Campo(M5s). “Finché la Ragusa-Catania non sarà completata, nessun pedaggio deve essere messo sulla Siracusa-Modica

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Palermo, 03 luglio 2026 – “I cittadini della provincia di Ragusa – dice Campo – stanno già pagando un prezzo altissimo. Da anni convivono con i disagi dei lavori sulla Ragusa-Catania, affrontando ogni giorno tempi di percorrenza più lunghi, cantieri e deviazioni per raggiungere Catania. È un sacrificio che il territorio ha accettato perché quell’opera è fondamentale. Adesso, però, il governo Schifani supera ogni limite: mentre la Ragusa-Catania è ancora incompleta, si pensa addirittura di introdurre un pedaggio sulla Siracusa-Modica, cioè proprio sull’arteria che migliaia di ragusani sono costretti a utilizzare ogni giorno come alternativa. Sarebbe una doppia beffa e un’offesa intollerabile per tutto il Sud-Est siciliano”.

“È inaccettabile – prosegue la parlamentare – che questa proposta compaia all’interno del piano di risanamento del Consorzio Autostrade Siciliane, un ente che oggi chiede alla Regione altri 100 milioni di euro per coprire un dissesto economico che continua ad aggravarsi. Fino a pochi mesi fa si parlava di un’esposizione di circa 46 milioni di euro, destinata a sfiorare i 90 milioni in caso di esito negativo di alcuni contenziosi. Oggi la richiesta sale addirittura a 100 milioni. È la fotografia di una gestione che, invece di produrre equilibrio finanziario, ha accumulato sprechi e perdite sempre maggiori. Ancora più grave è il contesto nel quale tutto questo avviene. Il CAS pochi giorni fa è finito al centro di un’inchiesta sui pedaggi che sarebbero stati sottratti dalle casse del Consorzio. Da sottolineare anche che da decenni la gestione è affidata a politici di sottogoverno portatori di consenso elettorale e da decenni si susseguono inchieste giudiziarie sui vertici, sui cantieri e sugli appalti stessi. Di fronte a una situazione così delicata, anziché pretendere un concreto cambio di gestione, il governo regionale valuta un piano che scarica ancora una volta le perdite e le spese sui cittadini”.
“Per questo – prosegue Campo – riteniamo sia arrivato il momento di aprire senza pregiudizi una riflessione seria sul futuro del Consorzio. Se un ente che gestisce infrastrutture strategiche continua a produrre debiti anziché garantire efficienza, occorre chiedersi se abbia ancora senso mantenerne l’attuale struttura. L’ipotesi di trasferire la gestione delle autostrade siciliane all’ANAS merita di essere discussa con serietà, mettendo al primo posto l’interesse pubblico e non la sopravvivenza di un carrozzone che continua a chiedere risorse senza risolvere i propri problemi”.
“Sul pedaggio – conclude la deputata – la nostra posizione è altrettanto chiara. Non possiamo tollerare alcuna discussione finché la Ragusa-Catania non sarà completata e pienamente percorribile. I cittadini della provincia di Ragusa non possono essere penalizzati due volte: prima costretti a subire i disagi di un’opera ancora incompleta, poi obbligati a pagare per utilizzare l’unica alternativa disponibile. E di pedaggio si potrà eventualmente parlare solo quando l’intero collegamento Siracusa-Gela sarà portato a termine, fermo restando che si parla di un’infrastruttura che verrà interamente realizzata con risorse pubbliche, quindi già finanziata con le tasse dei cittadini. Colpisce il via libera dell’assessore Alessandro Aricò a un piano che considera normale far pagare il conto ai siciliani invece di affrontare le responsabilità della cattiva gestione. Ancora più assordante è il silenzio del presidente Renato Schifani, che continua a ignorare le esigenze del Sud-Est, e quello dei deputati della maggioranza eletti nella provincia di Ragusa, che su una questione così grave non hanno trovato ancora il tempo per una parola in difesa del proprio territorio.
La provincia di Ragusa non può essere trattata come la periferia dimenticata della Sicilia. Non accetteremo che i cittadini paghino gli errori di chi ha gestito male il CAS. Prima si completi la Ragusa-Catania, poi la Siracusa-Gela. Fino a quel momento, parlare di pedaggi significa soltanto chiedere ai siciliani di pagare due volte: una con le tasse e una seconda volta al casello”.

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