Consiglio Comunale di Modica: l’opposizione prende il comando?

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MODICA, 04 Febbraio 2026 – Quello che doveva essere un normale lunedì di lavori d’aula si è trasformato nella certificazione di una crisi politica profonda. Una maratona di sei ore che ha consegnato una fotografia impietosa: la maggioranza non esiste più. Sui 23 presenti, l’amministrazione ha potuto contare su una pattuglia di appena 6 consiglieri, mentre il blocco formato da DC, Radici Iblee, Siamo Modica e Voce Libera ha preso di fatto in mano le redini dell’aula con 13 voti, dettando tempi e agenda.

Uno dei momenti di massima tensione ha riguardato lo stato di degrado del parcheggio dell’Ospedale Maggiore. In una nota congiunta, i 13 consiglieri hanno espresso totale insoddisfazione per l’atteggiamento della prima cittadina.
“Abbiamo assistito a uno spettacolo desolante – denunciano i gruppi d’opposizione -. La Sindaca ha lasciato intendere di volere restituire l’area all’ASP nelle condizioni attuali, ‘lavandosene le mani’ e abbandonando la struttura all’incuria.”
L’aula ha alzato il muro anche contro la gestione tecnica degli atti. Il tentativo dell’amministrazione di far passare il regolamento dell’imposta di soggiorno come atto d’urgenza è stato bloccato. I 13 consiglieri hanno preteso il rinvio per approfondimenti, segnalando, inoltre, la grave assenza dei Revisori dei Conti, la cui presenza è stata formalmente richiesta per la prossima seduta.
“È sulla Commissione Speciale relativa al dissesto finanziario che si è giocata la partita politica più significativa. Nonostante la proposta risalisse a marzo 2025, l’atto è rimasto nei cassetti per quasi un anno”.
La delibera è passata, ma non senza colpi di scena: i 6 consiglieri superstiti della maggioranza hanno tentato (senza successo) di chiedere un rinvio proprio al momento del dibattito.
“Perché rimandare ancora?” chiedono i 13. “Noi eravamo pronti a votare i componenti, ma la ex maggioranza ha preferito prendere tempo”. Grazie agli emendamenti proposti dalle opposizioni e approvati, la Commissione vedrà ora rappresentati tutti i gruppi consiliari, garantendo pluralismo e vigilanza.
Il messaggio finale dei gruppi DC, Radici Iblee, Siamo Modica e Voce Libera suona come un ultimatum politico: la maggioranza Monisteri è tecnicamente crollata; i 13 gruppi si pongono come “garanti” della città, pronti a emendare e correggere ogni atto.
L’accusa è che la città non possa restare “ostaggio” di una crisi politica che paralizza l’azione amministrativa.
“Il dato politico è ormai inequivocabile: a Modica si è aperta una fase di “governo dell’aula” dove la Sindaca, priva di base solida, dovrà negoziare ogni singolo passo per evitare la paralisi totale”.

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9 commenti su “Consiglio Comunale di Modica: l’opposizione prende il comando?”

  1. Il desolante quadro che emerge da questo articolo non è il racconto di una sana dialettica democratica, bensì l’ennesima rappresentazione tossica di una politica rappresentata sempre più spesso come arena permanente, dove il conflitto diventa il fine e non il mezzo, e dove l’interesse pubblico viene evocato solo come alibi retorico. Mi dispiace, ma io non riesco a vedere “garanti della città”, ma autoproclamati salvatori che scambiano l’ostruzionismo per virtù, il rinvio per profondità, la paralisi per vigilanza. E quella che emerge da questo comunicato, perché non posso credere che si tratti di un resoconto di qualcuno che non c’era, non è altro che una narrazione manichea, fuorviante : da una parte il male assoluto, dall’altra loro, i puri, i salvatori, gli indispensabili. Peccato che Modica non abbia bisogno di crociate, ma di responsabilità, continuità amministrativa e soluzioni concrete.
    Il “governo dell’aula” venduto come conquista democratica suona più come un ricatto permanente: ogni atto diventa un ostaggio, ogni scelta un terreno di scontro, ogni problema l’occasione per regolare conti politici. E nel frattempo la città aspetta.
    Se questa è l’idea che questi signori hanno della politica — fatta di ultimatum, muscoli e autocompiacimento — allora non siamo davanti alla salvezza di Modica, ma a una delle cause principali del suo logoramento.
    Non basta gridare più forte per avere ragione, perché il più delle volte, e questa è una di quelle, è solo rumore.

  2. Movimento Modicani Attenti

    Condivido: non si intravedono più garanti della città. Tutti, a vario titolo, sono fuoriusciti dal calderone abbatiano e hanno contribuito a costruire finte opposizioni, meramente strumentali alla ricerca di visibilità e funzionali esclusivamente a una ricandidatura alle prossime elezioni. Un atteggiamento vergognoso, soprattutto alla luce dei danni enormi prodotti.
    Modica, invece, ha bisogno di una vera e propria CROCIATA ISTITUZIONALE. È ormai indispensabile un commissariamento pesante da parte di organi superiori: azzerare tutto, e dico tutto. A casa devono andare tutti i protagonisti di questa stagione politica, dalla risicata maggioranza “regolare” alle finte maggioranze composte dagli ex abbatiani, una parte a guida Nigro, l’altra ancora in via di definizione, fino a un’opposizione che ha ormai appeso la protesta al chiodo.
    La consigliera Castello, reduce da una sconfitta ingiusta, appare a mio avviso una presenza inutile all’interno del Consiglio, purtroppo.
    Altro elemento imprescindibile è l’istituzione di una commissione d’inchiesta sul dissesto. Una commissione che non può essere composta dagli stessi autori del dissesto, ma da organismi esterni, dotati di reali funzioni ACCUSATORI e RISARCITORIE nell’interesse dell’Ente.
    Non si può arrecare impunemente un danno economico di tale portata come quello che grava su Modica. Un danno che, sebbene ormai acclarato e certificato persino da consiglieri provenienti dalle precedenti amministrazioni, qualcuno continua ostinatamente a negare. Il disastro morale e finanziario del Comune di Modica deve essere “pagato”, in qualche modo, da chi lo ha provocato, senza se e senza ma.
    Molti si sentono coinvolti e glissano, ed è comprensibile. Ma non potrà essere posta alcuna prima pietra per rifondare Modica se non si partirà da questo punto. E ciò potrà avvenire solo attraverso istituzioni esterne, non certo con commissari estemporanei che, a un anno dalla dichiarazione di dissesto, non sono riusciti a definire nulla ,o, quantomeno, nulla è trapelato.
    “NEMO ME IMPUNE LACESSIT”: questo DEVE essere scolpito nella mente di quei modicani sempliciotti che pensano che la distruzione della città sia stata un semplice incidente di percorso, privo di conseguenze, e che il buco enorme lasciato possa essere tranquillamente pagato dai nostri figli.
    Entriamo ora nel merito dell’articolo:
    “Abbiamo assistito a uno spettacolo desolante – denunciano i gruppi d’opposizione. La Sindaca ha lasciato intendere di voler restituire l’area all’ASP nelle condizioni attuali, ‘lavandosene le mani’ e abbandonando la struttura all’incuria.”
    Un passaggio veramente sconcertante. Nessuna menzione sull’assurdità della decisione del precedente Sindaco Abbate di richiedere e prendere in carico quel parcheggio; nessuna menzione sui costi sostenuti per tale operazione; nessuna riflessione sull’insensatezza di una scelta interamente pagata dai cittadini.
    Occorre invece:
    1) conoscere con precisione quanto sia costata l’assurda sistemazione di quel parcheggio, peraltro realizzata malissimo e priva di un adeguato sistema di smaltimento delle acque piovane;
    2) attribuire tutte le responsabilità politiche a chi ha compiuto quella scelta sciagurata;
    3) trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica per l’accertamento delle responsabilità;
    4) assumersi pienamente le proprie colpe e porgere le dovute scuse all’ASP, penalizzata da quella decisione.
    A questo punto, la tiepidezza della nostra Sindaca evidenzia una evidente debolezza, nonché un debito di riconoscenza nei confronti del precedente Sindaco, con il quale ha finto di rompere.
    È ormai chiaro che non pronuncerà mai una parola contro di lui.
    Un movimento di modicani attenti e consapevoli dovrebbe scendere in campo, portando alla luce tutte le assurdità commesse. Ritengo che la Sindaca debba farsi da parte e chiedere l’intervento di organi superiori: Modica non può essere amministrata da modicani per almeno un ventennio. Se si vogliono cambiare le cose, occorre cambiare le cose, invito tanti lettori a commentare ed esprimersi in merito.

  3. Un atto di dignità politica e morale con le dimissioni di tutti, sindaco in testa e maggioranza oggi minoranza/maggioranza, no? E’ uno squallido teatrino di una misera politica politicante provinciale, che tiene in ostaggio una città. Dimissioni subito e ritorno alle urne.

  4. Io sono d’accordo con questo movimento, servono dimissioni e poi andare ad un commissariamento che accerti le responsabilità del dissesto e non le comparsate di commissioni d’inchiesta composte dagli autori o parenti o compari del dissesto stesso che annacqueranno tutto. Nessuno di noi griderà forte, signor consigliere Borrometi, noi cittadini faremo un silenzio assordante, aspettando che si faccia chiarezza.

  5. Orazio ispettore privato

    Personalmente non trovo disdicevole che un comune , in casi eccezionali , si faccia carico di un parcheggio di ospedale , del resto sappiamo di come si stanno riducendo progressivamente , da parte del governo centrale , le risorse destinate alla sanità , delle liste di attesa , dei problemi del personale dei pronto soccorso ecc . Sembrerebbe che “una volontà ” , per mezzo o attraverso di , vorrebbe favorire la distruzione totale della sanità pubblica , con lo smantellamento progressivo della Sanità pubblica a favore di quella privata , nel ambito del processo generale dello smantellamento dello stato sociale a favore della privatizzazione di beni e settori della pubblica amministrazione ; ma il problema è il perché il parcheggio è stato rifatto ? Molto in generale , i politici potrebbero fare la qualsiasi per “campagna elettorale costante e anticipata ” , per ambizione politica più che per interesse della collettività , in questo caso i problemi trovati potrebbero essere esasperati più che risolti . Le tasse per esempio bisogna pagarle , ma ci si potrebbe accattivare l ‘elettorato non facendo nulla o quasi per la riscossione . In proposito, poi come si dice tra due mali meglio il minore , tra non riscuotere nulla , meglio rottamare e agevolare le adempienze con le imposte . Se il politico di turno si sente solo di passaggio e ha come priorità la sua carriera politica , nella migliore delle ipotesi passa cercando di non aggravare la situazione debitoria dell ‘ente , promuovendo la prossima candidatura. Ma nella peggiore delle ipotesi aggravando il debito pregresso , per lo stesso fine . Da un lato necessitano politici vocati , liberi e indipendenti , non legati a trame di potere , preparati e vocati , con il senso della missione , il comune deve essere visto , ma solo visto como un ‘azienda privata , che eroga servizi di qualità e deve incrementare il profitto , per mezzo dell ‘efficacia e dell ‘efficienza, attraverso di una selezione non clientelare dei suoi dipendenti, ma relativa alle competenze professionali per ciascun settore , che deve essere autoamministrato dall ‘ente e non da privati , che spremono i cittadini e favoriscono l ‘evasione . Dall ‘altro i cittadini per rendere effettiva la democrazia rappresentativa devono essere formati alla vita politica , per scegliere onestamente e responsabilmente i rappresentanti degli enti locali , senza interessi personali .

  6. Se andassimo al voto altre 5 volte, i modicani voterebbero nuovamente le stesse persone.
    Un tizio a tratti famoso disse: governare gli italiani non è impossibile, è inutile.

  7. Movimento Modicani Attenti

    Avevamo ormai preso atto del totale disimpegno del centrosinistra rispetto al dissesto finanziario e all’enorme debito accumulato; per centrosinistra intendiamo il PD, Alternativa Socialista e ogni altra forza riconducibile a quell’area. Del resto, già nella precedente amministrazione, persino l’unico consigliere del M5S presente, mantenne un atteggiamento sostanzialmente passivo nei confronti dell’amministrazione di centrodestra.
    È anche per questo che il nostro è un movimento di persone, provenienti tanto dal centrodestra quanto dal centrosinistra: cittadini moderati e pacifici che chiedono chiarezza, responsabilità e spiegazioni su quanto sta accadendo a Modica.
    Avv. Ruta, comprendiamo bene le difficoltà in cui vi trovate.
    Voi Socialisti scegliete di non addentrarvi nella disputa legale, preferendo spostare l’attenzione sull’efficacia dell’azione politica. È una posizione legittima: nessuno desidera impelagarsi in contenziosi giudiziari, ci mancherebbe. Tuttavia, una presa di posizione più netta, una parola di condanna sui fatti, quantomeno sul piano politico, ce la saremmo aspettata.
    Invece, abbiamo registrato solo toni tiepidi, cauti, eccessivamente misurati: un atteggiamento che, purtroppo, restituisce l’impressione di un evidente complesso di inferiorità.
    Comprendiamo anche questo, e non ve ne facciamo una colpa.
    Avventurarsi in una difficile opera di ricostruzione sarebbe un compito gravoso, come dimostra l’esperienza del sindaco Buscema, che oltre un decennio fa si assunse enormi responsabilità, subendo critiche durissime e venendo poi ripagato nel peggiore dei modi.
    Un percorso che non auguriamo a nessuno, ma che rappresenta l’ennesima conferma di una verità ormai evidente: Modica necessita di un governo esterno, affidato a commissari governativi. La città non può più essere lasciata nelle mani degli amici e degli amici degli amici.
    Concludiamo ribadendo che la Commissione non rappresenterà un semplice e inutile passaggio burocratico: rischia piuttosto di trasformarsi in una autoassoluzione definitiva, a danno e beffa dei modicani. Lo vedrete.
    Anche noi auspichiamo un futuro migliore dell’attuale presente, ma siamo consapevoli che serviranno decenni.

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