
MODICA/COMISO, 08 Aprile 2026 – Non è stato solo un incontro istituzionale, ma una vera e propria lezione di vita quella che Giovanni Allevi ha regalato agli studenti dei Licei Musicali di Modica e Comiso. Un dialogo fitto, intriso di filosofia e umanità, dove la musica ha fatto da ponte tra il dolore della malattia e la gioia del ritorno alla vita.
Il Maestro si è messo a nudo di fronte ai ragazzi, raccontando senza filtri come la diagnosi abbia stravolto ogni sua certezza, cambiando radicalmente la percezione del tempo e il rapporto con il proprio corpo.
Dopo i momenti più bui della degenza, Allevi ha intrapreso un tour internazionale che lo ha portato a toccare le principali capitali della cultura mondiale: Vienna, Friburgo, Stoccarda e Londra, da Los Angeles a Buenos Aires.
Un viaggio faticoso, affrontato con un corpo segnato ma sostenuto da una forza interiore rinnovata, che lo ha condotto infine al riabbraccio con il pubblico italiano.
Uno dei passaggi più commoventi è stato il racconto della genesi del “Concerto MM22” per violoncello e orchestra. Composto durante i lunghi mesi di cure oncologiche, il brano nasce da un’operazione quasi magica: musicalizzare la parola “mieloma”. Quella che era una dura sentenza clinica si è trasformata in note, diventando un potente messaggio di speranza e rigenerazione.
Riflettendo sulla musica classica contemporanea — definita come un linguaggio in perenne evoluzione dentro una forma costante — Allevi ha affrontato anche il tema delle critiche subite in passato. Il suo monito agli studenti è stato chiaro:
“Andate oltre i giudizi, siano essi positivi o negativi. Non lasciate che le opinioni altrui definiscano il vostro valore o la vostra arte.”
A suggellare l’incontro sono state le parole della Presidente Maria Rita Schembari, che ha tracciato un profilo profondo del Maestro legandolo indissolubilmente all’identità locale:
«Lei è come il nostro Barocco. In una terra che è stata capace di rinascere dopo essere stata distrutta dal terremoto, il suo esempio di rinascita, nella musica e nella vita, rappresenta una ispirazione fondamentale per questi ragazzi».
L’evento si è concluso con un immenso ringraziamento al Maestro per aver scelto di condividere la sua fragilità e la sua forza, lasciando ai futuri musicisti iblei un seme di resilienza che va ben oltre la tecnica musicale.





