
Modica, 15 maggio 2026 – “Le emozioni della salute – La salute delle emozioni”. Questo è l’argomento trattato dal Prof. Giovanni Belluardo presso il Palazzo Grimaldi sede della omonima Fondazione, in occasione degli Incontri dell’UNITRE modicana. Il Prof. Belluardo, Direttore dell’Istituto di Psicologia e Psicoterapia EGLE e ricercatore presso le Università di Catania e di Parma, ha parlato delle emozioni e della loro funzione psicologica. Prendendo spunto da una riflessione di Agostino di Ippona, il Relatore ha evidenziato che le emozioni sono entità difficili da definire in modo univoco. Nonostante questa complessità, la Psicologia è riuscita a mappare le singole componenti che le costituiscono. Le emozioni primarie analizzate durante l’incontro, paura, rabbia, tristezza, sorpresa, gioia e disgusto, hanno una origine legata al codice genetico di ogni persona, e la loro espressione e gestione è fortemente influenzata anche dalla cultura di appartenenza di ogni individuo. Parlando diffusamente della funzione di ogni emozione ed illustrando casi concreti, il Prof. Belluardo ha sottolineato che esse possono diventare disfunzionali, trasformandosi in qualcosa di patologico. Ha poi specificato che ogni nostra emozione attiva il nostro organismo che, se continuamente ed eccessivamente sollecitato, genera come reazione lo stress. Cioè avviene la cosiddetta somatizzazione, ciò quel processo attraverso il quale il disagio psicologico si manifesta sotto forma di sintomi fisici reali, senza una causa organica evidente. Come dunque comportarsi in tali situazioni? Con la calma, intesa come una sorta di contenitore di regolazione emotiva, in grado di intervenire per scaricare lo stress accumulato e favorire una riorganizzazione in modo che il contenuto emotivo venga trasferito dal cervello limbico, alla neocorteccia, dove può essere finalmente “digerito” e archiviato. Infine il Relatore ha parlato dei neuroni specchio (mirror neurons), i quali svolgono un ruolo chiave nella comprensione delle emozioni altrui e nell’empatia. Quando osserviamo una persona calma, il nostro sistema specchio “riflette” quello stato, attivando aree cerebrali simili a quelle dell’osservato, portandoci a una forma di risonanza emotiva, come per esempio nel caso del neonato che durante l’allattamento osserva il volto della propria madre. Alla conclusione dell’interessantissimo incontro, i partecipanti hanno post diverse domande riguardanti casi reali, che hanno trovato esaurienti risposte da parte del Relatore.


