
Ragusa, 14 maggio 2026 – “Un anno e mezzo senza muovere un dito su un impegno preso in prima persona dalle assessore Pasta e Adamo nel 2024, e votato all’unanimità dal Consiglio comunale, è un affronto a quest’aula e soprattutto alle persone che si intendevano tutelare con l’istituzione del Registro comunale di genere e con la Carriera Alias”. È l’accusa del capogruppo dem Peppe Calabrese all’esito della seduta consiliare di ieri, durante la quale l’assessora Catia Pasta, in risposta a un’interrogazione informale dello stesso consigliere, ha ammesso che, in mancanza di figure professionali formate per la tutela della privacy, nulla di concreto è stato ancora fatto riguardo alla Carriera Alias per i dipendenti del Comune, mentre non ha fornito alcuna spiegazione sulla mancata istituzione del Registro comunale di genere.
Un fatto particolarmente grave secondo Calabrese, che ricostruisce l’iter della mozione approvata in Consiglio lo scorso 14 ottobre 2024 con 18 voti favorevoli su 18 presenti. “Noi del PD abbiamo presentato la mozione sul Registro comunale di genere e sulla Carriera Alias già a luglio 2024, in risposta alle istanze delle associazioni LGBT contenute nella piattaforma politica del Ragusa Pride, che non avevano ricevuto alcuna attenzione da parte della Giunta. Nonostante l’iniziativa fosse partita dal Partito Democratico – prosegue il capogruppo – abbiamo accettato la sospensione richiesta dalle due assessore competenti per esaminare più approfonditamente la questione alla luce delle nuove norme sulla Carriera Alias, così come abbiamo successivamente accettato le modifiche al nostro testo richieste dall’amministrazione. Alla fine la mozione è stata sottoscritta da tutti i capigruppo e votata all’unanimità. Un risultato importante, perché siamo stati il primo Comune della provincia a voler dare una risposta concreta ai bisogni delle persone che affrontano un percorso di affermazione di genere. Un risultato per ottenere il quale abbiamo anche rinunciato alla ‘paternità esclusiva’ dell’iniziativa politica, dimostrando anche in quell’occasione che il PD fa un’opposizione costruttiva, capace di mettere da parte protagonismi e antagonismi in nome di un fine superiore e per il bene della città. Eppure, nonostante l’iter condiviso, dobbiamo constatare con sconcerto che in oltre 18 mesi nulla è stato fatto per attuare quella mozione”.
“Proprio nella giornata di ieri la Giunta comunale di Vittoria ha approvato le Linee Guida per l’attribuzione e la gestione dell’Identità Alias, passando in pochi mesi dalle parole ai fatti. A Ragusa, invece, scontiamo l’inerzia della Giunta Cassì che, di fronte a un ostacolo superabile, ha di fatto affossato l’implementazione dei due strumenti. E bisogna sottolineare che, come sa bene l’assessora Pasta, la Carriera Alias non è un’opzione, ma un obbligo di legge per tutti i Comuni, rispetto al quale il Comune di Ragusa è dunque inadempiente. C’è da chiedersi, ancora una volta, se si tratti della colpevole incapacità di portare a termine anche un iter amministrativo semplice, o piuttosto della precisa volontà politica di non dare seguito all’impegno preso un anno e mezzo fa. Del resto – conclude Calabrese – non dimentichiamo che oggi abbiamo un sindaco non più civico come nel 2024, ma iscritto a un partito di centrodestra che fa parte di un Governo nettamente ostile ai diritti delle persone LGBT, tanto da aver fatto sprofondare l’Italia agli ultimi posti nella classifica dei Paesi europei per le politiche di parità e inclusione, persino più in basso dell’Ungheria. Cosa che rende sempre meno coerente e giustificabile la permanenza in Giunta di alcuni assessori che si professano progressisti”.
Dello stesso avviso il segretario cittadino del PD Riccardo Schininà: “L’istituzione del Registro comunale di genere rappresenta uno strumento utile per attenuare i disagi che le persone che stanno affrontando un percorso di transizione spesso vivono prima di ottenere la rettifica anagrafica. È grave che si sia perso tutto questo tempo per dare attuazione a una misura necessaria ed equa, che va nella direzione del riconoscimento e della tutela delle persone con identità di genere non conforme. L’ennesima dimostrazione della scarsa sensibilità di questa Giunta verso i diritti civili e le persone più fragili”.


