
C’è una sproporzione morale che ormai facciamo fatica perfino a vedere: a Israele chiediamo conto di ogni sua colpa; ai suoi nemici chiediamo raramente conto delle loro responsabilità. Israele può essere accusato dal suo stesso cinema, dalla sua stampa, dai suoi intellettuali. Un film come Naza può mettere sotto accusa il governo e l’esercito, essere prodotto, proiettato e applaudito. Per venticinque lunghi minuti. Non è la prova che Israele sia una dittatura: è la prova della libertà che esiste in Israele. Ma applichiamo lo stesso metro. Dove sono i film prodotti liberamente contro Hamas a Gaza? Dove sono i film sui massacri del 7 ottobre, le vittime, gli stupri, i rapimenti? Non necessariamente subito dopo: dove sono, oggi? E dove sono le opere che denunciano senza paura il regime sanguinario iraniano, le botte, le torture, le impiccagioni? Forse la spiegazione è meno nobile di quanto vorremmo ammettere: di Israele non abbiamo paura. Dell’Iran sì. E se la nostra severità diminuisce quando aumenta il rischio, allora non è più soltanto un doppio standard. È una forma di viltà. Criticare Israele è legittimo. Ma la critica è morale soltanto se pretende lo stesso trattamento per tutti: stessa attenzione alle vittime, stessa richiesta di responsabilità, stesso spazio per il dubbio e per il contraddittorio. Non si chiede a Israele di essere perfetto. Si chiede a noi di essere coerenti per non doverci vergognare un giorno..



4 commenti su “La sproporzione morale…l’opinione di Rita Faletti”
https://www.ilpost.it/2026/09/18/naza-autori-minacce/?homepagePosition=0
Così tanto per ricordare la più grande teocrazia del m.o.
Segnalo recensione film da ambiente cattolico, dal blog del giornalista vaticanista Tosatti.
https://marcotosatti.com/2026/09/18/ho-visto-il-film-naza-vittime-collaterali-capisco-perche-israele-ne-ha-paura-unaberrazione-morale/
Ed aggiungo, niente che non si sapesse già, pur non avendo visto il film. Se pezzi grossi si permettono determinate dichiarazioni nei confronti dei Palestinesi, i piccoli come si comporteranno?
E ci sarà ritorsione, a quanto pare, quindi tutta questa libertà non la vedo.
Mentre l’iran non ha mai avuto una posizione antiebraica, ma antisionista. Nella storia ha dato rifugio agli ebrei, li ha fatti anche rientrare a Gerusalemme, oggi hanno sinagoghe, libertà di culto e seggio nel parlamento iraniano. E su invito di nethanyahu, propagandistico, di andare in Israele, hanno detto NO.
Guardiamo la nostra complicità, lasciamo stare l’iran o altri temi di distrazione dal punto principale.
Ultima ed ennesima vergogna, zona west bank chiudono i pozzi d’acqua col cemento. Territorio dove non hanno nessuna giurisdizione, se tale si può chiamare in tutta la Palestina occupata.
Levano l’acqua. È utile per quale scopo antiterroristico?
La Chiesa cattolica è un’istituzione religiosa che persegue la missione di salvezza e amore di Gesù Cristo nel mondo. E’ la definizione che si trova nei vari testi. Gesù Cristo non faceva differenze e lo prova il sacrificio della Croce. Ora, credo che non stia a noi stabilire una graduatoria tra chi merita la salvezza e chi non la merita e neanche a un giornalista vaticanista condannare Israele alle fiamme dell’inferno, dopo aver accuratamente tagliato col coltello le due forze contrapposte, accusando di ogni nefandezza una e salvando l’altra. Le responsabilità stanno da entrambe le parti e una delle due è in guerra perché attaccata. Non c’è Paese democratico che non avrebbe risposto a un attacco come quello di Hamas del 7 ottobre. E dietro Hamas ci sono i mullah iraniani e il loro odio imperituro contro Israele, lo Stato riconosciuto internazionalmente. Sottolineo che sionismo significa sostegno all’esistenza e alla difesa del popolo ebraico. L’antisionismo è la maschera ipocrita di chi approva quello slogan che suona così “dal fiume al mare”, cioè cancellazione dello Stato di Israele . Concludo: sono per la difesa dell’esistenza di Israele, quindi sono sionista e quello che dice il giornalista vaticanista mi lascia indifferente. Intanto, Papa Leone XIV ha messo al centro di interventi recenti “Nostra Aetate” del 1965, per ridefinire il rapporto della Chiesa con il popolo ebraico, condannando fermamente ogni forma di antisemitismo. Le basta?
4 errori palesi.
La salvezza nel cattolicesimo è solo ed esclusivamente per chi abbraccia la croce, si pente e si converte.
Il sionismo non è sostegno allo stato ebraico. Il sionismo è un movimento politico di estrema destra. Gli ebrei non hanno necessità di stato ebraico, lo dicono loro stessi, in quanto solo alla venuta del messia ciò avverrà (dal loro punto di vista). Non solo, per loro è un’offesa a Dio, e loro stessi dichiarano che l’antisemitismo è provocato dal sionismo.
E distinguiamo sempre, nonostante le continue ripetizioni, che essere ebrei non significa essere sionisti, come non significa essere israeliani e idem al contrario.
Fa troppo comodo questo miscuglio di concetti invece molto rilevanti.
Rispondere ad un attacco è atto dovuto ma, in proporzione, non massacrando civili, bambini, assetando ed affamando, incarcerando senza processo e tutto quanto lei sa benissimo.
L’enciclica post concilio, così come il concilio, hanno rivisto la lettura del Vangelo in chiave pro ebraica, non prosionista. Lei la tira sempre fuori, sempre la stessa, ma già le è stato detto che dottrinalmente siamo al di fuori del cattolicesimo. Approfondire il tema, ed ammetterlo, anziché usare encicliche politiche e non cristiane, sarebbe cristianamente necessario, anziché omettere. Perché lei usa il cristianesimo come arma politica, ma è ovvio che non è dentro la sua storia e nemmeno se ne interessa.
Poiché immagino non ne sia al corrente, il papa deve proseguire ciò che i papi precedenti hanno fatto o detto, non si può cancellare la dottrina della chiesa, né rivisitarla né usarla a comodo e piacimento. È una, da 2000 anni.
Cio che avviene dopo il concilio, o è in continuità, o non è valido. Questo come tanto altro non sul tema.
Poi se vuole approfondiamo la presenza ebraica dei riformatori nel concilio.
Le basta?