
RAGUSA, 23 Gennaio 2026 – Non si placa la tempesta politica attorno alla gestione di Iblea Acque. Con una nota dai toni decisi, il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, risponde alle recenti critiche mosse dal consigliere Mauro, definendole prive di fondamento e smentite dai documenti ufficiali.
Il primo punto affrontato da Cassì riguarda la sua presidenza del Comitato Analogo. Il sindaco ha chiarito che non si tratta di una scelta personale o di un incarico retribuito, ma di un atto dovuto:
“Non ricopro questo ruolo perché mi sono candidato. È un incarico legato alla carica di sindaco del Comune capoluogo, come previsto dal regolamento. Dimettermi? Dovrei dimettermi da sindaco, che è probabilmente ciò che Mauro auspica”.
Sulla questione delle somme corrisposte all’ex Amministratore Unico (che secondo i pareri legali non sarebbero state dovute in quanto dirigente in quiescenza), Cassì rivendica la propria fermezza. Il sindaco sottolinea di aver richiesto lui stesso un parere legale e di aver proposto il recupero delle somme: favorevole all’avvio dell’iter di recupero crediti, come risulterebbe dai verbali ricostruiti dal Collegio sindacale; l’organo sovrano ha, però, scelto di attendere la fine del mandato dell’amministratore prima di procedere.
“Non è il sindaco di Ragusa a decidere, ma l’Assemblea”, ha ribadito Cassì, rimarcando la distinzione tra la sua volontà politica e le delibere collettive dei soci.
In chiusura, il sindaco lancia una stoccata politica al consigliere, evidenziando il paradosso di un attacco proveniente da un compagno di schieramento: “Mauro conosce il regolamento e la mia posizione, eppure sceglie di bersagliare me, che sono suo collega di partito. Perché?”. Un interrogativo che sposta la questione dal piano tecnico-amministrativo a quello puramente politico.





