
Un secondo parco eolico vedrà presto la luce a poche miglia dalla costa iblea, in acque internazionali. Prende vita, difatti, il progetto denominato “Eureka Wind”, un parco eolico offshore costituito da 38 aerogeneratori della potenza complessiva di 570 Megawatt.
Il progetto prevede la realizzazione dei suddetti aerogeneratori posizionati nello Stretto di Sicilia, precisamente nel Canale di Malta, in acque internazionali. Questa zona è situata di fronte ai comuni di Scicli, Modica, Pozzallo, Ispica, Pachino e Portopalo di Capo Passero. L’energia prodotta sarà esportata attraverso un cavidotto marino il cui approdo è previsto nel comune di Modica. La distanza minima dalla costa è di 23,5 km.
Nello specifico, Principali componenti dell’impianto a mare prevendono: 38 generatori eolici della potenza unitaria di 15.0 MW, per una potenza complessiva di 570 MW, installati su torri tubolari in acciaio e le relative fondazioni flottanti ormeggiate al fondale marino.
Linee elettriche in cavo sottomarino di collegamento tra gli aerogeneratori: gli aerogeneratori, di potenza unitaria pari a 15 MW, saranno collegati in entra-esce e raccolti in 8 gruppi; dall’ultimo aerogeneratore di ogni gruppo partono le linee di raccolta a tensione di 66 kV che si attesteranno sul quadro a 66 kV nella Stazione Elettrica (SE) Off-Shore.
Una stazione elettrica offShore (66/380 kV) (SE), ovvero tutte le apparecchiature elettriche (interruttori, sezionatori, ecc.) necessari a raccogliere l’energia prodotta nei sottocampi eolici elevandone la tensione da 66 kV a 380 kV. La stazione elettrica marina sarà posizionata in posizione baricentrica rispetto al parco eolico, alla distanza minima di circa 32 chilometri, pari a circa 17.3 miglia nautiche dalla terra ferma.
Un elettrodotto di esportazione in HVAC della lunghezza di circa 35 chilometri, pari a circa 19 miglia nautiche, caratterizzato da un primo tratto in cavo marino a 380 kV, servirà per collegare l’impianto eolico alla Rete di Trasmissione Nazionale (RTN) sulla terra ferma.
Il progetto fa il paio con un altro impianto eolico che presto sorgerà anche lui fra i confini marini di Italia e Malta, di fronte alle coste iblee. Il progetto prevede la realizzazione di 50 aerogeneratori ed è denominato “Pozzallo Wind”.
Non si conoscono ancora i tempi effettivi per la realizzazione di entrambi gli impianti (c’è chi parla di autunno 2025) ma appare chiaro come l’eolico in mare sarà un passo in avanti verso quella trasformazione energetica che guarda al futuro. Guarda talmente al futuro che la notizia di altri tre impianti (per un totale di cinque impianti) eolici in mare, a largo delle coste iblee, è giunta stamani fino a Pozzallo e che pare possano vedere la loro realizzazione nei prossimi anni.
12 commenti su “Secondo progetto di eolico in mare vedrà presto la luce a largo delle coste iblee”
Peccato che non si tenga conto dell’impatto produttivo, di installazione e di smaltimento dopo 20 anni, visti i già noti cimiteri di pale che esistono.
Scempio totale, in Sardegna gli stanno facendo un mazzo così per sto schifo, noi invece ce ne vantiamo.
Nel frattempo che aspettiamo l’energia green e quindi la salvezza del pianeta, i bus elettrici nelle stazioni li caricano con generatori alimentati a diesel.
Un’altra schizofrenia collettiva che non puoi criticare fino a quando non ci sbatti il muso. Stesso copione del piano pandemico. Poi il fatto che nessuno ci dice dove e come smaltiranno questi mostri sacri, ci dovrebbe fare riflettere ancora di più. Spero solo che alla prima mareggiata la natura glieli butterà giù.
Speriamo al più presto si realizzi il progetto, aggiungerei che sarebbe opportuno anche realizzare il fotovoltaico al largo delle coste. L’energia alternativa eolica, fotovoltaica, delle maree è l’unico modo per poter fare a mendo degli idrocarburi.
Buona serata
Tutto sempre per il nostro bene….
Dopo le testimonianze shock di chi è stato costretto a subirli tra le mura domestiche e le sentenze dei tribunali americani e francesi in favore di cittadini contrari all’installazione forzata dei cosiddetti contatori intelligenti, adesso arriva la notizia del ricorso a Strasburgo: “Una pietra miliare è stata raggiunta!” In Norvegia lo studio legale Schjødt AS ha inviato una denuncia alla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) in difesa di otto cittadini malati di elettro-iper-sensibilità che hanno avuto un aggravamento di salute proprio a causa dell’installazione di Smart Meter nelle loro case. La denuncia alla CEDU nasce dal giudizio negativo subito in Corte d’Appello e in Cassazione norvegese, da qui il ricorso internazionale per violazione dei diritti umani. “I problemi di salute sono sorti dall’attivazione dei contatori digitali, nonostante l’intensità sia in media molto debole. La ricerca ha da tempo dimostrato che questa radiazione – sotto forma di impulsi digitali a bassissima frequenza (ELF) e molto acuti, forti e persistenti – è particolarmente dannosa. Ma la ricerca scientifica non era in precedenza così solida come lo è ora. Esistono prove decisive che il rischio di effetti avversi è reale”.
https://oasisana.com/2023/07/22/smart-meter-linstallazione-forzata-finisce-alla-corte-europea-dei-diritti-delluomo-wireless-in-casa-nocivo-per-la-salute/
Togliamo o facciamo togliere i contatori 5G dalle nostre case !!
@Tonino Spinello se non si aumenta la potenza rinnovabile installata i veicoli elettrici continueranno ad essere riforniti con energia elettrica da diesel e simili.
@Paolo le pale eoliche sono già riciclabili per quanto riguarda i nuovi modelli, la Sardegna ha grossi problemi in termini di obiettivi carbon free perché fanno la guerra a qualunque proposta di rinnovabili, potevano svegliarsi prima che cementificassero tutta la costa. E comunque meglio le pale eoliche che una centrale a carbone dietro casa
Vincenzo, perché dovremmo fare a meno degli idrocarburi se le alternative attuali sono dannose per l’avifauna, aumentano la temperatura, contengono più tipi di sostanze cancerogene al pari dell’amianto, non si possono smaltire, deturpano l’ambiente, su terra eliminano piante, coltivazioni o pascoli, fanno schifo da vedere, creano danno al turismo e, soprattutto, credendo alla fantascienza della co2, tutto l’iter fino alla fine del ciclo, da materie prime (estrazione etc.) al trasporto alla EVENTUALE sostituzione produce più co2 di quanta se ne risparmierebbe?
E chi si arricchisce nel frattempo? E come mai ci sono così tante microsocieta a gestire questi progetti con capitali da 10 mila euro?
E secondo lei, come successo in Sicilia occidentale, potrebbe esserci qualche ‘associazione’ che fa ‘bisiness’ dietro a tutto questo?
Modicaèviva, mi fornirebbe gentilmente la composizione dei materiali di una pala eolica riciclabile?
Io nel frattempo le posto dubbi e informazioni in mio possesso, riportati in precedenti post:
– quali sono i danni per la fauna ittica e per quella di molte specie di uccelli che transitano da questa fascia?
– quali sono i danni per la pesca?
– dopo quanto tempo si deteriorano le pale, come vengono smaltite e dove? Una turbina ha un ciclo di vita medio di 25 anni e costi esorbitanti per lo smaltimento
– qual’è il danno paesaggistico, oltre che a livello del mare, da un panorama in quota?
– qual’è il danno turistico con mostri di tale portata che modificano il paesaggio?
– quali sono i reali vantaggi economici, in soldoni, rispetto all’energia nucleare?
– perché le società che gestiscono questi progetti hanno capitale da 10 mila euro?
– in funzione di chi è di osa dovremmo fidarci e rischiare?
– perché questi progetti vengono imposti e da chi (in realtà lo sappiamo già)?
Per una turbina da 2MW sono necessari:
– 260 tonnellate di acciaio
– 300 tonnellate di ferro
– 170 tonnellate di carbone (altiforni)
– terre rare (praseodimio – neodimio – terbio – disprosio)
– fibra di vetro
– resina
– plastica
– alluminio
tutti estratti o prodotti con idrocarburi. Quanta co2 viene prodotta per tutto questo (lo chiedo non perché mi interessi, ma perché si porta avanti la narrativa antiscientifica della co2).
Cimiteri di pale:
https://www.google.com/amp/s/www.bbc.com/news/business-51325101.amp
https://www.google.com/amp/s/www.unionesarda.it/news-sardegna/ecco-il-cimitero-sardo-delle-pale-eoliche-usate-do6y7w31%3famp=1
Se il tutto serve per sostenere la narrativa co2, il tutto non serve a nulla ed è una truffa. Oltre che fa schifo a vedersi nel nostro mare.
A me vanno bene il gas, il nucleare e gli idrocarburi. Se è quando ci saranno alternative valide, senza compromettere panorama, ambiente, coltivazioni, boschi, prestazioni, senza che qualcuno debba convincerci di un qualcosa (perché se c’è da convincere, ci sono problemi evidenti), vi sarà informazione completa e trasparente senza imposizioni, in caso, si valuterà.
Il nucleare è il futuro!!!
Infinito
Pulito
Sempre disponibile ,non come le rinnovabili .
Costa solo l’impianto iniziale, dopo solo manutenzione.
Purtroppo ha un problema non produce ricchezza ai furbetti che con I contributi hanno costruito gli impianti eolici e solari e adesso si godono la rendita con i piedi baciati dagli ambientalisti
Tanti furbi ci sono!! e io no!!,non faccio parte di questa razza superiore .
Litigo qua con quattro idealisti che non cambieranno mai di un millimetro le loro opinioni.
Unica soddisfazione spesso ci azzecco devo solo aspettare .
Paolo, le famose finestre di Overton sono servite a questo. Hanno trasmesso un messaggio alla volta e lentamente hanno inculcato qualcosa che sa di meraviglioso. Possono mai menti acritiche porsi dubbi su come ci vogliono incastrare?
@amomodica
Il nucleare è il futuro? Dopo 40 anni non siamo riusciti a fare il decommissioning di almeno una centrale nucleare. Entro l’anno prossimo Francia e Inghilterra ci ridanno indietro le nostre scorie prodotte e ancora non sappiamo dove metterle. Per fare una centrale nucleare ci vogliono 15 anni con costi esorbitanti e una potenza che è una frazione dei campi fotovoltaici che vogliono installare. Per funzionare serve il combustibile atomico e, guarda caso, la principale società russa, la Rosatom, è quella che ha il 70% di questo marcato. Se abbiamo avuto problemi con la riduzione del gas, come la mandi avanti una centrale senza combustibile atomico. Il Sole e il vento sono gratis, non devo chiedere a qualcuno per averli.
Pare che esiste la possibilità di produrre movimento a costo zero , sfruttando le leggi fisiche del magnetismo ossia la forza respingente di due magneti dello stesso polo
Stanno devastando tutto: coste, colline e mare, con la scusa di produrre energia alternativa nonostante siamo in surplus produttivo, dimostrato dal prezzo PUN. Che vantaggio hanno i siciliani da questo scempio? Come al solito nessuna ricaduta economica continuativa nel tempo ( lavoro a tempo determinato) se non nel periodo di costruzione. Il vantaggio sarà solo per le multinazionali, la feccia politica che farà lavorare le proprie aziende per la costruzione e qualche dolcino per i politici locali. Per i siciliani ? Fare le valige ed andare a fare gli schiavi per 1200€ al nord. Mandiamoli a casa se non realizzano una vera filiera con reale ricaduta economica in Sicilia. Facciamo tesoro di quello che hanno già realizzato edi come si sono comportati.