
Modica, 25 febbraio 2026 – Il dibattito sul futuro del centro storico di Modica torna ciclicamente: turismo, eventi, affitti, sicurezza. Temi reali, ma che non hanno fermato la desertificazione urbana. Molte analisi, poche scelte strutturali. Si discute molto, si governa poco. Come Confcommercio – ha sottolineato Giorgio Moncada – non vogliamo sottrarci al confronto, ma non possiamo limitarci a una partecipazione formale. Il centro storico non si salva con interventi episodici o progetti pensati solo per intercettare risorse. Serve una visione chiara e di lungo periodo. Non si può chiedere alle imprese di compensare le carenze della pianificazione pubblica. Lo svuotamento del centro è il risultato di scelte stratificate che hanno favorito l’espansione urbana senza un reale equilibrio territoriale. Le imprese seguono il mercato: se si spostano, lo fanno per sostenibilità economica. Il nodo non è commerciale, ma demografico. Senza residenti il centro storico non vive: scompaiono servizi, relazioni, quotidianità. Ridurlo a scenografia turistica è un errore strategico. Il turismo è una risorsa, ma da solo non basta. Anche i cambiamenti nel tessuto commerciale sono una conseguenza naturale del calo degli abitanti: il contenitore resta barocco, il contenuto cambia. La vera rigenerazione parte dall’abitare. Recuperare il patrimonio significa renderlo funzionale agli standard contemporanei.
Servono azioni coordinate:
- incentivi fiscali per ristrutturazioni e sostegno alle giovani famiglie;
- un “Bonus Centri Storici UNESCO” per il recupero abitativo ed energetico delle aree di pregio;
- infrastrutture digitali, comunità energetiche e servizi moderni per attrarre professionisti e nuove economie;
- il ritorno di funzioni pubbliche nel centro, per generare flussi quotidiani e stabili.
Una città a misura di persone, dove la qualità urbana significa anche mobilità intelligente, pedonalità funzionale, spazi verdi e luoghi di aggregazione. Le “vanedde” devono tornare a essere spazi di relazione, non corridoi vuoti. Non si tratta di restaurare il passato – dice Moncada – ma di rimettere in moto il presente. Serve corresponsabilità: istituzioni, professionisti e forze produttive devono superare la logica degli interventi tampone. La rigenerazione richiede programmazione, coordinamento e monitoraggio. Da qui l’appello ai parlamentari del territorio: le città patrimonio UNESCO sono una risorsa strategica nazionale. Ma senza residenti, servizi e infrastrutture non possono competere né sopravvivere. Modica può diventare un laboratorio di equilibrio tra storia e contemporaneità. Il patrimonio che abitiamo non è solo da utilizzare, ma da custodire. Non siamo fruitori temporanei: siamo responsabili di consegnarlo vivo e migliore a chi verrà dopo di noi.






3 commenti su “Dal dibattito all’abitare: una visione strutturale per il centro storico di Modica”
Giuste considerazioni e giuste proposte Caro Giorgio ma in ritardo di QUARANTA ANNI quando allora certi Consigli Comunali di diversi colori preferirono abbandonare IL CENTRO STORICO per ottenere sempre piu VANI ALLA SORDA CONDANNANDOLO ALLO SPOPOLAMENTO PENSA CHE NON FU NEANCHE PORTATO AVANTI E REALIZZATO IL PROGETTO CIUFFINI SULLA MOBILITA’ ALTERNATIVA (SCALE MOBILI,ASCENSORI,PARCHEGGI ECC…..OSSERVIAMO OGGI LA VIABILITA’CITTADINA DIVENTATA UN DISASTRO AGGREDITA ANCHE DA PULMANS PRIVATI E MEZZI PESANTI CHE PER ORDINANZA NON DOVREBBERO CIRCOLARE(L’HANNO REVOCATA?).TUTTAVIA CARO GIORGIO SE SI RIUSCISSE A FARE RITORNARE LA GENTE NEL CENTRO STORICO SAREBBE LA BASE PER UN FUTURO MIGLIORE.SCUSATE IL MAIUSCOLO DETTATO DAL FATTO CHE QUESTE MIE CONSIDERAZIONI CONDIVISE DA ALTRI POCHI CONSIGLIERI COMUNALI AI TEMPI FURONO IGNORATE COME FU IGNORATA LA SALVAGUARDIA DELLE VILLE STORICHE DELLA SORDA PER LE QUALI IL PROGETTISTA AVEVA PROPOSTO IL VINCOLO IGNORATO! SI VOTAVANO ALLORA TUTTE LE VARIANTI POSSIBILI(IO MAI UNA) MA MAI LE PREVISIONI GENERALI DEL NUOVO PRG TRINCERANDOSI QUEI CONSIGLI COMUNALI SU UNA INESISTENTE “INCOMPATIBILITA’) I CONSIGLI COMUNALI ATTUALI I SOLI COME SEMPRE COMPETENTI IN MATERIA DI URBANISTICA E TERRITORIO INVERTIRANNO LA ROTTA? NE DUBITO PERCHE’ NEGLI ULTIMI DODICI ANNI NESSUN SEGNALE IN QUESTO SENSO!
BLA BLA BLA BLA BLA……..SEMPRE BLA BLA BLA BLA SCENDI IN CMPO UNA VOLTA SOLA E TI MISURI SICURAMENTE CON QUELLO CHE DICI PRENDERAI UN SACCO DI VOTI…..MA TRA IL DIRE E IL FARE CE’ L OCEANO (NON IL MARE), BELLO E PARLARE MA NON VEDI CHE PARLI CON IL SORDO, NON C E’ PIU’ SORDO DI CHI NON VUOLE SENTIRE, PIU VOLTE NON SEI STATO CHIAMATO COME CONCOMMERCIO E NON INVITATO AL TAVOLO . SMENTITEMI GRAZIE
Buone intenzioni.
Ma non credo possono avere successo.
Dobbiamo ragionare, come ragiona un’abitante del centro storico di Modica.
Naturalmente chi abita nei palazzoni non sente il bisogno di spostarsi .
Ma chi abita nelle vanelle ,a malincuore vuole andare via , perché la casa è piccola, scomoda,umida, non c’è posto auto . Quindi se ha la possibilità economica se ne va .
Come vuoi arrestare questo fenomeno??
Questi spazi lasciati dai modicani, vengono occupati dagli stranieri, in un quartiere con molti stranieri, il modicano si sente solo , si trova in difficoltà, quindi un’altro motivo per andare via , anche il fenomeno dell’acquisto di case da parte di persone del nord Italia, ed europei, può essere ostacolato se vedono un quartiere abitato da tanti africani ,albanesi, rumeni, ecc ecc ,
Che gli stranieri sono tanti a Modica bassa , si può constatare facilmente, vedendo quanti sono i bambini nelle classi del plesso Santa Marta, sono quasi tutti figli di immigrati, (un’altro motivo che spinge le famiglie a spostarsi alla Sorda , non vogliono i loro figli in una classe composta dal 90% di bambini stranieri)
Altro motivo che fa capire quanti stranieri ci sono a Modica bassa è il numero di negozi aperti da immigrati, alimentari, macellerie islamiche,kebab, affittano locali che per i modicani sono proibitivi come costi di affitto.
I negozi alimentari dei Modicani e anche le macellerie ,restano aperti perché i titolari stanno aspettando la agognata pensione, raggiunta la pensione, l’indomani chiudono ,
Se qualche avventuroso apre un negozio, è costretto a chiudere entro 6 mesi/un’anno .
I modicani di Modica Bassa andranno a comprare le cose spicciole nei negozi degli stranieri. La grande spesa alla sorda nei mega negozi ,
Per i prezzi guardano solo le offerte di rito , il resto a scaffale che è carissimo ma non lo vedono .