
RAGUSA, 29 Luglio 2026 – La vertenza dei medici di base nei confronti dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa rappresenta, secondo l’associazione Rete Civica Articolo 32, l’ennesima conferma di una gestione fallimentare. Lo sciopero provinciale, proclamato unitariamente da tutte le sigle sindacali per il prossimo 31 luglio, non nasce da rivendicazioni economiche, ma si configura come una dura denuncia contro incapacità gestionali, inadeguate strategie organizzative e un arrogante dilettantismo imputato ai vertici dell’ASP, la cui guida viene definita legata a logiche di appartenenza politica o familiare.
Nel mirino della protesta vi è la tendenza dei vertici aziendali a privilegiare l’inaugurazione di nuovi centri di medicina territoriale che, nei fatti, si rivelerebbero spesso gusci vuoti o inefficienti, incapaci di alleggerire il carico sulle liste di attesa e di arginare gli accessi impropri agli ospedali e ai pronto soccorso. Al contrario, le nuove articolazioni della medicina territoriale dovrebbero fondarsi sulla reale collaborazione tra medici di base, personale sanitario e una direzione strategica all’altezza del compito, condizioni che secondo i promotori dell’iniziativa non si sarebbero verificate.
Il susseguirsi di decisioni tardive e pasticciate ha così costretto i sindacati a lanciare l’allarme sulla deriva del sistema sanitario provinciale. Tra le criticità più gravi figurano le inefficienze nel coinvolgimento delle risorse umane, un sistema informatico giudicato inadeguato per la rapida prescrizione di ricette e la gestione delle prenotazioni da parte degli specialisti, e la mancata attivazione dei servizi essenziali per la presa in carico dei malati cronici.
Di fronte a questo scenario, Rete Civica Articolo 32, per voce del presidente Rosario Gugliotta, ha espresso piena solidarietà ai sindacati che hanno proclamato lo sciopero del 31 luglio, ribadendo che il rapporto fiduciario tra medicina di base e paziente, lo sviluppo effettivo della medicina territoriale e la disponibilità di adeguate capacità finanziarie e organizzative costituiscono l’asse portante imprescindibile per la cura e la tutela della salute pubblica.


