
COMISO, 10 Ottobre 2025 – L’Aeroporto degli Iblei è nuovamente al centro di una profonda preoccupazione. Nonostante i massicci investimenti e i fondi regionali annunciati dalla politica locale come la chiave per lo sviluppo del Sud-Est siciliano, i risultati operativi dello scalo si stanno rivelando sconfortanti.
L’allarme viene lanciato dal Comitato a Difesa e Sviluppo dell’Aeroporto degli Iblei, che critica aspramente l’attuale gestione strategica. I fondi destinati all’aeroporto, sbandierati come una “panacea per tutti i mali,” non hanno sortito alcun effetto tangibile sulle compagnie aeree, che continuano a non mostrare interesse concreto per la struttura.
Secondo il Comitato, le strategie di marketing messe in campo per attrarre nuovi vettori si sono rivelate, “senza alcuna sorpresa,” fallimentari. L’accusa è diretta: l’impressione è che i soldi pubblici promessi siano stati utilizzati principalmente come uno “specchietto per le allodole” da parte di una classe dirigente che, in termini di strategie aeroportuali, continua a “brancolare nel buio”.
A destare ancora più sconcerto è il silenzio assordante della politica locale. Mentre la preoccupazione sul futuro di Comiso trova voce in esponenti come l’onorevole La Vardera (sebbene non eletto nella provincia), manca totalmente una presa di posizione unitaria da parte dei rappresentanti istituzionali del territorio: deputati nazionali e regionali, senatori e sindaci.
Il Comitato denuncia la scomparsa della “politica” che, nei mesi scorsi, aveva reagito alle criticità inventando “tavoli permanenti” di concertazione, strutture che oggi vengono definite come apparizioni fugaci, “come quelli delle bische clandestine.”
Sorprende anche la mancanza di una levata di scudi da parte dei diretti interessati, in primis gli imprenditori del settore turistico, ma anche di “molti, troppi cittadini abituati ad elemosinare diritti.”
Con le promesse di una “sfavillante Summer 2026” che “si sciolgono come neve al sole,” il Comitato sottolinea, per l’ennesima volta, l’imbarazzante incapacità dei propri rappresentanti.
Gli stessi che, per mesi, hanno tenuto il territorio in attesa “millantando quotidiane interlocuzioni con i vertici delle compagnie aeree” non hanno prodotto risultati concreti. Il verdetto del Comitato è netto: senza un cambio di passo, il territorio si ritroverà ancora una volta “Pedibus calcantibus” (a piedi), una condizione amara che evidenzia il fallimento della leadership locale.




