Lions Club Ragusa Host dona pasti e proteici a famiglie bisognose

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Ragusa, 26 gennaio 2026 – Il calore umano che abbraccia chi è in difficoltà: questa l’immagine che rimarrà impressa a lungo nel cuore di chi, in questi giorni, ha varcato la soglia del Ristoro di San Francesco a Ragusa. Qui, dove spesso si intrecciano storie di fatica e speranza, la luce della solidarietà si è accesa forte grazie al Lions Club Ragusa Host guidato dalla presidente Carmen Occhipinti. Con un gesto che va ben oltre la semplice beneficenza, il Club ha donato non solo 260 pasti caldi e proteici alle famiglie più fragili della città, ma soprattutto il valore del tempo, dell’ascolto e della presenza.

Nelle due giornate adottate simbolicamente dal Club, i soci Lions si sono fatti prossimi ai bisogni concreti e invisibili di tanti, indossando il grembiule e mettendo le mani – e il cuore – al servizio della comunità. Un impegno che riscalda ancora di più perché nasce in un tempo ordinario, dopo le luci e le tavole imbandite delle festività: un messaggio forte, che ci ricorda come la gentilezza, per essere autentica, debba diventare pane quotidiano e non restare solo un gesto legato alle circostanze speciali.

Mani laboriose e sorrisi sinceri hanno affiancato gli instancabili volontari Caritas nella preparazione di tortellini al ragù, scaloppine ai funghi, frutta e panettone, fino ad arrivare alla distribuzione di un menù a base di pesce, offrendo così non solo nutrimento, ma anche il sapore della condivisione e della dignità. Un lavoro vissuto fianco a fianco con il presidente della zona 21, ingegnere Biagio Ciarcià, e la presidente Carmen Occhipinti, che hanno reso ogni incontro un’occasione di crescita reciproca. Il grazie della Caritas diocesana suggella questa esperienza, rendendo onore a chi ha scelto di mettere il bene comune al centro.

Risuona intensa la voce della presidente Occhipinti, che prende in prestito le parole: “Dove c’è bisogno, lì nasce il dovere di servire”. È la sintesi di un Lionismo che, dal 1917, costruisce ponti di speranza e solidarietà. «Alla fine – sottolinea la presidente – non conta solo ciò che si fa, ma come lo si fa e quanto cuore si è disposti a mettere. Come sempre, abbiamo sperimentato che c’è più gioia nel dare che nel ricevere». E davvero, nell’incontro fra le mani che donano e quelle che accolgono, si scopre tutta la bellezza di sentirsi, ogni giorno, parte della stessa grande famiglia umana.

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