Il peso di un “dispiace” di fronte a una vita violata

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01 Settembre 2026 – Una tredicenne varca la soglia di un minimarket per comprare la merenda ai fratelli e ne esce devastata da una violenza.
Nel giro di poche ore le forze dell’ordine arrestano il presunto responsabile. Il pubblico ministero chiede immediatamente la custodia in carcere. Due notti dietro le sbarre, poi la scarcerazione.
Il giudice motiva la decisione così: l’indagato è incensurato, ha collaborato con gli inquirenti e si è detto dispiaciuto.
Un verdetto che spiazza, lasciando una famiglia e un quartiere e, forse, l’Italia intera sgomenti di fronte a una giustizia che, applicando rigorosamente i parametri tecnici del codice, restituisce la libertà a chi è accusato di un crimine tanto efferato. La ferita aperta da questo provvedimento giudiziario tocca un nodo cruciale del dibattito sulla giustizia e la percezione della sicurezza nel nostro Paese. Da un lato, il sistema di indagine e le forze dell’ordine hanno dimostrato un’efficienza immediata, assicurando il sospetto alla giustizia in tempi record e confermando che gli strumenti investigativi funzionano. Dall’altro, l’applicazione dei criteri di custodia cautelare da parte del giudice evidenzia la distanza, spesso incomprensibile per l’opinione pubblica e per le vittime, tra la gravità inaudita del reato contestato e i parametri tecnici previsti dal codice di procedura penale (incensuratezza, collaborazione, valutazione del pericolo di fuga o reiterazione).
Questa spaccatura alimenta un senso di profonda ingiustizia e impotenza, specialmente quando a subire la violenza è una minore e a pagare il prezzo emotivo e sociale è un intero contesto di comunità. L’invio  degli ispettori ministeriali fotografa la necessità di verificare la correttezza formale dell’applicazione della norma, ma ripropone la domanda politica e sociale di fondo: se il quadro normativo e le misure cautelari esistenti siano ancora adeguati a proteggere la collettività e a restituire fiducia nelle istituzioni di fronte a crimini di tale efferatezza.

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10 commenti su “Il peso di un “dispiace” di fronte a una vita violata”

  1. Orazio ispettore privato

    Ha collaborato, si è detto dispiaciuto ed era incensurato, nel caso di una violenza in un market e considerata l età del violato , non dovrebbero costituire delle ragioni per la custodia cautelare, l errore è a monte . Non dimentichiamo l ‘età del consenso: troppo bassa , questo potrebbe permettere a molti adolescentofili di farla franca anche nel reato di favoreggiamento della prostituzione minorile insieme ai genitori induttori e sfruttatori, con l esimente del consenso della minore e delle libere donazioni mensili tramite assegni regolarmente versati , se poi imboscati per altre ragioni “transgenerazionali” il rischio sarebbe che anche volendo…non li acchiapperebbero più , neanche ” chiedendo al consolato “

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  2. Dov'è l adolescentofilo?

    Non comprendo, non ho compreso cosa vorresti dire , vediamo se comprendi questa : …l ‘apertura di un vecchio tribunale dovrebbe o non dovrebbe essere condizionata da aver ivi giudicato e assolto una persona colpevole , nata in una città inesistente di cui nessuno si è accorto , datosi irreperibile come adesso gli eredi e non ancora trovata come la città…?????

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  3. Da genitore dico solo una cosa:
    Visto che magistratura e politica non tutela i propri cittadini da gente che nessuno ha mai chiesto e specie se trattasi di bambini, l’unico sentimento che provo come padre è la vendetta personale. Poi mi posso fare anche 30 anni di galera, non importa…. La cosa che mi importa è sapere che quella persona non è più in circolazione e non potrà fare più male a nessuno.
    Le toghe rosse come i sinistroidi non si smentiscono mai, sono e saranno sempre dei mangiabambini!

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  4. La vicenda può suscitare indignazione, ma la scarcerazione non equivale a un’assoluzione. Nella fase cautelare il magistrato deve verificare la sussistenza dei presupposti previsti dalla legge, senza farsi guidare dall’emotività o dal clamore pubblico: cosa che, evidentemente, non vale per certi commentatori a briglia sciolta, che dispensano sentenze con grande sicurezza e, tra una sentenza e l’altra, magari si dedicano alla preparazione dei babà.
    Se si ritiene che le norme sulla custodia cautelare non siano adeguate, però, la questione riguarda il legislatore: le leggi le fa il Parlamento, non la magistratura. Ai giudici spetta applicarle, anche quando il risultato può apparire impopolare o difficile da comprendere.
    E, fino a prova contraria, abbiamo un Governo che orgogliosamente rivendica la propria longevità e che ha avuto tutto il tempo per modificare quelle norme attraverso le proprie riforme (ma non lo ha fatto).
    Ma Spinello, probabilmente, riuscirà a spiegarci che anche questa volta la colpa è della sinistra: una spiegazione semplice, buona per tutte le stagioni e perfetta per mettersi l’anima in pace da populista come è sempre stato.
    La vera questione, allora, è un’altra: il garantismo non può essere un principio da invocare soltanto quando riguarda potenti, amici o “compari”. O vale per tutti, anche nei casi più odiosi e dolorosi, oppure non è garantismo: è semplicemente convenienza.

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  5. No Dott.ssa Faletti, non ho criticato la riforma, semmai i riformatori che andrebbero loro riformati. Ho criticato i magistrati (questo si) specie quando hanno intonato il loro tanto amato Bella Ciao e che mi hanno dato l’impressione di essere stati loro a vincere il referendum anziché i cittadini.
    Poi ho sempre fatto intendere che la giustizia di oggi non è compatibile con le leggi interpretative e con la costituzione. Quella italiana intendo!

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  6. Come potete constatare con il commento di Saru a sinistra stanno sempre dalla parte dei delinquenti, li vanno a trovare anche in galera.
    Soprattutto se sono loro risorse.
    Se era la figlia di Saru a subire la violenza, lo andrebbe a trovare in negozio.

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  7. Bello ciao, Tonino Spinello, ora che so’ come ragionate, e che vi fate giustizia da soli, so anche come dobbiamo comportarci con voi.
    Saru hai cappito? 🤣 coi avete vinto il referendum anziché i cittadini? 😁👌
    Ma chiedo per un amico, ma voi girate armati per essere così gradassi? E che pensate che i komunisti girano disarmati?
    Dovete portarvi con voi molte munizioni, potreste scontrarvi con persone che come voi si vogliono fare giustizia da soli anch’essi 😂
    Aboliamo la costituzione e così non se ne parla più, questo è il paese dei papaveri neri.

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  8. Concetto che si fa domande e risposte con l’altro nome Sar, da manicomio.
    Adesso arriverà Ciccio Peppe Vincenzo italiano scocciato maccu? Aspettiamo

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