
POZZALLO, 09 Luglio 2026 – «Il “Cuffarismo” si sconfigge non soltanto con affermazioni di principio, ma con gesti e atti concreti». È un atto d’accusa durissimo quello lanciato dal sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, che interviene con fermezza nel dibattito politico e sociale dell’isola all’indomani dell’allarme sollevato dalla Commissione Regionale Antimafia sulle attività relative all’anno 2025.
Secondo il primo cittadino, la relazione della Commissione fotografa una realtà inquietante, che non può lasciare indifferenti e che testimonia un progressivo degrado culturale ed etico della Regione Siciliana. Il fulcro del problema, secondo Ammatuna, risiede proprio in una preoccupante e diffusa sottovalutazione del fenomeno politico del “Cuffarismo”, ormai capillarmente infiltrato nei gangli istituzionali dell’isola.
A rinfocolare questo sistema, secondo il sindaco di Pozzallo, è soprattutto la gestione delle dinamiche parlamentari all’interno dell’Assemblea Regionale Siciliana. Sotto accusa finisce direttamente la “politica clientelare delle mance”, definita da Ammatuna come un sistema dal basso profilo morale che soffoca il merito e alimenta il clientelismo. Nelle diverse realtà territoriali, denuncia il sindaco, il favore personale sembra essere diventato la norma, e la concessione sistematica di contributi da parte dei parlamentari locali rischia seriamente di condizionare e inquinare la vita democratica delle comunità.
Ammatuna evoca poi una provocatoria evoluzione del celebre paradosso letterario siciliano: nella terra del Gattopardismo non si cambia più per lasciare tutto com’è, ma si sta cambiando per fare deliberatamente passi indietro, trascinando la Sicilia verso una sorta di «medioevo culturale, sociale ed economico».
Il sindaco di Pozzallo invita tutte le forze sane a fare fronte comune per eliminare la politica delle mance e superare la “timidezza” mostrata finora da gran parte delle forze politiche democratiche. Se mancherà il coraggio di portare avanti iniziative concrete in grado di scardinare queste dinamiche – conclude Ammatuna – la Sicilia sarà inevitabilmente condannata a una stagione di perenne arretratezza e sottosviluppo.


