Spiagge di Marina di Ragusa, il PD attacca: “Stanno privatizzando le spiagge e cercano di nasconderlo”

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Ragusa, 05 maggio 2026 – Il Partito Democratico non arretra dopo il voto del Consiglio comunale sulle concessioni temporanee delle spiagge e denuncia senza mezzi termini quanto deciso dalla maggioranza e dall’amministrazione Cassì.

Il capogruppo in Consiglio comunale Peppe Calabrese è durissimo: “Stanno privatizzando le spiagge. Altro che percentuali! Con l’atto che si sono votati ieri sera, aggiungono altri 1.300 metri quadrati di spiaggia libera che verranno sottratti ai cittadini e concessi a pagamento. E cercano di coprire tutto con una narrazione costruita ad arte. Prima parlano di 83% di spiagge libere, poi nei comunicati diventano il 97%. Numeri costruiti su basi diverse per confondere e prendere in giro i cittadini. La realtà è una sola: oggi aumentano le concessioni rispetto a quelle esistenti. Questo è il fatto. Tutto il resto è propaganda”.

Calabrese aggiunge: “Il Piano di utilizzo del demanio marittimo è fermo dal 2022 perché il Comune non ha fatto quello che doveva fare sulla VAS. E mentre il piano resta bloccato, invece di fermarsi hanno deciso di andare avanti lo stesso, usando atti temporanei per cambiare in modo permanente l’assetto delle spiagge. Questo è un modo scorretto di governare”.

Sul punto interviene il segretario del circolo PD di Ragusa Riccardo Schininà: “Dicono che non è privatizzazione. Eppure in aula un consigliere di maggioranza ha ammesso che una forma di privatizzazione è accettabile. Quindi la verità è già venuta a galla: si sta trasformando la spiaggia libera in uno spazio dove una parte si paga”.

“E non raccontino che si tratta di interventi marginali – prosegue Schininà – perché quei metri quadrati verranno collocati nei punti più frequentati e strategici del litorale. È lì che si toglie spazio ai cittadini. È lì che cambia davvero il volto delle nostre spiagge”.

Calabrese incalza anche sul metodo: “Noi difendiamo il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo approvato dal Consiglio comunale. Quella è la norma che va rispettata. Un metro quadrato in più rispetto al PUDM è inaccettabile. Qui invece Cassì e i suoi hanno deciso di andare avanti per forzature, senza piano approvato e senza il coraggio di dire apertamente cosa si vuole fare”.

E aggiunge: “Quando si votano atti che riguardano direttamente un settore economico, la presenza in aula di consiglieri con interessi nel comparto è un problema politico serio. Non basta un parere tecnico a cancellarlo”.

Il segretario dem chiude con un attacco frontale: “Quello che sta facendo l’amministrazione Cassì è un bluff: minimizzare oggi per normalizzare domani. Si comincia con 1.300 metri quadrati, poi sarà sempre più facile andare avanti. È così che si smantella, pezzo dopo pezzo, il modello delle spiagge libere”.

Il Partito Democratico annuncia che la mobilitazione continuerà: “Prosegue la raccolta firme per difendere le spiagge libere – insiste il segretario cittadino – e continueremo a batterci dentro e fuori dal Consiglio comunale. Sia ieri in Aula da parte di altre forze politiche, anche molto distanti da noi, sia domenica in piazza da parte della cittadinanza, abbiamo avuto un riscontro largamente positivo alla nostra iniziativa. Il tema è avvertito come importante in modo trasversale, perché non si tratta di una battaglia ideologica – conclude – si tratta della scelta di un modello di città e di sviluppo turistico, di tutela del territorio e dell’identità del luogo”.

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