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Inflazione. CodaCons, si confermano i rincari di Natale

A dicembre voli alle stelle, +41,9% in un solo mese
Tempo di lettura: 2 minuti

I dati sull’inflazione diffusi oggi dall’Istat confermano, purtroppo, gli allarmi lanciati dal Codacons sui rincari di Natale che si sono abbattuti sulle famiglie italiane. A dicembre il tasso di inflazione si attesta al +1,2%, portando la media del 2025 al +1,5%, con un impatto economico stimato in +496 euro annui per la famiglia “tipo” e +685 euro per un nucleo con due figli.

Analizzando nel dettaglio l’andamento dei prezzi nei diversi comparti, emerge con chiarezza come il periodo natalizio sia stato interessato da una vera e propria raffica di aumenti. Particolarmente critico il comparto dei trasporti aerei: i voli nazionali registrano un incremento del +15,1% su base annua e addirittura del +41,9% rispetto al mese precedente, mentre i voli internazionali segnano un +30%.

In forte crescita anche il turismo organizzato, con i pacchetti vacanza aumentati del +12,1% in un solo mese. Sul fronte delle strutture ricettive si rilevano rincari annui del +6,1% per villaggi vacanza, ostelli e campeggi e del +4,6% per bed & breakfast, case vacanza e strutture analoghe.

Preoccupante anche il quadro del settore alimentare: la carne bovina aumenta dell’8,2% su base annua, il pesce del 4%, i frutti di mare del 6%. A dicembre si registrano rincari del +6% per formaggi e latticini, +8,5% per le uova, +5,1% per frutta secca e noci, +9,5% per il cioccolato, +18% per il caffè e addirittura +20,3% per il cacao in polvere.

“Questi numeri certificano una realtà ormai evidente: l’inflazione continua a colpire in modo selettivo e pesante le voci di spesa più sensibili per le famiglie, proprio nei periodi dell’anno in cui i consumi sono inevitabili – afferma Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale del Codacons – I rincari su trasporti, turismo e beni alimentari dimostrano come il Natale sia diventato un moltiplicatore di aumenti, con effetti che si trascinano sull’intero anno successivo. Serve un monitoraggio costante dei prezzi e interventi mirati per tutelare concretamente il potere d’acquisto dei cittadini”- conclude Tanasi.

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