
Marina di Modica, 17 Marzo 2026 – C’è chi guarda e si lamenta, e c’è chi agisce e trasforma. Antonio Puccia e il suo staff appartengono decisamente alla seconda categoria. Dopo il successo della prima raccolta autonoma di rifiuti presso il laghetto di Marina di Modica, il gruppo non ha mostrato alcun segno di stanchezza, tornando in azione con una determinazione ancora più forte.
Domenica scorsa, l’attenzione si è spostata sulla battigia. Questa volta l’obiettivo era un nemico subdolo e quasi invisibile: le microplastiche. Si tratta di piccoli frammenti che, se non rimossi tempestivamente, rischiano di essere sepolti dalla sabbia, diventando parte integrante (e tossica) dell’arenile.
L’importanza di questo intervento non è solo estetica, ma vitale. Queste particelle, se scambiate per cibo e ingerite dalla fauna locale, portano a conseguenze devastanti, causano sofferenze e, nei casi peggiori, la morte degli animali. Quello di Puccia è stato un gesto concreto, intelligente e intriso di amore per Marina di Modica.
Il percorso di civiltà tracciato da Puccia ha dimostrato che la cura del territorio non è un evento isolato, ma una missione continua. Dopo il “bis” sulla spiaggia, è già tempo di prepararsi per il “tris”.
Puccia e il suo staff saranno, infatti, tra i protagonisti della giornata “Marina di Modica si differenzia”, prevista per sabato 21 marzo. Sarà un’ulteriore occasione per ribadire che proteggere l’ambiente non è solo un dovere, ma un atto di orgoglio verso la propria terra.
“Puccia – rileva Marcello Sarta su Sei di Marina di Modica se – ha pensato bene e ha agito ancora meglio: un esempio luminoso che ci ricorda come ogni piccolo frammento raccolto oggi sia un investimento per la bellezza di domani”.





3 commenti su “Marina di Modica: la rivoluzione silenziosa di Puccia e il suo staff”
Puccia e il suo staff ??
Posso pensare alla ditta Puccia autodemolizione, e appalti di igiene urbana,
Ma potrebbe essere altro .
Se penso a quel privato che fu multato per aver pulito una aiuola pubblica questo ” imprenditore” potrebbe rischiare qualche anno di galera per essersi sostituito ad un servizio pubblico …..a proposito la IGM dov’è? ed anche se c’è il continuo plauso della stampa locale e sostenitori vari dubito che sia un intervento legittimo ! o sono cambiate le norme in materia?
Se il potere pubblico latitasse ( o latita ), il cittadino dovrebbe avere il dovere civile di intervenire , se potendo farlo con competenza , per evitare danni irreparabili all ‘ecosistema . Mi sembra il caso in oggetto.