
MODICA, 20 Aprile 2026 – Una domenica surreale quella appena trascorsa a Modica. Mentre il calendario prevedeva la sfida Modica-Palazzolese, terminata con un amaro 1-2 per gli ospiti, a far rumore è stato soprattutto il silenzio degli spalti. La tifoseria organizzata ha, infatti, scelto la linea dura: disertare lo stadio in segno di protesta contro le recenti restrizioni imposte dalle autorità. Il clima si è surriscaldato a seguito dell’ultima gara interna, quella della storica promozione in Serie D. In quell’occasione, il calore della festa era sfociato nell’accensione di fumogeni e nell’esplosione di mortaretti. Un entusiasmo che non è passato inosservato alle forze dell’ordine, le quali, per il match di domenica, hanno irrigidito i controlli. Ai sostenitori è stato vietato l’ingresso in tribuna di striscioni identificativi, tamburi e megafoni e materiale vario per le coreografie. Davanti al muro alzato dalle autorità, gli Ultras hanno risposto “voltando le spalle” al varco d’ingresso, decidendo di non varcare la soglia della tribuna in segno di dissenso per quello che considerano un provvedimento troppo punitivo. La protesta, però, non si è trasformata in assenza di tifo, ma in una migrazione simbolica. Il “cuore” del tifo si è, infatti, spostato per sostenere il Motia Futura, impegnato nel campionato di Terza Categoria. I ragazzi del Motia, che stanno vivendo una stagione straordinaria e occupano una posizione di prestigio in classifica, si sono ritrovati improvvisamente circondati da un calore da categorie superiori. Cori, bandiere e incitamento costante hanno trasformato la gara dei “piccoli” rossoblù nel vero evento sportivo della giornata modicana. Se la formazione modicana di Terza Categoria vola sulle ali dell’entusiasmo, la prima squadra ha risentito pesantemente dell’atmosfera gelida delle tribune vuote. La sconfitta per 1-2 contro la Palazzolese lascia l’amaro in bocca non solo per il risultato, ma per la frattura che si è creata tra la piazza e la gestione dell’ordine pubblico.





