L’Introspezione di Saro Cannizzaro. Olimpiadi in RAI. Il logorreo che uccide l’arte

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C’erano tutti gli ingredienti per un capolavoro: la neve, la magia delle Olimpiadi, il lavoro certosino di artisti e registi. Eppure, la Rai è riuscita nell’impresa titanica di trasformare un sogno collettivo in un incubo domestico. Non è stata la cerimonia a fallire, ma il suo racconto: un sequestro acustico perpetrato da due voci che hanno scambiato lo schermo televisivo per il salotto di casa propria.
L’Eclissi del Silenzio
Mentre il mondo guardava l’arte, l’utente di Rai 1 è stato costretto ad ascoltare il nulla. Il peccato mortale? L’incapacità di tacere. In un evento dove l’immagine è sovrana e la musica è l’anima, i commentatori hanno agito come vandali sonori, imbrattando ogni istante di bellezza con un rumore di fondo ininterrotto.
• L’ego al microfono: Hanno prevaricato l’opera, convinti che le loro banalità fossero più preziose delle immagini stesse.
• La tortura timbrica: A rendere il tutto grottesco è stata una voce in particolare, uno starnazzamento sgradevole che ha perforato i timpani dei telespettatori, rendendo ogni momento solenne un esercizio di tolleranza al dolore.
Dalla Guida allo Stolker
Il commentatore dovrebbe essere una guida discreta; qui abbiamo assistito a uno stalking mediatico. La Rai sembra ignorare che una cerimonia olimpica è teatro puro, non una diretta del traffico. La pretesa di spiegare l’ovvio e di riempire ogni pausa ha soffocato il linguaggio universale dello spettacolo, riducendo la poesia a un verbale di bassa lega.
Il tradimento della Missione Pubblica
Vedere migliaia di spettatori arrendersi e spegnere la TV è il certificato di fallimento di una testata che non sa più distinguere tra quantità di parole e qualità dell’informazione. È un insulto a chi quella cerimonia l’ha costruita e un tradimento verso chi paga il canone per godere di un servizio, non per subire un fastidio.
La morale è semplice: la bellezza non ha bisogno di traduttori logorroici. Se la Rai vuole davvero servire il pubblico, impari l’arte rivoluzionaria della sottrazione. Meno ego, meno chiacchiere, e soprattutto, voci che non facciano rimpiangere la sordità.

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8 commenti su “L’Introspezione di Saro Cannizzaro. Olimpiadi in RAI. Il logorreo che uccide l’arte”

  1. La tv di stato è una vergogna. Poi due commentatori inadeguati al ruolo, voce fuori campo stridente che ha reso un evento internazionale in una farsa di paese. Vergogna, e paghiamo un canone per un servizio inutile e mediocre

  2. Solo imbecille…, eppure si dice direttore di rai sport ! Quantomeno deve essere rimosso d’ufficio . Il papero e l’ oca…..indegni ! Bulbarelli cretino !

  3. La Rai è un carrozzone per raccomandati.
    Non sono lì per meritocrazia, ma per raccomandazione.
    Aldilà delle gaffe, nessuna cerimonia potrà mai eguagliare quella di Pechino 2008.

  4. Ho visto video della cerimonia diapertura … Simbolismo satanico occulto ovunque, ormai talmentente assuefatti che nessuno se ne accorge, ve lo sbattono in faccia e nemmeno ve ne accorgete.

  5. Chi si accorge è perché conosce il nemico e la sua simbologia, ed anche chi dorme della grossa, che si rende complice incosciente di tutto questo.

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