
PALERMO, 27 Gennaio 2026 – Nonostante il via libera dell’Assemblea Regionale Siciliana a un imponente pacchetto di aiuti da 120 milioni di euro per i danni del ciclone Harry, il fronte dell’emergenza resta caldo. A farsi portavoce delle criticità è l’Onorevole Ignazio Abbate, Presidente della I Commissione Affari Istituzionali all’ARS, che lancia un monito chiaro al Governo Regionale e Nazionale: il sostegno finanziario deve essere accompagnato da una sospensione immediata degli obblighi fiscali.
L’ARS ha approvato all’unanimità lo stanziamento di ulteriori 40 milioni, che sommati ai precedenti 70 e ai 10 destinati agli sgravi per i balneari, compongono un quadro d’intervento così suddiviso: 110 milioni di euro per i Comuni e i lavori di somma urgenza; 10 milioni di euro per gli sgravi fiscali ai titolari di lidi distrutti.
Per l’Onorevole Abbate, la vera battaglia si gioca sulla sopravvivenza burocratica di imprese e famiglie. “Penso ai cittadini di Niscemi e della Provincia di Ragusa che hanno perso tutto,” ha dichiarato Abbate. “Non possiamo permettere che chi ha l’azienda in ginocchio debba preoccuparsi delle scadenze dei mutui o delle tasse.”
Il punto critico è fissato al 16 febbraio: entro questa data, molte imprese rischiano di non essere più in regola con il Durc.
“Se il Durc viene bloccato, le aziende perdono ogni possibilità di ricevere i ristori o di continuare a lavorare. Chiedo con forza una moratoria fiscale e bancaria per tutto il 2026. Le entrate attuali devono servire a ricostruire, non a pagare interessi su beni che non esistono più.”
Un altro pilastro dell’intervento di Abbate riguarda la capacità di spesa dei Comuni. Molti dei centri più colpiti si trovano in stato di dissesto o predissesto finanziario, una condizione che rende impossibile anticipare le somme per la messa in sicurezza.
Il rischio: cantieri fermi per mancanza di liquidità. “Occorre erogare parte dei 110 milioni stanziati come anticipazione immediata, senza attendere i tempi lunghi dei rimborsi a consuntivo”.
L’Onorevole ha, infine, ricordato la devastazione subita dal comparto agricolo e dalle zone costiere ragusane, definite “falcidiate” dal ciclone. Oltre alla programmazione a lungo termine, Abbate sollecita un provvedimento specifico e immediato: “Lo Stato e la Regione devono garantire la provvista finanziaria prima che le attività chiudano definitivamente. Serve un’azione che risponda alla realtà dei fatti, non solo alla burocrazia.”





