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Il Far West nel Settore Abbigliamento a Modica. Sconti e l’assenza di vigilanza. Riceviamo

Tempo di lettura: 2 minuti

Egregio Direttore,

Le scrivo in rappresentanza di quella parte del commercio di abbigliamento che osserva con crescente sconcerto la deriva del nostro settore, un mercato sempre più dominato dalla scorrettezza commerciale strutturale.

L’attuale atmosfera nel retail tessile è satura di pratiche che erodono la fiducia dei consumatori e svalutano il lavoro di chi opera onestamente. Assistiamo quotidianamente a un circo di “sconti perenni”, “saldi mascherati” attivi dodici mesi l’anno e “promozioni straordinarie” che, di fatto, sono diventate la normalità operativa. Queste non sono strategie commerciali innovative, ma piuttosto veri e propri trucchi da prestigiatore che sollevano un interrogativo fondamentale: esistono ancora regole in questo settore, o sono state gettate nel cestino?

Il problema si aggrava considerando il ruolo delle Associazioni di Categoria. Ci si aspetterebbe che queste figure, nate per tutelare, vigilare e richiamare all’ordine, intercettassero e contrastassero con forza questa “moda dell’irregolarità”. Al contrario, ciò che percepiamo è un silenzio assordante. Un silenzio che si frappone tra gli operatori che cercano di mantenere un’etica professionale e chi continua a manipolare il mercato con sconti “permanenti” spacciati per occasioni dell’ultimo minuto.

Questa inerzia ha conseguenze drammatiche. Mentre molti commercianti si sforzano di rispettare la normativa e offrire un valore autentico, il mercato si deprezza giorno dopo giorno. Le politiche commerciali sleali di pochi finiscono per svalutare il lavoro di tutti. Il paradosso è amaro: chi gioca pulito paga il prezzo più alto, mentre chi ricorre a sotterfugi vince, almeno nel breve termine.

Ciò che chiediamo non è un atto di carità, ma il ripristino di un quadro normativo e di vigilanza efficace. Non possiamo accontentarci di Associazioni che si limitano a distribuire brochure, organizzare convegni e ripetere che “la situazione è complessa”. Questo non è tutela, è inazione.

Finché nessuno avrà il coraggio di agire e far rispettare le regole fondamentali di lealtà commerciale, l’unica moda che resterà davvero immortale e dominante nel settore sarà, purtroppo, la scorrettezza.

Confidando nella Sua sensibilità per il tema della legalità economica, Le chiedo spazio per dare voce a questa preoccupazione.

Distinti saluti

lettera firmata

© Riproduzione riservata
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11 commenti su “Il Far West nel Settore Abbigliamento a Modica. Sconti e l’assenza di vigilanza. Riceviamo”

  1. Un negozio di abbigliamento serio con merce di qualità
    Deve seguire delle regole commerciali ben precise
    Durante la vendita normale deve guadagnare per pagare le spese, le tasse , ricavare il suo stipendio , per sostenere i saldi , per sostenere l’invenduto che passa di moda ,
    La mentalità che conta solo il prezzo porterà sempre di più a far scomparire la qualità. Sempre più merce scadente , che dopo un’anno la puoi buttare rovinata ,sbiadita, slabrata,
    Negli indumenti lo può capire chiunque, ma nel cibo no , i trucchi nel cibo sono tanti , i Discount insegnano , è lo stomaco che lo capisce negli anni , bruciato , da adulcoranti , coloranti, conservanti , sale ,zuccheri, e ingredienti segreti non visibili,
    Chi può compri sempre la qualità.
    Per la salute e per sostenere il mercato della qualità.
    Vedere un professionista al Discount solamente perché è un tirchio è disarmante .

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  2. Occorre il rispetto tra commercianti e tutele anche dalle vendite online. Se con un colpo solo, con il concordato che hanno stipulato Amazon e l’Agenzia delle Entrate, il primo risparmia oltre 2 miliardi di Euro, si capisce che non c’è partita. Le regole ci sono, nessuno le rispetta e peggio le stravolge a modo proprio.

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  3. Ma quando mai un commerciante del settore abbigliamento segue le regole del buon vivere? Purtroppo chi lo segue, è destinato a capitolare perchè in questo ambiente le regole sono chi la spunta artificiosamente, con sconti anticipati (se è proprio disonesto i prezzi li gonfia, perchè sa a quale cliente può “fregarlo” a prezzo intero e se c’e’ il cliente che ama lo sconto lo accontenta, oppure vendere merce fondo di magazzino a clienti un pò imbranati dicengli che ancora non ha avuto tempo di esporre di esporre).
    I commercianti che si attengono alle regole sono quelli affiliati, che devono seguire obbligatoriamente le linee guida della casa madre, come prezzi già impostati. Per i commercianti (datati) evitare di andare, la fregatura è dietro l’angolo, sono bravissimi perche ti fregano amichevolmente.

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  4. Nuovi titoli per amo modica

    Amo modica, oltre ad essere un dottore, avvocato, astronauta, giudice, scienziato, politico e forza dell’ordine ora scopriamo pure che è un esperto del mercato degli indumenti e anche chimico organico per le malattie intestinali.
    Wow, mi chiedo come ancora non sia diventato il presidente del mondo.

  5. Nel mio negozio posso fare tutti gli sconti che voglio, posso anche vendere a prezzo di acquisto, oppure posso anche regalare la merce. Non devo rendere conto a nessuno.

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  6. @Amo Modica, ma i comuni mortali che vanno all’hard discount sono dei poveracci ed i professionisti se ci vanno sono dei tirchi. Lei ha degli stereotipi molto infelici, spero un giorno si renda conto che la realtà è molto complessa, molto più complessa delle classificazioni che lei fà.
    Volevo aggiornarla che all’hard si possono acquistare beni di qualità come negli altri supermercati, e se una persona va al discount non è detto che sia un poveraccio o un tirchio come lei etichetta.
    Mi chiedevo, ma lei dove và a fare la spesa, così la conosciamo meglio, dalla sua “intelligenza” suppongo vada nei supermercati di lusso con marchi altisonanti, lei sicuramente non è tirchio e quindi non bada a spese, potrebbe essere benissimo un amministratore di Modica, anche al Comune di Modica non si bada a spese e poi… sappiamo come è andata.
    Sicuramente potrà diventare se non presidente del mondo, ma almeno Sindaco di Modica, è perfettamente in sintonia con la modalità modicana.

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  7. Ciccio
    È vero nei discount trovi qualche prodotto di marca escluso Eurospin che ha solo la private label cioè solo marchi di fantasia da loro inventati , ( tipo valle del sole , ecc )
    I discount vanno dai produttori e chiedono se sono disposti a fargli un prodotto a marchio loro con tali requisiti , ma non chiedono a uno solo chiedono a diversi produttori, loro garantiscono tot autotreni di merce l’anno un pagamento stabilito e rispettato, a questo punto c’è una vera e propria asta tra i produttori, ci sono produttori che si sono specializzati solo per questo tipo di produzione, l’asta tra produttori porta ad abbassare il prezzo al limite .
    Il produttore per essere competitivo deve essere specializzato in questo mercato , acquistare tutto a prezzi più bassi possibili, si comincia dal pakging, cartone scadente , plastica scadente , inchiostri scadenti , lattine le più economiche possibili , dopo si passa al prodotto anche qui caccia al risparmio, e lascio immaginare su cosa cadrà la scelta , tutto comunque molto vicino ai limiti di legge , dopo aver prodotto devono spedire il prodotto e qui spremono i trasportatori oltre ogni limite .
    Se vuoi il prezzo basso sai che dietro è tutto basso .
    Massimo rispetto da parte mia del cliente che va al discount per risparmiare , ma vedere un professionista con uno stipendio di oltre 5mila euro fare la spesa al discount mi fa capire quanto è l’ignoranza ancora nel ambito alimentare.
    Risparmi oggi ,
    Paghi domani per curare la salute .
    Lo stesso professionista , ha la moglie che si compra un profumo di 300 euro , capisce a me dicono a Napoli .
    La gente capisce la qualità solo quando ha una prova immediata, faccio un esempio un detersivo lavapiatti, lo puoi presentare benissimo, ma non funziona come il leader, allora non serve spendere di meno , perché alla fine spendi di più.

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