Letture tra storia, teologia e filosofia, attorno a Joseph Elie Kahale…di R. Samaan

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La Casa Naji Naaman per la Cultura, diretta dallo scrittore e uomo di lettere Naji Naaman, ci ha recentemente offerto un’opera eccezionale intitolata « Letture attorno a Joseph Elie Kahale ». (1) Questo imponente volume di 400 pagine si articola in tre parti: una prima in lingua araba, una seconda costituita da un album fotografico e una terza redatta in francese, inglese e italiano.

La dedica di Naaman

Nella parola di dedica dell’editore si trova un riassunto denso e luminoso dell’opera di Joseph Kahale, in cui si afferma : A colui che ha offerto alla lingua araba, ai suoi specialisti, ai ricercatori e ai lettori decine di opere pubblicate in arabo e in francese, e che ne ha redatte molte altre, già pronte per vedere la luce; A colui che ha sottratto all’oblio figure eminenti, uomini e donne del mondo arabo, permettendo di conoscerli meglio e di riscoprire le loro opere; A colui che ha messo il proprio talento al servizio della storia delle Chiese orientali e dello studio dei contributi dei loro grandi dignitari, dedichiamo quest’opera, a nome del ‘Gruppo dei Portatori di Penna’, a Joseph Elie Kahale”.

Joseph Kahale e il suo stile

Il libro raccoglie una serie di articoli dedicati alle opere di Joseph Kahale, questo ricercatore originario di Aleppo e stabilitosi a Parigi, la cui notorietà non ha più bisogno di essere dimostrata. Esso illumina il suo pensiero e mette in valore uno stile al tempo stesso semplice e profondo, che gli permette di raggiungere tutti i lettori con grande limpidezza e di lasciare in loro un’impronta duratura. Egli affronta la storia, il pensiero filosofico e la bibliografia come se affidasse al lettore idee di grande complessità servendosi di parole di una semplicità disarmante.
È quanto conferma uno dei membri del Gruppo dei Portatori di Penna, il signor Khalifa, a pagina 13: «Nelle sue opere, Joseph Elie Kahale adotta una metodologia scientifica rigorosa nella raccolta delle informazioni, nella loro organizzazione e nella loro riclassificazione… Con questo metodo preciso conduce il lettore a immergersi nel cuore dell’argomento con un piacere e un entusiasmo rari.»
A proposito del suo stile, si legge a pagina 35: «Il suo stile chiaro e padroneggiato gli permette di presentare idee precise che raggiungono il lettore senza sforzo, nonostante la profondità propria della ricerca.»
Questo stile accessibile consente al lettore non soltanto di avvicinarsi alle idee e alle prospettive proposte, ma anche di penetrare fino al cuore stesso della ricerca. Kahale è, a tutti gli effetti, uno scrittore solido e compiuto, professionale, maestro della parola e della creazione, notevole nell’arte della formulazione, di grande fluidità nella narrazione e capace di radicare durevolmente le idee nella mente di chi lo legge.

Joseph Kahale e Aleppo

Joseph Kahale nutriva per la sua città di Aleppo un profondo attaccamento, al quale ha dedicato numerose ricerche e pubblicazioni. Ha inoltre ridato vita a diversi testi antichi, in particolare quelli di Abdalah Zakher (pp. 79-115), articoli di padre Gabriel Rabbat (pp. 139-152), di Gabriel Dallal (pp. 177-196), di Marianna Marrache (pp. 199-228) e del Metropolita Néophytos Edelby (pp. 231-240).
Oltre a queste figure, ha scritto numerosi articoli su importanti personalità aleppine cadute nell’oblio. Si è inoltre interessato a figure non aleppine, pubblicando in particolare Georgi Zeidane, l’innovatore del romanzo arabo, così come un’opera dedicata al cardinale Moussa Daoud, intitolata «Colui che viene dall’Oriente: il cardinale Ignazio Moussa I Daoud», che fu il primo libro da lui dedicato a una personalità ancora vivente. Nel 2020 pubblicò un altro lavoro su una figura non aleppina: « Il cardinale Gregorio Pietro XV Agagianian e un compendio delle biografie dei patriarchi armeni cattolici ».

Il suo rapporto con la filosofia e i filosofi

Nel campo della filosofia, Kahale ha pubblicato opere in arabo e in francese sulla filosofia del sufismo islamico. È anche autore di un’opera unica dedicata al misticismo cristiano, intitolata « Nicolaos as-Sayegh e le sue poesie alla Santa Vergine Maria ».
Ha inoltre prodotto diversi lavori di riflessione filosofica, tra cui uno studio sull’estetica e l’artigianato, inizialmente apparso negli anni Trenta sotto la penna di padre Gabriel Rabbat nella rivista « Al-‘Adiyāt », pubblicata ad Aleppo. Ha anche scritto « Hegel e le tappe della filosofia dell’estetica », dove sviluppa la nozione di bellezza come scienza e come filosofia autonoma, passando dapprima attraverso i filosofi greci, poi attraverso i pensatori arabi cristiani e musulmani, prima di giungere ai filosofi europei.
Inoltre, Kahale ha scritto numerosi articoli su figure arabe ed europee, così come su vari temi, la maggior parte dei quali è stata raccolta in due opere: « Filosofi orientali » e « Autori arabi cristiani ».

La sua risposta franca

Alle pagine 330-332 del volume si trova la presentazione di un piccolo opuscolo, modesto nelle dimensioni ma di rara densità di pensiero, intitolato « La risposta franca al metropolita e all’archimandrita ». In esso Kahale risponde a un vescovo ortodosso e al presidente dell’Università di Balamand riguardo alla ripresa di un dialogo tra la Chiesa di Antiochia e la Chiesa di Roma.
Il metodo adottato in questo opuscolo mi ha profondamente colpito. Kahale vi critica il vescovo e l’archimandrita dopo aver esaminato minuziosamente le opere degli stessi autori ortodossi, mostrando che è stata la Chiesa ortodossa di Antiochia a separarsi dalla Chiesa di Roma, e non i melkiti a staccarsi dall’ortodossia. Questo testo, appassionante e ricco di informazioni storiche, mette in luce fatti largamente sconosciuti al grande pubblico e persino ignorati, oserei dire, da alcuni padri della Chiesa ortodossa.

Joseph Kahale e la Chiesa

A pagina 335, dalla penna dell’ingegnere e giornalista Sami Hilal, si legge:
«Le sue opere e le sue ricerche costituiscono un riferimento essenziale negli ambienti ecclesiastici e letterari e si distinguono per il loro professionalismo, la loro neutralità, la loro obiettività e la solidità delle loro dimostrazioni…» Egli prosegue a pagina 336: «Joseph ha collaborato con la Fondazione Naji Naaman per la Cultura, della quale è divenuto ambasciatore il 9 novembre 2022. Ha rappresentato la fondazione nel mondo, prima di ricevere il Premio letterario Naji Naaman (premio d’onore per l’insieme della sua opera) nella sua 22ª edizione nel 2024.»
Mi permetto qui di porre una domanda: perché le comunità cristiane orientali non hanno ancora reso omaggio a quest’uomo, mentre egli ha dedicato loro tante opere, in particolare sulla storia della Chiesa greco-melchita, della Chiesa armena cattolica e della Chiesa siriaca cattolica?
Per quest’ultima ha pubblicato una serie di lavori sulla sua storia antica, in collaborazione con Sua Eccellenza Mons. Mar Jacob Ephrem Samaan e lo scrittore Naji Naaman. A ciò si aggiunge la valorizzazione di numerose figure arabe cristiane cadute nell’oblio, ad Aleppo come altrove.
Mi sia infine permesso di ringraziare lo scrittore-editore Naji Naaman per aver dedicato un’opera alla figura di Joseph Elie Kahale. Avremmo desiderato che questo libro portasse il titolo « Letture nel pensiero di Joseph Elie Kahale ».
Salutiamo il ricercatore d’eccezione che è Joseph Elie Kahale e auspichiamo che la sua opera continui, si approfondisca e si arricchisca ancora.

R. Samaan

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(1) Joseph Elie Kahale (nato il 19 luglio 1958 ad Aleppo, Siria) è uno scrittore, storico e accademico siriano, attualmente residente a Parigi, in Francia. La sua carriera è caratterizzata da importanti contributi nei campi della filosofia arabo-cristiana, della storia della Chiesa melchita di Antiochia e del sufismo. Specialista riconosciuto in queste discipline, Kahale è noto anche per i suoi studi sul patrimonio letterario arabo e cristiano.

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