Guardia medica senza medico a Marina di Ragusa. Buscema e Angelica (Italia Viva): «I nostri dubbi sulla gestione dell’ASP trovano purtroppo conferma»

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RAGUSA, 06 Giugno 2026 – La stagione estiva è già nel vivo, ma la sanità costiera arranca. Scoppia il caso della Guardia Medica di Marina di Ragusa, dove nella fascia oraria diurna – dalle 8:00 alle 20:00 – risulta attualmente garantito il solo servizio di ambulanza, ma senza la presenza di un medico.

Sulla vicenda sono intervenuti duramente la coordinatrice provinciale di Italia Viva Ragusa, Marianna Buscema, e il coordinatore cittadino Filippo Angelica, che collegano questo disservizio alle recenti incertezze sulla gestione finanziaria dell’Azienda Sanitaria Provinciale.

I due esponenti politici richiamano l’attenzione su un quesito sollevato già diverse settimane fa, rimasto evidentemente senza risposte concrete:

«Poco più di un mese fa avevamo chiesto chiarezza sulla richiesta di anticipazione di cassa da 50 milioni di euro avanzata dall’Asp di Ragusa. Avevamo specificato di non voler generare allarmismi ma di voler capire se risorse così importanti fossero realmente accompagnate da una strategia capace di migliorare i servizi sanitari per i cittadini. Oggi, purtroppo, ci troviamo davanti a una situazione che alimenta quei dubbi e che merita una riflessione seria».

Secondo Buscema e Angelica, il fulcro del problema non è meramente contabile, ma risiede nell’impatto che queste manovre hanno sul diritto alla salute: «Ci chiedevamo se quelle risorse venissero utilizzate per garantire più servizi, più efficienza e più efficacia. Vedere una realtà importante come Marina di Ragusa senza un medico nella fascia diurna, proprio mentre la stagione estiva è già iniziata, rappresenta una risposta che certamente non rassicura i cittadini».

La critica di Italia Viva si sposta poi sulla programmazione stagionale dell’ASP, ritenuta anacronistica rispetto ai reali flussi turistici e demografici della frazione marinara. Marina di Ragusa, infatti, registra già dai primi giorni di giugno un’importante presenza di residenti, lavoratori, proprietari di seconde case e visitatori.

«Non stiamo parlando di un territorio che si anima improvvisamente il primo luglio», incalzano i coordinatori. «Non basta immaginare che il problema venga risolto con l’attivazione di servizi limitati al periodo compreso tra il 1° luglio e il 15 settembre. Marina di Ragusa è popolata e vissuta già adesso e continua ad esserlo anche dopo la metà di settembre. La sanità deve adeguarsi alla realtà del territorio e ai bisogni delle persone, non a schemi temporali che non rispecchiano più ciò che accade realmente nelle nostre località costiere».

Il disservizio di Marina di Ragusa viene inserito all’interno di un quadro clinico provinciale già ampiamente compromesso, caratterizzato da liste d’attesa interminabili e carenze strutturali che spingono sempre più cittadini a rivolgersi alla sanità privata o a viaggiare fuori provincia per curarsi.

Buscema e Angelica concludono con un appello perentorio ai vertici di Piazza Igea, assicurando che la guardia rimarrà alta: «La nostra non vuole essere una polemica fine a sé stessa. Chiediamo all’Asp di Ragusa di chiarire le ragioni di questa situazione e di adottare ogni iniziativa utile per garantire un’assistenza sanitaria adeguata in una delle aree più frequentate della provincia. Continueremo a seguire con attenzione questa vicenda perché riteniamo che la tutela della salute debba restare una priorità concreta e non soltanto un principio da richiamare nei documenti ufficiali».

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