Crisi idrica ad Acate: il Sindaco scrive a Prefetto e Protezione Civile

"Gestione dell'emergenza fallimentare, senza interventi immediati scatterà la protesta"
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Acate, 17 settembre 2026 – La crisi idrica che sta colpendo Acate ha raggiunto dimensioni e portata ormai devastanti. Lo denuncia il Sindaco Gianfranco Fidone, che oggi ha inviato una lettera al Prefetto e alla Protezione Civile per rappresentare la gravità della situazione.

“Le condotte idriche cittadine, risalenti a circa sessant’anni fa, risultano ormai quasi integralmente intasate, con conseguente grave carenza nella fornitura idrica su tutto il territorio comunale. Una situazione che richiede interventi immediati, urgenti e non più procrastinabili”, dice Fidone.

“Comprendo bene che non si possa rifare da un giorno all’altro l’intera rete idrica, né che sia semplice reperire nuove fonti di approvvigionamento – dichiara il Sindaco –. Ma al di là della necessaria programmazione, il tema che oggi si pone con urgenza assoluta è quello della gestione dell’emergenza. Ed è su questo punto che intendo rappresentare la mia enorme preoccupazione.”

“Nonostante le continue interlocuzioni e le ampie rassicurazioni fornite dal gestore del servizio idrico, Iblea Acque S.p.A., la società non riesce a garantire nemmeno un adeguato servizio sostitutivo mediante autobotti”.

Le criticità denunciate dal Sindaco sono molteplici: linee telefoniche intasate o irraggiungibili; il presidio istituito presso la biblioteca comunale spesso privo di personale; autobotti assolutamente insufficienti; tempi di consegna dell’acqua dilatati fino a quattro giorni dalla richiesta.

“Al momento non si è in grado nemmeno di gestire un elementare servizio sostitutivo mediante autobotti, che risulta mal funzionante, mal gestito e assolutamente inadeguato”, sottolinea il Sindaco.

Il primo cittadino descrive uno scenario di grande sofferenza sociale: cittadini che si arrangiano con mezzi di fortuna per riempire serbatoi e cisterne, spesso con acqua insalubre prelevata da pozzi di campagna; famiglie costrette a trasferirsi in seconde case, in campagna o sulla fascia costiera; tubi improvvisati collegati a fontanelle pubbliche a loro volta malfunzionanti.

A destare particolare allarme è un fenomeno segnalato al Comune, su cui sono in corso i dovuti accertamenti: lavori abusivi di collegamento idrico, con scavi e posa di tubature non autorizzate, realizzati da privati esasperati che si sostituiscono alle istituzioni.

“La tensione in paese è palpabile e la pazienza dei cittadini è davvero al limite – avverte il Sindaco –. Temo che possano esserci ripercussioni anche sul piano dell’ordine pubblico.”

Il Sindaco Fidone lancia dunque un appello chiaro: in assenza di interventi immediati almeno sul fronte della gestione dell’emergenza tramite autobotti, la prossima settimana scatterà la protesta civile.

“Ringrazio per l’impegno l’Ing. Guccione, Amministratore di Iblea Acque, e il collega Giaquinta presidente dell’Ati ma Acate continua ad essere in emergenza”.

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