chiedono una prospettiva concreta di stabilizzazione e internalizzazione.
Sono lavoratori che, secondo quanto rappresentato dagli stessi interessati, operano dal 2011 nei presidi sanitari della provincia, assicurando servizi di supporto indispensabili al funzionamento di reparti, ambulatori, laboratori, farmacie e magazzini.
“Non è accettabile che chi per quindici anni è stato considerato indispensabile per garantire i servizi sanitari possa diventare improvvisamente invisibile quando si parla del suo futuro lavorativo”, afferma il vicecommissario provinciale MPA Ragusa, Paolo Ferrara che ieri sera ha incontrato una delegazione di lavoratori.
Per l’MPA la questione non può essere lasciata al rimpallo di competenze tra istituzioni, azienda sanitaria e società esterne. La fase aperta dalla normativa nazionale e dalla ricognizione avviata dall’Assessorato regionale della Salute impone, secondo il partito, di passare dalle dichiarazioni di principio a un confronto concreto.
Con una nota del 30 giugno scorso, infatti, l’Assessorato regionale della Salute ha chiesto ai Direttori generali delle Aziende sanitarie e ospedaliere siciliane di comunicare se siano stati avviati, o si intendano avviare, percorsi di internalizzazione del personale impiegato attraverso società di servizi esterne, indicando anche gli ambiti prioritari e le eventuali criticità organizzative, economiche e normative.
“La Regione ha chiesto alle Aziende di fare una ricognizione. Adesso vogliamo sapere cosa intende fare l’ASP di Ragusa”, sottolinea Ferrara. “Qual è la situazione di questi lavoratori? Quali sono gli ostacoli? Quali possibilità concrete esistono per valorizzare la loro esperienza? Sono domande alle quali deve essere data una risposta istituzionale, non un altro rinvio”.
L’MPA ritiene inoltre necessario verificare la posizione dei lavoratori che nel corso degli anni hanno conseguito la qualifica di OSS e valutare, nel rispetto delle norme, dei vincoli finanziari e della programmazione del fabbisogno del personale, le possibilità di un percorso di internalizzazione.
“Non chiediamo assunzioni fuori dalle regole – precisa Ferrara –. Chiediamo che le regole vengano applicate e che tutte le opportunità previste dalla normativa vengano concretamente verificate. Non possiamo permetterci che anni di esperienza maturata all’interno della sanità pubblica vengano cancellati da un problema di inquadramento o da un rimpallo burocratico”.
A preoccupare i lavoratori è anche la scadenza del 31 dicembre, indicata come termine rilevante nell’attuale quadro normativo per l’applicazione delle misure richiamate nel percorso di stabilizzazione e reinternalizzazione.
Per questo l’MPA provinciale di Ragusa chiede l’apertura urgente di un tavolo di confronto che coinvolga ASP, Assessorato regionale alla Salute, organizzazioni sindacali e rappresentanti dei lavoratori.
“Il tempo delle promesse deve finire – conclude Ferrara –. Queste persone hanno lavorato per anni negli ospedali e nei servizi sanitari della nostra provincia. Ora hanno diritto a sapere se esiste un percorso e quali sono i passaggi necessari per costruirlo. L’MPA farà la propria parte affinché questa vertenza non rimanga confinata alle lettere e agli appelli, ma arrivi sui tavoli istituzionali competenti”.


