
Catania,28 gennaio 2026 – A sette anni dall’inchiesta “Università Bandita”, è arrivata la sentenza di primo grado della seconda sezione del Tribunale di Catania. Il processo, passato anche al vaglio della Corte Costituzionale per gli effetti dell’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, riguardava presunti concorsi universitari pilotati all’interno dell’ateneo catanese. Il Tribunale ha inflitto sei condanne: l’ex rettore Francesco Basile è stato condannato a cinque anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Condanne a due anni di reclusione per Filippo Drago, Antonio Giuseppe Biondi, Marcello Angelo Alfredo Donati e Marco Montorsi, mentre Giuseppe Maria Pappalardo è stato condannato a otto mesi. Per tutti, ad eccezione di Basile, è stata concessa la sospensione condizionale della pena. Sono invece 45 le assoluzioni, molte delle quali legate all’abrogazione del reato di abuso d’ufficio. Tra gli assolti figurano gli ex rettori Giacomo Pignataro, l’ex sindaco di Catania Enzo Bianco e Giuseppe Barone, già preside della Facoltà di Scienze Politiche. Assoluzioni nel merito anche per altri imputati con le formule “il fatto non sussiste”, “per non aver commesso il fatto” o “il fatto non costituisce reato”. Dichiarata la prescrizione per due posizioni.





