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La crisi del diritto internazionale e la legge del più forte…di Domenico Pisana

L’OSSERVAZIONE DAL BASSO
Tempo di lettura: 2 minuti

Oggi di fronte alla cattura del Presidente del Venezuela Maduro si invoca, legittimamente e a ragione, la violazione del diritto internazionale. Non è comunque il primo caso nella storia dei miei 68 anni, che potenze (sia occidentali che orientali) scavalcano le norme dell’ONU, quando i propri interessi strategici entrano in gioco, così da fare arrivare alla conclusione che il diritto internazionale è arrivato ad una fase in cui non ha più la forza di arbitrare i conflitti tra grandi potenze. Senza una riforma degli organismi internazionali, il rischio che si sta correndo è di tornare a un mondo globale regolato esclusivamente dalla “legge del più forte” e dalla logica dell’imperialismo che finisce per giustificare tutto e che non si può accettare.
Ecco una cronologia dei casi più significativi in cui il diritto internazionale – inteso come rispetto della sovranità territoriale e divieto dell’uso della forza senza mandato ONU – è stato violato o forzato.
A.Anni ‘60 e ‘70: la guerra fredda e la sovranità limitata
In questo periodo, le due superpotenze hanno agito spesso ignorando l’ONU per mantenere le proprie sfere d’influenza.
1. Guerra del Vietnam (1964-1975): L’intervento massiccio degli USA, senza una chiara base legale internazionale, viene considerato una violazione del principio di non ingerenza;
2. Invasione della Cecoslovacchia (1968): L’URSS invade il paese per reprimere la “Primavera di Praga”, e viene giustificata con la “Dottrina Brežnev” (sovranità limitata dei paesi socialisti);
3. Invasione di Cipro (1974): La Turchia occupa il nord dell’isola. Ancora oggi, la Repubblica Turca di Cipro del Nord non è riconosciuta dalla comunità internazionale (tranne che dalla Turchia).
B. Anni ‘80
1. Invasione sovietica dell’Afghanistan (1979-1989): una violazione palese della sovranità di uno stato non allineato;
2. Nicaragua vs. Stati Uniti (1984): La Corte Internazionale di Giustizia condanna gli USA per aver addestrato i Contras e minato i porti nicaraguensi. Gli USA ignorarono la sentenza, mettendo in luce la debolezza dei tribunali internazionali;
C. Anni ‘90: Il decennio degli “Interventi Umanitari”
Dopo il crollo del Muro, l’Occidente inizia a teorizzare l’intervento umanitario, spesso senza l’unanimità dell’ONU.
1. Bombardamento NATO della Jugoslavia (1999): È il caso chiave. La NATO interviene in Kosovo senza l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza (bloccata dal veto di Russia e Cina). Fu definito dai giuristi “illegale ma legittimo” (per fermare la pulizia etnica), ma creò un precedente pericoloso.
D. Anni 2000 e 2010: il crollo della stabilità
1. Invasione dell’Iraq (2003): è guidata da USA e Regno Unito con la teoria della “guerra preventiva” e il falso pretesto delle armi di distruzione di massa. Fu definita esplicitamente “illegale” dall’allora Segretario ONU Kofi Annan;
2. Invasione della Georgia (2008): la Russia interviene militarmente a sostegno delle regioni separatiste di Abkhazia e Ossezia del Sud;
3. Intervento in Libia (2011): la Risoluzione 1973 autorizzava la protezione dei civili, ma è stata usata dalla NATO per un regime change forzato, violando lo spirito del mandato internazionale;
4. Annessione della Crimea (2014): La Russia occupa e annette un territorio ucraino, violando il Memorandum di Budapest del 1994 e l’integrità territoriale dello Stato.
E. Anni 2020-2026 : Il ritorno della guerra su larga scala, violazioni della sovranità e aggressioni, violazioni del diritto umanitario e crimini di guerra
Se guardiamo al periodo che va dal 2020 all’inizio del 2026, il quadro del diritto internazionale appare ancora più frammentato. Molti osservatori parlano di un vero e proprio “punto di rottura”, dove le violazioni non riguardano più solo attori minori, ma coinvolgono direttamente i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU.
1.Invasione dell’Ucraina (2022 – in corso): La Russia ha lanciato una “operazione militare speciale” che l’Assemblea Generale ONU ha condannato come atto di aggressione. Sono stati documentati crimini di guerra, attacchi deliberati a infrastrutture civili (elettricità e acqua) e deportazioni forzate;
2.Azerbaigian e Nagorno-Karabakh (2020/2023): L’offensiva militare ha portato alla dissoluzione della repubblica autoproclamata dell’Artsakh e all’esodo di oltre 100.000 armeni, ed è stata criticata come una forma di pulizia etnica;
3.Gaza (2023 – 2026): Il conflitto tra Israele e Hamas ha portato a accuse di “punizioni collettive” sulla popolazione civile. Il Sudafrica ha presentato un ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia accusando Israele di violare la Convenzione sul Genocidio. Dall’altro lato, il massacro di civili del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas è considerato un crimine contro l’umanità;
4.Guerra Civile in Sudan (2023 – 2026): Definita la più grave crisi di sfollati al mondo. Entrambe le fazioni militari (SAF e RSF) sono accusate di violenze sessuali sistematiche, saccheggi e attacchi ai convogli umanitari, agendo in totale impunità;
5. Etiopia (Tigray, 2020-2022): Un conflitto devastante caratterizzato da blocchi degli aiuti alimentari, stupri di guerra e uccisioni di massa, spesso ignorato dai grandi media;
6. Iran (2022-2023): La violenta repressione delle proteste “Donna, Vita, Libertà” con l’uso di esecuzioni pubbliche è stata condannata come violazione dei diritti civili e politici;
7. Afghanistan (2021 – in corso): Il ritorno dei Talebani ha portato a quello che l’ONU definisce “apartheid di genere”, escludendo totalmente le donne dalla vita pubblica e dall’istruzione.
I tre modi in cui il Diritto internazionale è stato “aggirato”
Per capire come è stato aggirato il diritto internazionale, bisogna guardare a come gli Stati hanno giustificato le loro azioni:
– Guerra Preventiva: “Bisogna colpire prima che usino loro armi Chimiche/nucleari (Iraq2003);
– Responsabilità di protezione: “Dobbiamo fermare un genocidio o una crisi umanitaria” (Kosovo 1999, Libia,2011);
– Protezione delle minoranze: Intervenire per proteggere connazionali all’estero (Georgia, 2008, Ucraina,2014/2022;
– Esportare la democrazia : Liberare dalla dittatura di Maduro il popolo ( Venezuela, 2026).

Il vero nodo del problema è, a questo punto, il potere di veto. Se un membro permanente (USA, Russia, Cina, Francia, Regno Unito) o un suo stretto alleato viola il diritto internazionale, il Consiglio di Sicurezza non può emettere risoluzioni vincolanti o sanzioni. Questo crea strutturalmente una legge per i “piccoli” e una libertà per i “grandi”.
Oggi, dunque, ci viene di dire che è diventata attuale la frase “La guerra è la madre di tutte le cose” , attribuita al filosofo greco antico Eraclito (vissuto tra il VI e il V secolo a.C.). Chi viola il diritto internazionale spesso riprende, magari inconsciamente, l’idea eraclitea: l’idea, cioè, che, al di là delle leggi scritte e dei trattati diplomatici, la vera forza che decide i destini del mondo sia ancora lo scontro di potenza (la guerra, appunto).Se il diritto internazionale non riesce a imporsi, si torna allo stato di natura dove, come diceva Eraclito, è il conflitto a decidere “chi è re e chi è schiavo”. Cosa può fare l’Italia?
L’Italia si trova in un vicolo cieco molto stretto. Da un lato c’è l’articolo 11 della Costituzione (“L’Italia ripudia la guerra…”), dall’altro c’è un mondo che ha ripreso a parlare il linguaggio di Eraclito. L’Italia ha una tradizione storica di capacità di dialogo con tutti gli attori del Mediterraneo e del Medio Oriente, anche quelli “scomodi”. In un mondo che si divide in blocchi contrapposti, l’Italia dovrebbe ritagliarsi il ruolo, non facile per chiunque governi, di “ponte”. Se il diritto internazionale è in crisi, servono mediatori che conoscano le realtà locali e non parlino solo la lingua delle sanzioni o delle bombe.
Sono del parere che il diritto internazionale va difeso proprio perché siamo una nazione media. Se vince la legge della giungla, i pesci grandi mangiano quelli piccoli. Ma per difenderlo, dobbiamo denunciare i doppi standard, specialmente quando arrivano dai nostri alleati, perché ogni eccezione fatta alla regola è un chiodo sulla bara della nostra stessa sicurezza.
Il dato più allarmante del 2026 è la paralisi del Consiglio di Sicurezza. Poiché Russia e Stati Uniti sono stati accusati di violazioni dirette o complicità in questi anni, il sistema dei veti incrociati impedisce qualsiasi azione legale efficace.
La vera forza dell’Italia non è (e non sarà mai) la potenza d’urto militare, ma la credibilità politica. Se la perdiamo, inseguendo gli errori altrui (come in Libia), restiamo senza legge e senza protezione.

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5 commenti su “La crisi del diritto internazionale e la legge del più forte…di Domenico Pisana”

  1. Sr Pisana si fermi a mezzo litro!! Venga da queste parti a dare lezioni di diritto umano .

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  2. La “Kill list” è molto più ampia di quella descritta dal Prof. Pisana. Poi se ci mettiamo pure i tanti democratici golpe eseguiti nei paesi di tutto il mondo camuffati con paroline pittoresche, il cammino democratico liberale è molto più pittoresco di quanto ne siamo convinti.
    Si vero quanto letto, però Pisana dimentica che noi siamo sempre i buoni e i giusti perchè viviamo in democrazia. Anzi, nel giardino fiorito!
    Sono gli altri che fanno cose brutte, noi difendiamo solo le ingiustizie, quelle degli altri ovviamente.
    Poi se ci metti il linguaggio che usa il mainstream per inculcare un determinato pensiero, ecco che poi possono permettersi tutto senza chiedere il permesso a nessuno. Faccio un esempio di linguaggio di regime:
    Russia – Invasione
    Palestina – Terroristi
    America – Intervento
    Israele – Autodifesa

    Al punto in cui siamo arrivati Gaber lo aveva descritto già anni fa tutto questo, lui diceva:
    -“Libertà di scelta… purchè tu scelga ciò che è già deciso”.
    – L’ibertà di parola? Finchè non dai fastidio”.
    – Sogno americano… purchè tu dorma mentre te lo raccontano”.
    Di quale Diritto Internazionale parlavamo?

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  3. Il diritto internazionale non è mai esistito, gli esempi non mancano, personalmente ho sempre conosciuto il diritto del più forte. L’Onu è come i nostri politici, che giurano sulla Costituzione, però prendono ordini da guerrafondai nazisti di Bruxelles, calpestando Costituzione e popolo. Però stipendi, vitalizi, ecc , se lo fanno pagare dai cittadini italiani.
    Noi come gli americani abbiamo un enorme debito, ma non siamo forti come gli americani, altrimenti potremmo attaccare un paese ricco di risorse per rubare le loro risorse. Praticamente come hanno sempre fatto i paesi europei, ed occidentali, Italia compresa, verso i Paesi poveri, creando di fatto povertà, immigrazione, e guerre, O Come hanno sempre fatto gli americani, in nome di una falsa democrazia, vedi il Venezuela, solo per citarne uno, e non perché c’è Trump, anche con un’altro Presidente. Di fatto adesso non creano Caos, ma bombardano direttamente stile Nethanyau.
    Putin da parte sua conoscendo chi sono, e dopo anni di avvertimenti inascoltati, ha dichiarato guerra all’ Ucraina, altrimenti già i missili americani sarebbero a Kiev.
    Adesso ci sta pensando il comico burattino cocainomane a far si che lo scontro tra Nato e Russia avvenga.
    Mi aspetto che soldati Nato in nome della pace vanno in Ucraina, soldati italiani compresi, e a quel punto la Russia attaccherà, aggiungo giustamente purtroppo.
    Siamo in mano a dei pazzi da ricovero, disagiati, furiluogo, e fuo……..ge, che porteranno morte e distruzione anche da noi. Anche in questo caso, so aspettare.

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  4. Orazio ispettore privato

    Sono d’accordo con Pisana , bisogna riformare gli organismi internazionali , abolendo il diritto di veto .

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  5. Altra crisi: 2020-2022 violazione in Italia dell’inviolabilità dei diritti umani, coartando moralmente ogni diritto della persona libera

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