
Ragusa, 18 settembre 2026 – La richiesta è chiara: aprire subito un percorso per l’internalizzazione e la stabilizzazione dei lavoratori dei servizi aggiuntivi dell’Asp, impiegati tramite ditte esterne dal 2011. Il 21 settembre, alla VI Commissione dell’Ars, dopo varie sollecitazioni, le organizzazioni sindacali sono state convocate.
Da quindici anni garantiscono ogni giorno servizi indispensabili negli ospedali e nelle strutture sanitarie della provincia di Ragusa, ma continuano a lavorare in condizioni di precarietà. Sono gli addetti ai cosiddetti servizi aggiuntivi: si occupano di “sbarellamento”, trasferimento di referti e documentazione, attività logistiche, movimentazione di materiali e di tutti quei compiti di supporto senza i quali il funzionamento delle strutture sanitarie sarebbe più difficile. Per la CGIL Ragusa è arrivato il momento di superare definitivamente il sistema degli appalti e delle proroghe e costruire un percorso concreto verso la stabilizzazione e l’internalizzazione. ” Parliamo di lavoratrici e lavoratori che da quindici anni garantiscono servizi essenziali all’interno delle strutture sanitarie della provincia, dichiara Giuseppe Roccuzzo, segretario provinciale della CGIL Ragusa . Non siamo davanti a personale occasionale, ma a persone che hanno maturato esperienza e competenze e che rappresentano una presenza quotidiana indispensabile per la sanità pubblica. Dopo quindici anni non è più il momento delle rassicurazioni, ma delle decisioni”. Il sindacato ricorda anche il ruolo svolto da questi lavoratori durante la pandemia, quando furono considerati parte integrante della macchina dell’emergenza sanitaria. Oggi, però, il rischio è che tornino a essere invisibili, nonostante continuino a svolgere funzioni essenziali.La Legge regionale di Bilancio del 31 dicembre 2025 ha aperto una possibilità per affrontare la loro condizione, ma il tempo stringe: la scadenza del 31 dicembre 2026 rende necessario accelerare. Per questo l’appuntamento decisivo sarà quello del 21 settembre, quando le organizzazioni sindacali incontreranno la VI Commissione Salute dell’Assemblea Regionale Siciliana. La richiesta della CGIL è che da quell’incontro si individuano strumenti, tempi e procedure per arrivare alla stabilizzazione dei lavoratori. “Questi servizi sono necessari e le persone che li garantiscono da quindici anni non possono continuare a essere precarie a tempo indeterminato, aggiunge Roccuzzo. Il 21 settembre deve essere un punto di partenza, non l’ennesimo incontro interlocutorio”. L’appello della CGIL è rivolto anche alla deputazione regionale la vertenza venga assunta come una priorità e venga costruita una soluzione definitiva. “Non sono numeri dentro un capitolato, conclude Giuseppe Roccuzzo, ma lavoratrici e lavoratori che da quindici anni assicurano servizi alla sanità pubblica e alla comunità iblea. Chiedono stabilità, diritti e dignità”.


