
MODICA, 19 Agosto 2026 –
Sarà pure agosto, sarà pure quel torpore post-Ferragosto che a Palazzo San Domenico sembra avere valore di legge non scritta, ma qualcuno prima o poi dovrà spiegarci come funziona davvero la catena di comunicazione al Comune di Modica.
Perché la vicenda della curva ospiti allo stadio “Pietro Scollo” — o campo Caitina, scegliete voi, tanto pare che nemmeno in Comune si siano messi d’accordo sul nome — ha il pregio di mostrarci in diretta streaming, gratis e senza bisogno di convocazioni, che qui di regia neppure l’ombra.
Riassumiamo per chi in questi giorni era più impegnato con l’ombrellone che con le “notizie”.
Un assessore rilascia dichiarazioni a questa testata su tempi e modalità dei lavori. Passano poche ore e arriva, con una buona dose di sorpresa, un dirigente che scrive di suo pugno al Direttore di questa redazione per far sapere che le parole “imputabili” all’assessore sono “personali” e non impegnano l’ufficio. Non un comunicato coordinato in carta intestata, non una nota congiunta, non un post sui social ufficiali del Comune.
Semplicemente un dipendente dell’Ente (con un ruolo importante, sia chiaro, ma pur sempre dipendente) che, di fatto, si mette a fare comunicazione in prima persona, smentendo pubblicamente un componente della Giunta.
Ora, un ripasso veloce di educazione civica che non guasta mai: il Testo Unico sul Pubblico Impiego (art. 4 del D.Lgs. 165/2001) è chiarissimo nel dire che ai dirigenti spetta la gestione amministrativa e tecnica, mentre l’indirizzo politico resta appannaggio degli organi di governo. Tradotto: il dirigente può — anzi deve — precisare gli aspetti tecnici di sua competenza, ma la linea di comunicazione verso i cittadini, quella, dovrebbe restare in mano a chi la responsabilità politica se l’è presa candidandosi.
E qui arriva il secondo capitolo del manuale Cencelli della comunicazione pubblica che a Palazzo San Domenico pare si sia impolverato tra gli scaffali delle librerie: la Legge 150/2000, quella che disciplina proprio l’informazione e la comunicazione delle pubbliche amministrazioni. L’articolo 9 prevede che l’ufficio stampa sia diretto da un coordinatore — il capo ufficio stampa — che tiene i rapporti con i media sulla base delle direttive dell’ente. Peccato che quella poltrona, a Modica, sia vuota da quando è andato in pensione, ormai anni fa, l’ultimo capo ufficio stampa del Comune. Da allora, di fatto, nessuno è chiamato a guidare stabilmente la comunicazione istituzionale (da non confondere con quella politica fatta da Sindaca e Assessori): e infatti si vede, si vede benissimo, con dirigenti che si sentono in diritto di scrivere comunicati-fai-da-te per correggere gli assessori.
Se non bastasse la norma nazionale, il Comune di Modica si è pure dato una regola tutta sua: il Codice di Comportamento integrativo approvato con Delibera di Giunta n. 285/2020, che ribadisce — nero su bianco — che dipendenti e dirigenti devono raccordarsi con l’Ufficio Stampa e con il vertice dell’ente per tutto ciò che riguarda la comunicazione esterna e la tutela dell’immagine dell’Amministrazione. Un codice che, a quanto pare, si legge poco (e non solo per la comunicazione esterna, ma questa è un’altra storia!): perché se il raccordo previsto dalla delibera fosse stato davvero rispettato, la vicenda della curva ospiti si sarebbe risolta in maniera diversa, non con un carteggio pubblico tra dirigente e assessore.
Il bello è che non si tratta nemmeno di un episodio isolato: negli ultimi mesi situazioni analoghe — dichiarazioni smentite, post sui social passate per interpretazioni personali, precisazioni incrociate, comunicati che si rincorrono tra uffici diversi dello stesso ente — si sono ripetute più di una volta. Ogni volta un pezzo diverso dell’amministrazione che parla per conto proprio, smentisce, precisa, rettifica.
Sembra sempre meno un Comune e più un gruppo WhatsApp senza amministratore.
E allora la domanda, semplice semplice, è questa: chi tiene le fila della comunicazione istituzionale a Modica? La risposta sembrerebbe semplice e intuitiva: senza un Ufficio Stampa, i compiti sono delegati al vertice dell’Ente. Ma la realtà sembra essere ben altra!
Allora forse il problema non è la tribuna ospiti dello stadio, né chi ha ragione tra assessore e dirigente sull’affidamento diretto.
Il problema è che in questo Comune la comunicazione istituzionale non è un servizio per i cittadini, ma è un terno al lotto, giocato a turno da chi si trova per caso a voler dire la propria, in assenza, va ricordato, di chi quel servizio dovrebbe per legge coordinare e saper gestire, anche alla luce dell’obbligo fissato di essere “giornalista”.
E i cittadini, va da sé, restano lì ad aspettare che da palazzo San Domenico si oda una voce solista o (è la democrazia, bellezza!), un coro di voci. Sperando però canti, almeno, lo stesso spartito.
Il Direttore



21 commenti su “Curva ospiti al “Pietro Scollo” e scontri a mezzo stampa: il caos istituzionale del Comune di Modica”
Ecco spiegata questa strana attenzione mediatica per un semplice chiarimento del Dirigente, degno addirittura di replica della redazione (e non di un già visto “riceviamo e pubblichiamo”). Sorvolando sul riferimento alla presunta capacità di lettura delle norme citando gli appalti “sottocosto” e non “sottosoglia”, denotando enorme confusione tra i volantini del supermercato e il Codice degli appalti, con questo ulteriore e superfluo articolo si fa luce sul reale scopo della suddetta attenzione mediatica, con tanto di riassunto per i distratti vacanzieri, che non potevano perdersi questa perla del giornalismo locale: sottolineare la mancanza di un addetto stampa. Che debba tale indispensabile figura ricercarsi tra le menti giornalistiche modicane di già conclamata esperienza?
Nella quasi certezza che questo commento non sarà pubblicato e contestualmente riponendo grande fiducia nel capacissimo Dirigente e, perchè no, nei solerti e un po’ frettolosi assessori, un sola voce si alza…Viva Modica, Viva il Modica Calcio
Si vede chiaramente che qui c’è qualcosa che non torna. Un assessore ci racconta che è tutto a posto, che è tutto sotto controllo e che, in tempi rapidissimi, verranno realizzate opere grandiose: curve per i tifosi e chissà quali altre meraviglie.
Il problema è che non ci spiega come intenda mantenere tutti questi impegni. In fondo, la sua è una decisione di carattere politico, un annuncio, una volontà.
Poi, però, arriva la dichiarazione di chi, concretamente, dovrebbe trasformare quelle promesse in realtà. Forse avrebbe dovuto parlarne direttamente con l’assessore, invece decide di rivolgersi alla stampa. E dalle sue parole si capisce abbastanza chiaramente che quell’annuncio non impegna affatto l’ufficio.
Probabilmente conosce meglio dell’assessore la situazione reale: la mancanza di personale, i tempi burocratici e tutte quelle difficoltà che fanno sì che le cose non possano essere realizzate semplicemente perché qualcuno ha deciso che devono essere fatte.
E allora viene da pensare a un esempio, naturalmente fatte tutte le dovute proporzioni. “È come se un grande leader, tipo Putin, annunciasse di voler invadere uno Stato sovrano e assicurasse che nel giro di pochi giorni ne avrebbe assunto il pieno controllo. Poi arriva un generale, magari uno che conosce bene la situazione, il numero dei soldati e le reali forze in campo, e lascia intendere che quell’obiettivo, così come è stato annunciato, non potrà essere raggiunto.”
Naturalmente, secondo questa logica, il generale avrebbe sbagliato: non può certo contraddire pubblicamente il suo capo.
Però, a quel punto, noi avremmo comunque capito perfettamente come stanno realmente le cose.
E forse è proprio questo che sta succedendo a Modica: ancora una volta assistiamo a grandi annunci, promesse e propaganda, ma senza che dietro ci siano realmente le risorse, il personale o le condizioni necessarie per trasformare quelle parole in fatti concreti.
Quasi quasi, verrebbe da consigliare al dirigente di dimettersi, visto che sembra non essere in grado di adeguarsi agli annunci dell’assessore.
E all’assessore, invece, di smetterla con questa continua propaganda.
Anche perché, dopo tanta fatica e tanto tempo, i modicani hanno ormai capito perfettamente come stanno le cose e, francamente, non ne possono più di annunci, promesse e grandi parole. La comunicazione istituzionale a Modica, del resto, sembra perfettamente coerente con il sistema amministrativo: tanta enfasi, tanti annunci e, troppo spesso, pochi fatti.
Noi, comunque, siamo pazienti e aspettiamo di arrivare finalmente al dunque. Possibilmente al più presto.
Sempre un sacco di lamentele..
Ciccio sei in Italia, questa è il tuo giardino fiorito democratico occidentale, non sei nella Russia di Putin, perché ti lamenti dalla mattina alla sera?
Se non ti sta bene te ne puoi sempre andare.
Parli sempre di democrazia tutto va bene e poi rompi dalla mattina alla sera.
Tutto PENOSO E DA INCOMPETENTI! Gli Amministratori per amministrare devono Adottare delibere o dare Direttive agli Uffici e solo dopo aver prodotto questi Atti, se vogliono, FARE COMUNICATI STAMPA O CONFERENZE E TAVOLI VARI.QUI INVECE TUTTI SI FERMANO AL MEDIATICO CHE EVAPORA SPESSO IN POCHE ORE.QUALCHE ORGANO DI STAMPA ,COME SI DICE VOLGARMENTE “CI MANCIA” PERCHE’ MAGARI PRODUCE ASCOLTI E PUBBLICITA’ RIPETO TUTTO PENOSO E SPESSO INGANNEVOLE E ESCLUSIVAMENTE PROPAGANDISTICO! COSI’ FACENDO I CITTADINI DOVRANNO ASPETTARE MESI E ANNI PER AVERE L’APERTURA DELLA PISCINA, LA FRUIZIONE DEI LOCULI INTERDETTI DEL CIMITERO ,DELLA VERA E CONCRETA MANUTENZIONE DELLE STRADE ,DELLA APERTURA AL PUBBLICO DI VILLA CASCINO E DI TANTE ALTRE STRUTTURE,DEL REGOLARE APPROVVIGGIONAMENTO IDRICO PER TUTTA LA CITTA’ INSOMMA SMETTETELA DI AMMINISTRARE CON COMUNICATI E CONFERENZE CHE SANNO DI FUFFA E PRESENTATEVI AI CITTADINI SOLO QUANDO TUTTO E’ PRONTO PER INAUGURARE UNA OPERA PUBBLICA, QUALUNQUE ESSA SIA ,COMPLETA ,COLLAUDATA IN TUTTE LE SUE PARTI E FRUIBILE.SOLO ALLORA USATE COMUNICATI E NASTRI VARI IN POMPA MAGNA E MAGARI CON FUOCHI ARTIFICIALI E BOMBE !
@Concetto,
siamo tutti in Italia: io, Ciccio, lei e tutti i commentatori. E, in virtù di quella democrazia che lei sembra disprezzare tanto, possiamo parlare, esprimere i nostri giudizi e persino pagare la benzina a tre euro al litro. Proprio perché non accettiamo dittatori e tiranni che si permettono, con arroganza, di occupare Stati sovrani, li contrastiamo e continueremo ad aiutare chi si difende. Questa è la nostra democrazia: l’abbiamo scelta, voluta e la difendiamo.
Quindi, se c’è qualcuno a cui tutto questo non sta bene e vuole andarsene, probabilmente è lei, sciocco putiniano. Noi siamo qui e la salutiamo.
E se, per caso, uno Stato straniero che lei tanto ammira dovesse mettere piede sul nostro territorio, ci difenderemo dagli invasori.
Quanto a chi, dall’interno, preferisce fare il tifo per loro, beh… si faccia due domande, e noi le daremo le dure risposte che le serviranno.
Non so se il concetto è chiaro, Concetto.
@ concetto, pronto a difendere da un eventuale invasore?
Tu non riesci a difendere un bel niente, neanche la sua famiglia.
E chi darebbe essere questo eventuale invasore?
Siete voi che andate a rompere i cog….. Negli altri paesi, in nome di una democrazia da cartoni animati per uno come te.
Chiaro?
Torna con la coda tra le gambe come hai sempre fatto.
Questa è la nazione per te, il tuo giardino fiorito che però stai sempre a lamentarti perché i cittadini non la pensano come la tua testa di c……o!
La gente vota chi vuole, e non ascolta le tue lamentele del c……o.
Più apri bocca più perdete voti, a Ispica cappotto e muto.
Se non ti sta bene che la gente non la pensa come te sparisci, vai altrove a rompere.
Buona lettura S.Rosa
Il popolo fa sempre di tutto x farci la guerra del popolo o dei polli…
Fin quando si fa’ così facciamo felici loro…
Detto questo
Semplicemente:
Dimentichiamoci che i Reggini saranno ospiti LÌ…
A me spiace molto si vede tutta la fragilità, come ci si arriva al 2028?
Un Dipendente Pubblico ( essendo pure Dirigente o qualsiasi sia) ha fatto capire che li regna la confusione più totale, cioè tutti possono comandare….
E come,ad esempio, un Professore o un Amministrativo conta più del preside…
A me spiace pure per il Sindaco e Anche per Armenia… rispondete subito con gli attributi…
Chi scrive sta dall’altra parte però questo non l’ho accetto, avete pure una dignità..
Povero concetto 😂A chistu tiatru!
Esattamente siamo pronti a difenderci, lo abbiamo già fatto quando è stato necessario farlo e lo faremo quando sarà necessario.
Quale è il problema?
Siamo in democrazia e la difenderemo, se non ti sta bene te ne vai tu,
P.S. si noi abbiamo la coda fra le gambe, una bella coda, tu no, Me ne stracatafotto dei voti e dei tuoi cappotti, non sono interessato, e non mi lamento,
Il dirigente in questione non aveva bisogno di fare la sua svampazzata pubblica, non credo sia pagato per fare politica, ma per far lavorare il suo ufficio, visto che viene pure pagato bene come dirigente ,
Ne parlava con l’assessore, e nel caso l’assessore onestamente correggeva la sua dichiarazione.
Sembrerebbe quasi che un’altro assessore sia sulla strada della sostituzione con un’altro uomo di forza Italia,
Tutta gente che alle elezioni non è stata votata e che adesso comanda al comune .
La sindaca travolta da un’insolito destino in un’estate modicana molta calda,
Il rimpasto sta lievitando troppo.
Basta dimettersi lei e tutta la compagnia e tutto è finito.
Il dettaglio del nome dello stadio è già tutto un programma: se non riescono a mettersi d’accordo nemmeno su quello, figuriamoci sulla gestione della curva ospiti. Bella dimostrazione di come la comunicazione istituzionale a Modica viaggi a corrente alternata, tra torpore agostano e scambi di accuse via giornali.
Il dettaglio del nome dello stadio — “Pietro Scollo” per alcuni, “campo Caitina” per altri, con il Comune che non sa nemmeno come chiamarlo — è già di per sé il riassunto perfetto del caos istituzionale che descrivete. Se non si riesce a trovare un accordo nemmeno su una targa, come si può pensare di gestire la comunicazione su questioni ben più delicate come la sicurezza allo stadio?
Il dettaglio del nome dello stadio è già tutto un programma: se non riescono a mettersi d’accordo nemmeno su “Pietro Scollo” o “campo Caitina”, figuriamoci sulla comunicazione istituzionale. Il torpore agostano di Palazzo San Domenico evidentemente non è una legge non scritta, ma una prassi consolidata.
Il fatto che non si trovino d’accordo nemmeno sul nome dello stadio — “Pietro Scollo” o “campo Caitina” — la dice lunga sulla confusione istituzionale. Prima di pensare alla curva ospiti, forse bisognerebbe stabilire chi parla a nome del Comune e con quale voce.
Già il fatto che non si mettano d’accordo nemmeno sul nome dello stadio dice tutto: se la catena di comunicazione parte da lì, è normale che poi si arrivi agli scontri a mezzo stampa. Qualcuno a Palazzo San Domenico dovrebbe uscire dal torpore agostano e chiarire una volta per tutte chi decide cosa.
Il dettaglio del nome dello stadio — “Pietro Scollo” per qualcuno, “campo Caitina” per altri — è già di per sé una sintesi perfetta del caos istituzionale che descrivete: se non riescono ad accordarsi nemmeno sulla denominazione dell’impianto, come si può pensare che la comunicazione sulla curva ospiti segua un percorso lineare? Servirebbe un’unica voce autorizzata da Palazzo San Domenico, invece di assistere a questo scaricabarile a mezzo stampa che alimenta solo confusione tra i cittadini.
Il dettaglio del nome dello stadio — “Pietro Scollo” o “campo Caitina” — è già di per sé una sintesi perfetta del caos istituzionale che descrivete: se non ci si mette d’accordo nemmeno su come chiamare l’impianto, come si fa a gestire la curva ospiti e la comunicazione con i tifosi? Servirebbe un’unica voce da Palazzo San Domenico, non dichiarazioni incrociate a mezzo stampa che alimentano solo confusione.
L’incapacità di mettersi d’accordo persino sul nome dello stadio — Pietro Scollo o campo Caitina — è il sintomo perfetto di un’amministrazione che comunica a caso. Ma la vera domanda è: chi coordina la catena di comunicazione a Palazzo San Domenico? Finché non si chiarisce questo, la curva ospiti resterà solo l’ultimo di una lunga serie di pasticci.
Il dettaglio del nome — “Pietro Scollo” o “campo Caitina” — è già di per sé una sintesi perfetta del caos: se non riescono ad accordarsi nemmeno sulla targa, figuriamoci sulla catena di comunicazione istituzionale. E il silenzio di Palazzo San Domenico in pieno agosto non è torpore, è l’ennesima prova che qualcuno preferisce lasciar marcire le questioni piuttosto che dare risposte chiare.
La vera notizia non è la curva ospiti, ma che a Palazzo San Domenico non riescano nemmeno a mettersi d’accordo sul nome dello stadio che amministrano. Se la catena di comunicazione si inceppa già sul “Pietro Scollo” vs “campo Caitina”, figuriamoci sulla gestione dell’ordine pubblico.