
RAGUSA, 08 Settembre 2026 – Il derby tra Ragusa e Modica non si è consumato soltanto sul rettangolo verde dello stadio Aldo Campo. Alle tensioni inevitabili di una sfida già blindata — segnata alla vigilia dal divieto di trasferta imposto ai tifosi ospiti — si è aggiunto un grave episodio che trascende l’ agonismo sportivo per toccare direttamente la libertà di stampa e il diritto di cronaca.
La società del Ragusa Calcio ha negato l’accredito stampa alla troupe di Video Regione, impedendo di fatto agli operatori dell’emittente l’accesso all’impianto per raccontare l’incontro. Un diniego arrivato privo di qualsiasi motivazione formale, che ha spinto la direzione della testata a cercare un chiarimento diretto con il presidente del club. L’interlocuzione telefonica, tuttavia, non solo non ha risolto la questione, ma è stata caratterizzata da toni definiti del tutto inappropriati, acuendo ulteriormente la frattura.
Una decisione di tale portata lascia una storica emittente locale, da decenni punto di riferimento per il racconto dello sport e del territorio ibleo, impossibilitata a svolgere il proprio lavoro sul campo. Il danno si ripercuote inevitabilmente ben oltre la redazione giornalistica, privando i telespettatori e gli sportivi del diritto fondamentale a un’informazione libera, plurale e costante.
L’amministratore unico e la direzione di Video Regione hanno stigmatizzato con fermezza l’accaduto, giudicando inaccettabile qualsiasi tentativo di ostacolare l’attività giornalistica. La vicenda è stata formalmente portata all’attenzione degli organismi di categoria — l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Assostampa e l’Ussi — e trasmessa per conoscenza alla Lega Nazionale Dilettanti (LND), affinché vengano attentamente valutati i profili regolamentari e deontologici del comportamento tenuto dalla dirigenza azzurra.
Nonostante l’oscuramento forzato dallo stadio, l’emittente ha ribadito con forza la propria determinazione a continuare a garantire un servizio di informazione indipendente, rigoroso e professionale, a tutela del pluralismo e dei cittadini.


