
POZZALLO, 13 Gennaio 2026 – Non si ferma l’attività di controllo del Nucleo Port State Control (PSC) della Guardia Costiera di Pozzallo. Lunedì scorso, i militari hanno disposto il fermo amministrativo per una nave mercantile battente bandiera straniera. Si tratta della seconda detenzione operata nello scalo ibleo dall’inizio del mese.
Il provvedimento è scattato al termine di una verifica estremamente dettagliata a bordo di una nave di tipo general cargo. L’ispezione, protrattasi fino a tarda sera, ha portato alla luce un quadro preoccupante: sono state rilevate circa 30 deficienze, di cui ben 13 giudicate gravi al punto da far scattare l’immediata detenzione dell’unità.
Le irregolarità riguardano la violazione delle principali convenzioni internazionali che regolano il settore marittimo:
SOLAS e STCW: standard relativi alla sicurezza della navigazione e alla formazione del personale.
MARPOL: norme per la prevenzione dell’inquinamento marino.
MLC: disposizioni sulle condizioni di vita e di lavoro a bordo per l’equipaggio.
Oltre al blocco della nave, che non potrà lasciare il porto fino al completo ripristino delle condizioni di sicurezza, è stata elevata una sanzione amministrativa di 3.333,33 euro a carico del comandante e della società di gestione. La multa è scaturita da una gestione irregolare dei rifiuti prodotti a bordo.
Per poter riprendere il mare, l’unità dovrà sanare ogni singola criticità e sottoporsi a una nuova ispezione di verifica da parte degli uomini della Capitaneria di Porto.
La Capitaneria di Porto ha ribadito come la detenzione delle cosiddette unità “sub-standard” sia uno strumento cruciale: “L’attività del Nucleo PSC è orientata a prevenire situazioni di rischio che potrebbero avere gravi conseguenze per gli equipaggi, per le persone trasportate e per il mare”.
La selezione delle navi da ispezionare non è casuale, ma avviene tramite un sofisticato sistema di monitoraggio nazionale e internazionale. Questo sistema profila le unità in base a fattori di rischio quali l’età della nave, la bandiera di appartenenza e lo storico delle ispezioni precedenti, garantendo che l’attenzione rimanga alta su chi non rispetta i rigidi standard del trasporto marittimo globale.













