Pozzallo. Complessa operazione della Guardia Costiera, in salvo 46 persone

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POZZALLO, 10 Luglio 2026 – Una complessa operazione di salvataggio nella notte ha confermato l’altissima efficienza e il valore della Guardia costiera di Pozzallo, capace di strappare alla morte quarantasei migranti, tra cui due minori, alla deriva in pieno canale di Sicilia.
Il tempestivo intervento ha preso il via al tramonto, quando la motovedetta Cp 325 ha mollato gli ormeggi per localizzare un piccolo natante in vetroresina segnalato in emergenza a circa 65 miglia dalle coste ragusane. I militari hanno navigato nell’oscurità con rapidità e precisione millimetrica, intercettando l’obiettivo intorno alla mezzanotte a 55 miglia dalla terraferma.
A rendere l’azione della Guardia costiera un vero esempio di eccellenza operativa è stata l’acuta prontezza dell’equipaggio in fase di recupero. Una prima ricognizione visiva sul barcone mostrava infatti soltanto una ventina di profughi. L’esperienza e lo scrupolo dei marinai della Cp 325 hanno però spinto i militari a ispezionare a fondo il natante, scoprendo che la restante parte dei migranti era ammassata e nascosta nel livello inferiore della piccolissima imbarcazione, totalmente invisibile dall’esterno.
La professionalità dei militari è proseguita anche dopo aver messo in sicurezza tutti i quarantasei occupanti. Per escludere la presenza di una seconda carretta del mare segnalata nella stessa area, la Guardia costiera ha allargato il raggio d’azione con una ricerca aerea prima di fare rotta verso il porto.
A bordo della motovedetta sono stati accolti quaranta cittadini originari del Bangladesh e sei egiziani, stremati da tre giorni di navigazione partendo dalla Libia con sole scorte d’acqua. Molti di loro presentavano gravi forme di scabbia con evidenti sovrainfezioni batteriche. L’eccellente coordinamento della Guardia costiera ha permesso di completare lo sbarco in totale sicurezza alle otto del mattino sulla banchina militare, consegnando i sopravvissuti alle cure immediate dei medici dell’Usmaf e dell’Asp, della Fondazione Migrantes e della Protezione civile.

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